Daniele Lo Porto

MESSINA  – La conferenza  stampa di venerdì mattina di Pietro Lo Monaco era stata all’insegna dell’ironia (“Proto un vincente, non come me”) e dei messaggi subliminali. “Io da calciatore non segnavo mai: facevo il regista. Ma contro le mie ex squadre, non so perché, segnavo sempre…”. Più che un riferimento statistico sembrava una promessa, anzi una minaccia. E contro la sua ex squadra, seppure da dirigente, Lo Monaco ha messo a segno la scelta vincente di un allenatore che, superato il primo impatto, sembra aver dato coraggio e carattere alla squadra. Seppur penalizzata da una follia di Gil, placcaggio da rugby dopo una manciata di minuti ed espulsione inevitabile, la squadra ha mantenuto l’impostazione tattica studiata da Mario Petrone in settimana. Attenti sì, ma senza timori degli avversari. squadra coraggiosa, quasi sfrontata come vorrebbe Lo Monaco. Di Grazia e Mazzarani lasciati in panchina, in campo due ringhiosi come Bucolo e Russotto. E le due punte che tanto piacciono all’amministratore delegato. Insomma, anche in inferiorità numerica il mister non ha rinunciato a snaturare il suo progetto tattico ed ha resistito alla tentazione di buttare fuori un attaccante e mettere un difensore. Molto più semplicemente ha chiesto a Russotto di correre per due, in velocità e quantità. E Russoto ha risposto “Obbedisco!”. Insomma, se il Messina pensava di avere vita facile si è resa conto che non era proprio giornata, soprattutto su  un pantano che favoriva chi si sarebbe dovuto difendere, cosa che i rossazzurri non si sono limitati a fare.  Catania ordinato, quindi, fino a quando Russotto non cade nella pozzanghera dell’ingenuità e provoca un calcio di rigore tanto netto quanto inutile. Il Catania non è più quello di Rigoli: non si sfalda, non va in confusione, resta ordinato e convinto. Prima il pareggio di Pozzebon, bel colpo di testa, poi lo stesso ex messinese conferma l’antipatia per i calci di rigore e spreca il terzo della stagione. Ma non è finita: Petrone ha già suonato la carica con Barisic che finalmente è essenziale e concreto, non ha il tempo di strafare: tiraccio forte e preciso nel finale. E’ il 2-1. Lo Monaco ha segnato, anche questa volta, il gol dell’ex.

MESSINA – CATANIA 1-2

MESSINA (4-3-1-2) Berardi 6; Bruno 6, Rea 5, Maccarrone 5,5, Grifoni 5;  Silva 4,5, Musacci 5,5, Sanseverino 6 (45′ st′ Plasmati s.v.); Mancini 6 (16′ st Foresta 5.5); Milinkovic 6, Anastasi 5.5. All. Lucarelli 6

CATANIA (4-3-1-2) Pisseri 8; Gil 4, Marchese 6,5, Bergamelli 6, Djordjevic 6,5; Biagianti 7, Bucolo 6, 5 (24′ st  Barisic 7), Fornito 6,5; Russotto 6,5 (20′ st  Parisi 6), Pozzebon 6,5, Tavares 6,5. All. Petrone 7

ARBITRO: Forneau 6, 5

Reti: st ‘ Milinkovic (r), 29′ pPozzebon, 40′ Barisic.

Note: espulsi all’ 8′ Gil, nel st al 21′ Silva. Ammoniti: Rea, Djordjevic, Russotto, , Grifoni, Bruno.

 

Scrivi