PALERMO -– Dopo i primi due successi di pubblico dei lavori musicali già andati in scena per la stagione 2015/2016, la stagione di prosa del Teatro Franco Zappalà di Via Autonomia Siciliana 123/a si apre con la grande drammaturgia di Eduardo De Filippo e il suo “Uomo e Galantuomo” commedia agrodolce dal sapore farsesco, in cartellone dal 4 al 6 dicembre per la regia di Franco Zappalà. uomo e galantuomoL’opera scritta nel 1922 per il fratellastro Vincenzo Scarpetta e rappresentata nel 1924 con il titolo Ho fatto il guaio? Riparerò, mutato nel 1933 in quello attuale, è una commedia dove si ride dal primo all`ultimo minuto, ma come tutto ciò che è stato scritto da Eduardo sfocia anche nella drammaticità del quotidiano. Equivoci, personaggi macchiettistici e miseri, è la rappresentazione di un mondo borghese ipocrita che vuole salvarsi dalle apparenze. Emergono le contraddizioni tra apparire ed essere dei benestanti con deformazioni di valori, pregiudizi, tradimenti, onore da salvare e follia quale unica scappatoia per sfuggire agli imbrogli intessuti in nome di un falso perbenismo in accoppiata con il tragico dramma della fame perenne dei poveri. Protagonista di questo capolavoro è una sgangherata compagnia di guitti, capitanata dal capocomico Gennaro De Sia (Franco Zappalà) i quali non solo presumono di saper recitare in tutti i settori dell’arte teatrale, visto il ridondante nome di cui si fregiano “L’eclettica”, ma carpiscono anche la buonafede di Alberto De Stefano (il napoletano Ciro Capano) – ricco, ma sempliciotto, che li ospiterà nel suo albergo.Franco Zappala' La compagnia, ospitata per la stagione estiva a Bagnoli, agisce in modo tale da evidenziare da subito ignoranza e miseria con le conseguenze di una comicità esilarante. Attraverso la prova dello spettacolo Malanova di Libero Bovio viene messo alla berlina il teatro improvvisato, senza professionalità e preparazione: il suggeritore Vincenzo Schiattarelli (Nicolò Prestigiacomo) che non può suggerire per eccesso di ignoranza e attori incapaci di essere tali per mancanza di qualità innate, oltreché di formazione, danno vita a una prova/farsa superba. Si intrecciano inoltre le disavventure amorose di Alberto De Stefano con quelle di Gennaro De Sia. Alberto, saputo che la sua innamorata Bice (Silvana Di Salvo) è incinta, va a chiederne la mano, ma scopre che è già sposata con il conte e medico Carlo Tolentano (Paolo La Bruna) e, per non comprometterla, si finge pazzo. Quando però racconta la verità al Delegato di Polizia, Cavalier Lampetti (Pippo Bologna) che vuole farlo internare, non viene creduto; né lo aiuta la testimonianza del capocomico che, per salvare l’onore della donna, appoggia la tesi della follia. A risolvere la vicenda sarà la scoperta di un’avventura galante del conte, il quale, messo alle strette, comincia a sua volta a fare il matto. Ritmo, battute a raffica, risate fino alle lacrime e, quando sembra non esserci via d’uscita per i protagonisti, basta cantare “Lallalarallì, lallalarallà”, la canzone dei matti. Il finale è da applausi scroscianti. Ciro Capano (2)Uomo e Galantuomo; uno spettacolo da godere per un paio di ore intrise di allegra pazzia. Completano il cast Paolo Tutone (nel doppio ruolo di Salvatore De Mattia e dell’agente di polizia Di Gennaro), Claudia Bua (nel doppio ruolo di Ninetta e Assunta), Grazia Zappalà (Matilde Bozzi), Maria Zappalà (Florence), Cinzia Zisa (Viola), Angelo La Franca (Attilio) e Rosalinda La Franca. Gli allestimenti scenici sono di Giovanni Vallone, i costumi di Domenica Alaimo, Luci e Audio di Francesco Di Gesù e Giovanni Russo.

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A proposito dell'autore

Elisa Guccione

Passionale, grintosa ed innamorata del suo lavoro. Abbandona la carriera giuridica per realizzare il suo sogno: scrivere. Testarda e volitiva crede nella forza trascinatrice dei propri sogni e combatte per realizzarli. Sempre pronta con il suo inseparabile registratore a realizzare un’intervista. Si occupa di Teatro e Comunicazione da anni. Non ha paura delle sfide, anzi, la stimolano ad andare avanti.

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