CATANIA – Oltrepassano il migliaio di unità le imprese, per lo più gestite da imprenditori locali, che operano nelle gallerie delle cosiddette “strutture a destinazione specifica”, usufruendo di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. Sono gli imprenditori che operano all’interno dei centri commerciali, ma anche di altre strutture a destinazione specifica quali aeroporto, porti, mercati all’ingrosso. Una nuova realtà di imprenditori che si è sviluppata essenzialmente nell’ultimo decennio e che, in questi giorni, ha ritenuto di dare vita ad un nuovo organismo di rappresentanza imprenditoriale, sotto l’egida della Confcommercio Catania, costituendo, appunto l’Associazione Operatori Gallerie Commerciali ad Alta Mobilità.

“Nell’ultimo decennio – afferma il dott. Francesco Scrofani, coordinatore della neonata associazione – vi è stata una rivoluzione nel mondo del commercio. L’avvento dei nuovi format commerciali, ma anche l’evoluzione che si è registrata in strutture come aeroporto e porti, ha visto la nascita di un migliaio di aziende, per lo più gestite da operatori della nostra provincia, con problematiche nuove rispetto a quelle che incontrano i colleghi che operano nelle aree urbane. Problematiche tanto serie ed anche complesse che possono essere affrontate efficacemente solo se le imprese stanno unite e si organizzano in forme associative dinamiche, capaci di interloquire in modo ordinato e concreto con la direzione e proprietà delle strutture commerciali ospitanti. In tal senso sarà indispensabile l’apporto tecnico e sindacale di Confcommercio, anche al fine di migliorare l’interazione tra le imprese stesse.”

L’area metropolitana etnea, secondo uno studio di Confcommercio, registra a livello nazionale la più alta densità di centri commerciali in rapporto agli abitanti, fattore che ha da un lato ha impoverito il sistema commerciale cittadino e dall’altro ha creato un eccesso di concorrenza anche tra i nuovi format commerciali.

“Quello che è successo in Sicilia, e specie nell’area metropolitana etnea – spiega Francesco Sorbello, vice direttore provinciale Confcommercio – è stato paradossale e frutto, da un lato, di una politica regionale decisamente miope e senza idee, dall’altro, di vere e proprie operazioni speculative di natura immobiliare, determinando una cementificazione selvaggia. Si pensi che a Siracusa vi è un struttura destinata a centro commerciale chiusa da anni, perchè mai aperta. Con riferimento ai soli centri commerciali la nostra area geografica, quella etnea, registra circa 650 mq. per 1000 abitanti, una densità che ci mette al primo posto in Italia e il secondo in Europa, dopo la Svezia. In questa situazione è successo quello che avevamo previsto: sono andati in crisi sia le Città, sempre più desertificate, che gli stessi centri commerciali. Alcuni, così, hanno cambiato proprietà, altri cercano di farlo. Nelle gallerie circa il 12% delle botteghe sono chiuse e le attività finite male in questi dieci anni sono centinaia, anche per via di affitti che restano troppo costosi e non più in linea con il mercato. Insomma, fino ad ora hanno perso tutti”.

L’associazione degli Operatori delle Gallerie avrà, quindi, un ruolo delicato in una fase in cui i consumi crescono ancora lentamente e la concorrenza è decisamente elevata.

“Ci vogliamo confrontare con le direzioni che gestiscono le gallerei commerciali – afferma Scrofani – in modo costruttivo e propositivo in ordine ad una serie di argomenti: dalle attività di promozione commerciali alla contrattualistica, dagli affitti alla gestione degli spazi comuni nell’ottica della coerenza e legalità. Assisteremo ogni operatore anche sotto il profilo legale e dei servizi. Bisognerà tenere conto che le condizioni del mercato sono cambiate.”.

 


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