Arte: I colori dell’anima di Marc Chagall in mostra al Castello Ursino

di Agnese Maugeri, foto servizio di Vincenzo Musumeci

Catania- Rosso, bianco, verde, nero, giallo e blu. Sono i colori dell’anima, della psiche, del cuore. Sono le tinte che caratterizzano ogni uomo, il dolore e l’amore. Cromie appartenenti alla natura, fiori e paesaggi. Sfumature intense che definiscono i sogni, tonalità accese che rappresentano la vita nelle sue accezioni più drammatiche o in quelle gioiose.

Noi siamo colore, i nostri gesti, i pensieri, l’emozioni si concretizzano in pennellate che disegnano le pagine di un libro unico e comune allo stesso tempo, chiamato esistenza.

Listener-4Marc Chagall è l’artista, il pittore, il poeta che ha saputo declinare, con la sua tavolozza e la fantasia, la variegata gamma di nuance dello spirito umano.

La pittura deve avere un contenuto psicologico. Io stronco sul nascere il mio impulso decorativo. Attenuo il bianco e amalgamo il blu con mille pensieri [… ] L’arte è soprattutto uno stato d’animo. Lo stile non è importante. Esprimersi lo è. (Marc Chagall)

Il Castello Ursino di Catania ospita fino al 14 febbraio la mostra Love and Life di Chagall uno fra gli esponenti più brillanti del 900. Nella sua lunga vita, conclusasi a 98 anni, ha attraversato l’intero secolo vivendolo con l’enfasi e il pathos che solo un personaggio vibrante come lui poteva comprendere e riprodurre. Le sue tele sono testimonianze di ciò che ha vissuto e non solo, sono documenti delle diverse avanguardie artistiche che Marc frequentò senza mai aderirvi completamente. Nei dipinti si possono notare elementi appartenenti al cubismo, al fauvismo al realismo, all’espressionismo tedesco, al surrealismo, nessuno di loro trova però in Chagall una completa devozione, ma vengono magistralmente miscelati in un gioco di forme e suggestioni che l’artista desidera creare, dove i tratti e le linee definite nascondono simboli pregni di sensibilità e di allegorie.

Abbasso il Naturalismo, l’Impressionismo e il Cubismo realista. La rivoluzione deve raggiungere il fondo e non rimanere soltanto in superficie. (M.C.)

La mostra, precedentemente esposta a Roma presso il Chiostro del Bramante, consta di 140 opere tra disegni, oli, gauche, acqueforti, litografie, incisioni e acquarelli ed è divisa in otto sezioni tematiche che determinano un percorso artistico e spirituale complesso dell’artista russo.

Marc Chagall o più precisamente Moishe Segal, nasce nel 1887 a Vitebsk un paese dell’attuale Bielorussia da una famiglia di religione e cultura ebraica. Queste due componenti, le origini e l’ideologia, sono tratti distintivi della sua produzione artistica, troveremo sempre nelle sue tele simboli appartenenti all’ebraismo e ricordi dell’infanzia.Listener-3

Ma il contesto storico non ha reso di certo facile la vita di Chagall, costretto a partire dal suo piccolo paese per studiare e scoprire la bellezza dell’arte, si reca prima a San Pietroburgo e poi a Parigi dove si avvicina agli artisti di Montparnasse e conosce Apollinaire. Con il sopraggiungere della prima guerra mondiale torna a Vitebsk, dopo alcuni anni partecipa alla rivoluzione russa e il ministro sovietico lo nomina Commissario dell’Arte per la regione di Vitebsk. In quegli anni Chagall si divide tra Mosca, Berlino e Parigi, dove incontra l’editore Ambroise Vollard, proficuo per la sua produzione. Durante la seconda guerra mondiale le sue forti e fiere origini ebraiche lo portarono a fuggire e a trovare rifugio a New York, lì rimane sei anni finché nel ’47 torna a Parigi. Successivamente, Chagall continua a viaggiare molto, fermandosi a lungo in Grecia e in Israele dove collabora alla creazione dell’Isreal Museum contribuendo con generose donazioni all’arricchimento delle collezioni.

Questi brevi tratti biografici sono indispensabili per capire ciò che vedrete alla mostra. Durante la conferenza stampa di apertura, in cui erano presenti il sindaco di Catania Enzo Bianco, e gli organizzatori VMM_3418Gianni Filippini e Francesca Silvestri;  la curatrice Ronit Sorek ha sottolineato la bravura di Chagall nel fondere le sue eredità russa, francese ed ebraica, la maestria nell’usare il colore e il modo inimitabile di esprimere i moti dell’animo umano. “Love and Life” è prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con l’Israel Museum, Iole Siena direttrice di Arthemisia ha ringraziato l’amministrazione catanese per l’attenzione e il coinvolgimento posto durante la creazione della mostra. L’Assessore ai saperi e alla bellezza condivisa Orazio Licandro ha espresso la sua gioia nel vedere uno dei polmoni più forti della cultura catanese, il Castello Ursino, illuminarsi con le tele sferzanti di cromie di Chagall, inoltre, ha esplicato la visione strategica dell’amministrazione nel promuovere e presentare una mostra durante i mesi invernali che incentivi il turismo e, coinvolga attivamente le scuole e le università cittadine, così che il museo recuperi la sua funzione di luogo di studio, conoscenza e formazione.

