Riceviamo e pubblichiamo.

Con i progetti LSU si è permesso agli Enti Locali, per anni, di immettere manodopera a buon mercato nella scuola, utilizzando questi lavoratori precari e a nero per sopperire a vere e proprie carenze di organico.

Nel corso dell’anno 2000, a seguito e per effetto del trasferimento di competenze in materia di scuole dagli Enti locali al Miur, i Lavoratori LSU furono anch’essi trasferiti dagli Enti Locali (sino ad allora Enti Utilizzatori) ai Provveditorati agli Studi (oggi Uffici Scolastici Provinciali – USP) continuando come tali e fino al luglio 2001 ad essere utilizzati nel servizio di pulizie e attività ausiliarie inquadrati da LSU con le qualifiche di “COLLABORATORE SCOLASTICO”.

Il “trasferimento” di competenze tra E.E.L.L. e Uffici territoriali del Ministero dell’Istruzione avrebbe potuto aprire una strada privilegiata per l’assunzione diretta negli organici statali consentendo di sanare una situazione di sfruttamento inaccettabile nonché di stabilizzare veramente gli organici uniformando il regime delle assunzioni. Tutto questo in base ad un principio, sancito da una Legge (L.144/99 art.45 comma 8 ), per cui a questi lavoratori dopo anni di lavoro in nero per lo Stato con una “retribuzione” di scarse 800 mila lire doveva essere riservata una corsia privilegiata per l’assunzione nella misura del 30% negli organici pubblici. Inverosimilménte, il MIUR ha preferito eludere la legge di riserva,sospendendone illegittimamente l’efficacia con l’avallo,sia dei sindacati scuola e con il fattivo impegno di quelli dei servizi.
Si è inoltre contestualmente anche deciso, approssimativamente e senza nessuna corrispondenza al numero effettivo dei lavoratori coinvolti, di accantonare il 25% dei posti in organico, e di assumere il personale occorrente sul restante 75% dei posti non accantonati, scorrendo le graduatorie ministeriali del personale precario ata, effettuando nuove chiamate dal collocamento per coprire le vistose carenze di organico determinatosi da anni di mancate assunzioni degli enti locali sulle scuole di loro competenza che utilizzavano gli ex-lsu per coprire tali vacanze senza mai riconoscergli mai nemmeno la dignità di un contratto a termine.
La mancata applicazione della riserva del 30% ha favorito a metà 2001, dopo qualche aggiustamento legislativo l’avvento degli appalti di pulizia nelle scuole. Questa ingegnosa operazione è stata presentata come un piano di ottimizzazione per la scuola e di stabilizzazione per i lavoratori, ma dietro a falsi criteri di efficienza e funzionalità si sono realizzati soltanto gli interessi privati, favorendo l’ulteriore sfruttamento e ulteriore precarizzazione di questa categoria.

Un capitolo a parte, ma simile per ingiustizia e scorrettezza, merita la vicenda dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa della durata di un anno e rinnovato di anno in anno, se non di mese in mese per un’altra parte degli LSU (co.co.co.). Circa mille tra gli LSU, quelli utilizzati nelle segreterie scolastiche di centinaia di scuole in tutta Italia come Assistenti amministrativi, furono “costretti” ad accettare un contratto precario con gli stessi doveri e orari degli assistenti amministrativi di ruolo ma senza gli stessi diritti, senza il riconoscimento del servizio per l’accesso alle graduatorie, con una retribuzione molto più bassa, con un futuro pensionistico incerto, visto il regime fiscale e previdenziale.

Ancora oggi ci chiediamo: Perché esternalizzare e parasubordinare quando era possibile e corretto stipulare un contratto subordinato e stabile o inserire tutti nelle graduatorie con le giuste anzianità?
Noi riteniamo che allora si sia scelto di sfruttare i lavoratori piuttosto che entrare in contrasto con logiche di bottega, se non clientelari, che spesso e purtroppo operano nel sistema di reclutamento del personale e ancor di più nel sistema degli appalti.
E continuiamo a credere che si debba operare diversamente

Oggi, a distanza di tanti anni, vediamo comparire nella piattaforma di rivendicazione ata messa a punto dai sindacati interni al mondo della scuola la richiesta di internalizzazione, quegli stessi sindacati appartenenti a quelle stesse confederazioni che hanno d’altro canto cogestito le trattative per la non-stabilizzazione degli lsu e spinto a più riprese i governi per ottenere proroghe e avallare i processi di esternalizzazione, appalti ecc.

