Tutto fatto: Pasquale Marino saluta Vicenza dopo un’annata straordinaria conclusa con la Serie A sfumata ai playoff e ritorna al Catania, o per dirla come lo stesso allenatore ha fatto rivolgendo un affettuoso saluto ai biancorossi, un “ritorno a casa”, per un’ esperienza a dir poco suggestiva dieci anni dopo il suo arrivo e il campionato strepitoso che riportò il Catania in paradiso dopo 23 anni.

Molto è cambiato dalla stagione 2005/2006, com’era inevitabile del resto. Pulvirenti vive il periodo più nero della sua presidenza. Un paio d’anni sono bastati per ricacciare la società rossazzurra in cadetteria e alimentare un certo scoramento tra i tifosi. Al termine di una stagione totalmente da cancellare allora ecco la pazza idea: ricominciare dal principio e quindi proprio dal tecnico di Marsala, che firmerà un contratto per i prossimi due anni.

Dopo il suo arrivederci ai colori rossazzurri nel 2007, per Marino tante esperienze in tutta Italia, a partire dall’Udinese, passando per Parma, Genoa, Pescara e infine proprio il Vicenza. L’amore tra il tecnico e la città, ma anche con lo stesso Pulvirenti hanno cementato un rapporto che appariva indissolubile aldilà di un possibile ritorno alle pendici dell’Etna come allenatore.

Lecito aspettarsi un Catania spumeggiante e votato all’attacco per la prossima stagione, come non si riesce a vedere ormai da un paio d’anni. Occorrerà necessariamente intervenire sul mercato per mettere a disposizione del mister giocatori validi per il suo credo calcistico. Dopo la cessione di Castro al Chievo per 3 milioni circa, e il rinnovo di Terracciano, si attendono adesso i primi colpi in entrata.

Non sembra essere questo il caso della minestra riscaldata: l’arrivo di Marino lascia uno spiraglio di ottimismo per i precedenti trascorsi. A dieci anni di distanza, tra cabala e scaramanzia, tutti sperano sia di nuovo Pasquale Marino a condurre per mano il Catania in A, con la consapevolezza che a contare, come sempre, sarà la parola del campo e un’efficiente gestione societaria.

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