Durante il percorso attraverso i capolavori di Chagall la vice direttrice dell’Israel Museum Tania Coen ha illustrato i punti cardini di questa meravigliosa mappa visuale e concettuale che si svolge lungo la vita reale e artistica del pittore.

Si inizia con le meravigliose incisioni di Ma vie (My Life) legate alle esperienze dell’infanzia svoltasi aVMM_3431 Vitebsk. Chagall è considerato fin da subito il pittore della memoria proprio per il trasporto e per l’attaccamento alle radici, elemento di cui è intrisa tutta la sua produzione artistica. Quelle strade, i tetti, gli abitanti del paese immersi dentro un mondo denso di ricordi legati alla sua cultura ebraica che, come un faro, fanno capolino tra gli sfarzosi colori delle tele.

Mia soltanto è la patria della mia anima. Vi posso entrare senza passaporto e mi sento a casa; essa vede la mia tristezza e la mia solitudine, ma non vi sono case: furono distrutte durante la mia infanzia, i loro inquilini volano ora nell’aria in cerca di una casa, vivono nella mia mente. (M.C.)

In queste opere, molte delle quali svolte durante la guerra mondiale e, proprio per questo, dipinte sul cartone, unico materiale di cui il maestro disponeva, è facilmente visibile uno dei protagonisti dei quadri di Chagall, l’ebreo errante che vola silente sopra i tetti di Vitebsk.

L’ebreo errane, in yiddish colui che sta per aria, viene ritratto con barba e bastone mentre sorvola il cielo della cittadina, un personaggio a cui può riferirsi Chagall stesso, simbolo della vita errabonda che l’artista ha vissuto senza mai allontanarsi dalla sua essenza più intima.

VMM_3381Nel quadro La crocifissione, dipinto nel 1944 nella lontana New York, Marc Chagall ritrae il paese con grandi croci nelle quali sono appesi gli ebrei, sterminati, un olocausto su di un paesaggio angosciante dove i colori vivaci cedono il passo a quelli cupi, tristi. A guardare tutto dall’alto c’è ancora una volta l’ebreo errante che però non vola, ma è seduto su un tetto e stringe tra le mani le tavole della legge.

Le feste, le cerimonie ebraiche che si svolgono durante l’anno, dettano i tempi nei quadri di Chagall, che ritrae ogni avvenimento con estremo virtuosismo e fede, sono illustrazioni fatte per i libri scritti dalla sua amata Belle che parlano delle loro tradizioni.

Questo connubio che sussiste in lui cioè l’ebreo e l’artista lo hanno portato a raffigurare le scene sacre della Bibbia.

I pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato che era la Bibbia. (M.C.)VMM_3370

Lungo il percorso è possibile mirare Rachele, il Re Davide, la donazione delle tavole della legge a Mosè e l’Apparizione realizzato dopo un sogno che si ispira al quadro dell’Annunciazione, ciò evidenzia come Chagall conosca bene l’arte occidentale e l’iconografia classica e come sappia reinventarla.

Ma non sono le uniche illustrazioni che Marc compie, bensì le prime di una lunga serie. Durante il suo soggiorno a Parigi l’artista conobbe l’editore Vollard che gli commissiona i disegni che corredano le favole di La Fontaine, sono acqueforti colorate con acquarelli che descrivono le fantastiche e note fiabe. Successivamente l’editore gli commissiona anche le illustrazioni del romanzo in versi Anime Morte di Gogol’ un classico della letteratura russa, scritto nella metà del XIX secolo come critica sociale contro la Russia zarista e i proprietari latifondiari. Le anime morte non sono altro che i servi della gleba, comprati e venduti, sono persone che hanno perso l’identità. Un romanzo grottesco che si evidenzia nei tratti forti quasi volgari, usatti da Chagall.

I viaggi di Chagall il suo essere cittadino del mondo, sono finestre aperte sulle tele, che fanno volare il VMM_3356visitatore della mostra tra una nazione e l’altra, su di un arcobaleno di colori pastoso e vorticante che pervade i quadri così come l’animo di chi li osserva. La sua pittura diventa narrativa, la fantasia, il trait d’union tra il mondo reale e quello immaginario, le parole si trasformano in immagini, i disegni creano racconti. Chagall si immerge in se stesso, la sua arte nasce da un’autoanalisi trascendentale in ciò il risultato è la psiche dell’artista che viene espressa attraverso i vetri di un caleidoscopio, capace di sgretolare l’emozione nei frammenti colorati delle sue tele.