Si parla di : “Superamento della esternalizzazione dei servizi ausiliari, tecnici e amministrativi nella scuola”.È necessario riunificare i tavoli di confronto con le parti sociali e le parti datoriali per trovare una soluzione che assicuri la continuità e l’efficacia dei servizi ausiliari nella scuola. Le quote di organico accantonate, circa 12.000 posti ex LSU, vanno scongelate con una progressiva internalizzazione dei servizi. Lo stesso dicasi per i circa 1.000 posti occupati da co.co.co tecnici e amministrativi.”
Chiediamo: come si puo’ parlare e chiedere la internalizzazione “rimuovendo” e “omettendo” anche solo di nominare gli addetti del “bacino” per i quali è stato creato e sottostimato il posto accantonato per usarne dal 2011 le relative risorse al solo beneficio delle aziende appaltatrici? E ugualmente non nominare i co.co.co. sugli stessi, assistenti amministrativi, utilizzati?.
Ed ancora chiediamo: Che senso e che scopo ha chiedere Una internalizzazione che deve vedere la risoluzione contrattuale con le cooperative e ditte,in modo da rendere disponibili quei posti congelati, senza renderli prioritariamente e immediatamente disponibili a favore di chi, seppur da lsu e ex lsu, ci è sempre stato nelle scuole?

Nella piattaforma si evidenzia che: “Il buon funzionamento amministrativo e organizzativo delle scuole può essere garantito solo dalla stabilità e dalla continuità professionale degli operatori delle segreterie, dei laboratori, dei servizi di accoglienza, decoro, sicurezza posti alla base dell’esercizio dei diritti fondamentali della persona (diritto alla sicurezza, alla salute, all’istruzione).
Siamo certamente in sintonia, ma continuiamo a chiederci: perché non chiedere esplicitamente e con forza, come facciamo noi di USB che questa reinternalizzazione del servizio porti ad una contestuale reinternalizzazione del lavoratore ex-lsu, escluso dalla riserva dei posti all’epoca destinata, e storico in appalto, “precario illicĭtus”. Un precario con una anzianità di servizio mai riconosciuta, un precario con gli stessi diritti degli altri.

USB DICE SI: MA INIZIAMO DAGLI EX-LSU!!
Basta guerra tra poveri, chiediamo ai sindacati scuola che si abbia il coraggio di andare subito e fino in fondo nella reinternalizzazione e avendo a riferimento il diritto maturato dagli ex-lsu e negato a più riprese.
La USB vuole
fortemente la reinternalizzazione ed il disaccantonamento dei posti, lo vuole OGGI, con gli lsu “vivi” nel mondo del lavoro e non fantasmi in attesa di sparire nei meandri delle ditte varie. Basta con la lotta tra poveri,non possiamo permettere che vengano “protette” alcune categorie,rispetto al goblale interesse dei precari. Vogliamo riaccendere la giustizia,una giustizia negata per tanti anni.

Chiediamo ai sindacati scuola di smetterla di mettere in contrapposizione i precari e titubare e non affrontare il tema della fuoriuscita delle ditte dalle scuole , subordinandolo agli interessi di aziende che non perseguono finalità pubbliche e sono estranee al mondo della scuola, mettendo in competizione la sorte lavorativa degli ex-lsu e dei precari perdippiù alimentando un conflitto tra poveri che non fa chiarezza e giustizia a nessuno.

Bisogna anteporre sempre gli interessi dei lavoratori e degli utenti del mondo della scuola ai poco superiori interessi di categoria o a quelli del tutto fuori luogo delle aziende che già hanno depauperato il patrimonio di professionalità e di risorse destinate ai servizi, consentendo di continuare a fare spreco di denaro a favore di interessi privati e a discriminare i precari più precari e per storia e collocazione sulle carenze organiche

Perché continuare a discriminare ? Chiamiamo i sindacati scuola ad un atto di coraggio e di giustizia e dare a tutti la possibilità di un lavoro stabile. Una stabilità a chi da ata ha lavorato precario e sfruttato da oltre 15 anni -prima ancora che vi fossero graduatorie utili o inutili.Solo così avremo una “sensata” Giustizia

Ci rivolgiamo a tutti i lavoratori affinchè chiedano insieme la reinternalizzazione dei lavoratori ex-lsu, per mettere fine alle esternalizzazioni che depauperano le casse dello stato e la funzionalità dei servizi e consentire non il disaccantonamento di posti,ma una effettiva e immediata disponibilità di organico per assunzioni VERE e con il risparmio di spesa un allargamento delle dotazioni organiche e delle assunzioni di fatto che sarebbero così in futuro disponibili per tutti

Aldo Mucci

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A proposito dell'autore

docente di educazione musicale, pianista, giornalista e critico musicale

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