CATANIA – Chiedono un incontro con il Presidente della Regione e con l’assessore regionale all’Agricoltura, e  annunciano una iniziativa di lotta per martedì 10 febbraio. I 246 lavoratori del Consorzio di Bonifica 9 Catania riaccendono i riflettori su una vertenza che rischia di diventare un caso dalle tragiche quanto incontrollate ripercussioni economico e sociali.

 In una lettera firmata dalla segreteria provinciale Flai Cgil di Catania e dal Consorzio di bonifica 9, e inviata a Crocetta, all’assessorato allo Sviluppo Rurale e al direttore generale dell’ente di bonifica: “L’eventuale default del Consorzio penalizzerebbe l’agricoltura catanese, ennese e siracusana. Questa consapevolezza  discende dal quadro, poco confortante, espresso dalla dirigenza consortile in merito ai dati del bilancio preventivo, e dall’indirizzo politico delineato dal direttore Generale, in assenza del Commissario straordinario. – si legge nel documento ufficiale inviato alle istituzioni- Se alla totale assenza di un indirizzo politico che abbia elementi di discontinuità rispetto alle passate gestioni, aggiungiamo la mancanza di strategie in grado di affrontare il mutato scenario politico, economico e sociale, non abbiamo potuto far altro che rigettare “in toto” il documento finanziario, non condividendone alcun punto. Le  condizioni economico e finanziarie dell’ente sono critiche e lo hanno portato ad una esposizione debitoria elevatissima, tale da non riuscire più a pagare regolarmente gli stipendi dei dipendenti e le fatture dei principali fornitori.

Senza una efficiente organizzazione del personale causata dalla mancata definizione della pianta organica, nonostante l’indirizzo assessoriale di procedere con i meriti comparativi e alla conseguente copertura della pianta organica, anche con il personale a tempo determinato; – continua la lettera- senza una programmazione annuale dell’impiego dello stesso personale a tempo determinato necessario ed essenziale per effettuare le manutenzioni ordinarie e per avviare la campagna irrigua 2015 (in assenza di un cambio di indirizzo politico, diverso da quello impartito, i lavoratori potranno essere avviati solo a partire da giugno c.a., compromettendo la normale attività degli impianti con gravi danni all’utenza consortile e all’agricoltura in genere); senza un intervento strategico in merito alla riscossione dei contributi consortili; senza un piano di razionalizzazione della spesa relativa alla gestione ed erogazione dei servizi; e infine, con il ritardo e la diminuzione delle risorse per trasferimenti da parte della Regione e una potenziale diminuzione della percentuale di incasso dei contributi, senza tutto questo non potranno non scaturire conseguenze preoccupanti, di certo frutto della fallimentare gestione politica e amministrativa dell’ente di bonifica catanese”.

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