Il percorso della mostra Love and Life oltre a presentarci la vita di Marc Chagall, pone l’accento sull’essenza stessa di molte sue produzioni, l’amore. Potremmo così mutare il titolo dell’esposizione in Life for Love, la presenza del sentimento è dettata dai sussulti del cuore e dall’ineguagliabile legame tra Marc e la sua musa, la moglie Belle.

Nelle nostre vite c’è solo un colore che dona senso all’arte e alla vita stessa. Il colore dell’amore. (M.C.)VMM_3383

Sono tele meravigliose, che inducono all’amore dai colori vivi, la leggerezza del sentimento è palpabile, la gioia è evidenziata dai sorrisi dei protagonisti, un senso di libertà pervade i dipinti, le figure dei due protagonisti follemente innamorati si librano leggeri nell’aria, tra mazzi di fiori dalle tinte vivaci e inebrianti.

Non muoverti, resta dove sei… Non riesco a stare ferma. Ti sei gettato sulla tela che vibra sotto la tua mano. Intingi i pennelli. Il rosso, il blu, il bianco, il nero schizzano. Mi trascini nei fiotti di colore. Di colpo mi stacchi da terra, mentre tu prendi lo slancio con un piede, come se ti sentissi troppo stretto in questa piccola stanza. Ti innalzi, ti stiri, voli fino al soffitto. La tua testa si rovescia all’indietro e fai girare la mia. Mi sfiori l’orecchio e mormori… (Belle Rosenfeld)

Testimonianza del grande amore tra Marc e Belle sono i libri scritti da lei e illustrati da lui Burning Lights e First Encounter, un’unione travolgente la loro sia dal punto di vista umano che artistico, un connubio proficuo che li fece vivere nella luce delle cromie più belle di Chagall, dentro quei blu che lui fortemente adora. Gli Innamorati così come La Passeggiata sono due quadri presenti alla mostra e sono il manifesto puro del sentimento tra questi due amanti, gli abbracci caldi, la stima degli sguardi, la passione e l’ammirazione si denotano nel tratto lieve quasi minimalista usato da Chagall per ritrarli.

VMM_3384Per anni il suo amore ha influenzato la mia pittura… Bella scriveva come viveva, come amava, come accoglieva gli amici. Le sue parole, le sue frasi sono una patina di colore sulla tela… Le cose comuni, le persone, i paesaggi, le feste ebraiche, i fiori – questo era il suo mondo, questi erano i suoi soggetti… Poi a un tratto, un rombo di tuono, le nuvole si aprirono alle sei di sera del 2 settembre 1944, quando Bella lasciò questo mondo. Tutto è divenuto tenebre. (M.C.)

I fiori che descrivono questo amore sono rigogliosi e belli ma hanno un significato nascosto, anche loro, come tutto nella vita, sono destinati a deteriorarsi e morire, così come l’amore di Marc e Belle stroncato troppo presto dalla morte di lei. L’artista vivrà tristemente questo momento i suoi colori si incupiranno, solo successivamente con l’incontro con una nuova dama la vita, le tinte e la gioia torneranno a rischiarare la sua arte.

La mano di Marc Chagall è facilmente riconoscibile e riesce a far innamorare l’osservatore da subito, dal primo sguardo, un colpo di fulmine che muta velocemente in amore. La sua produzione è un’esplosioneListener-12 lirica in cui inventa una mitologia contemporanea dove la fiaba e la realtà si incontrano in un armoniosa coesistenza tra uomini volanti, capre che suonano il violino, angeli e fiori. Forse proprio per questo la sua arte è stata vista come una narrativa, perché Chagall è un pittore poeta che racconta un percorso, una storia dentro ogni suo dipinto.

Love and Life è una rassegna di opere che invito tutti a vedere. Bisogna conoscere il pensiero di Chagall, la sua vita, lasciarsi trasportare dalla forza dei colori e dell’amore, essere travolti dalla gioia di vivere, incantarsi davanti alla semplicità delle linee e alla raffinatezza dei contenuti, per poter essere in grado di argomentare, criticare o elogiare un genio, un artista fuori dal comune.

I miei quadri parlavano forse di una visione del mondo, d’una concezione che si trovava fuori del soggetto e dell’occhio. Ora pensare così, in quell’epoca “tecnica” dell’arte vi valeva l’accusa di cadere nella letteratura. (M.C.)

In occasione dell’iniziativa “Domenica al museo”, ogni prima domenica del mese il prezzo del biglietto sarà ridotto a 5 euro. Inoltre, dal 5 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016, tutti i sabato e le domeniche a partire dalle 18 e fino a chiusura della biglietteria, il ticket di ingresso sarà di 5 € per tutti. Una grande opportunità per visitare la bellissima mostra “Love and Life” e scoprire la vita intrisa di arte e amore di Marc Chagall.

Agnese Maugeri

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

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