di Mariagrazia Miceli

CATANIA – Passando da via Gesuiti o scendendo da via Minoritelli la si nota subito. È un ‘colpo d’occhio’ che colpisce positivamente. La cupola del complesso archeologico Terme della Rotonda è ora da lì ben visibile. Ciò grazie ai lavori, iniziati a gennaio scorso, effettuati dal Museo Regionale interdisciplinare di Catania con i fondi PON 2007-2013. L’architetto Giovanna Buda ha diretto i lavori avvalendosi della collaborazione di diverse persone tra cui l’archeologo Fabrizio Nicoletti, il dottore Fernando Chiavetta, che si è occupato degli aspetti geologici, l’architetto Giuseppe Sciacca, responsabile unico del procedimento che si è occupato di tutti gli aspetti burocratici.
“L’architetto Buda ha avuto una caparbietà non indifferente perché in questi lavori se non ci si crede, se non si vogliono superare le difficoltà che si presentano non si va da nessuna parte. Gli espropri, i piccoli problemi che avanzano, rischiano di paralizzare un intero progetto” – afferma Nicoletti. – “Abbiamo espropriato l’isolato, estremamente fatiscente e diroccato dai bombardamenti del luglio 1943, che sta a nord della Rotonda, ad eccezione di una sola casa, che non ci interessava. L’abbiamo in parte abbattuto ed in parte restaurato, recuperando spazi al servizio del plesso museale cercando di realizzare un complesso funzionalmente autonomo con una foresteria e un’aula multimediale. Nelle parti abbattute abbiamo ‘tirato fuori’ la continuazione del complesso archeologico: in questo ambito ci sono delle grossissime novità che presenteremo al pubblico. Si tratta di una sicura acquisizione per Catania: la città ha un nuovo monumento”, afferma l’archeologo con orgoglio.
“Abbiamo avuto delle intuizioni che si sono rivelate esatte così ora abbiamo portato alla luce una nuova zona di interesse archeologico alla stessa quota della Rotonda che aiuta a far comprendere meglio il monumento e a capirne le connessione con la zona circostante” – ha dichiarato l’architetto Giovanna Buda.
Terme della Rotonda prima dei bombardamentiIl complesso monumentale della Rotonda, situato a nord del Teatro romano, fu oggetto di un primo recupero nell’immediato secondo dopoguerra per intervenire sui gravi danni dovuti ai bombardamenti aerei che avevano gravemente danneggiato l’edificio. Nei disegni e nelle foto d’archivio precedenti ai bombardamenti, la Rotonda è rappresentata chiusa in una struttura quadrata, coronata da merli. (foto)
Si deve al Principe di Biscari la prima ipotesi di identificazione della Rotonda come ambiente termale di età imperiale romana. Guido Libertini, che giudò gli scavi nel dopoguerra individuò strutture di età tardo ellenistica e la presenza di rimaneggiamenti di epoca tardo imperiale facendo risalire al VI secolo d.C. il momento in cui l’edificio, che è il calidarium o forse il laconicum di un grande complesso termale, fu riusato come chiesa sotto il titolo di Santa Maria della Rotonda. I lavori successivamente furono ripresi nel 2004 e conclusi nel 2008. “Adesso le parti già aperte al pubblico sono state unite alla parte nuova attraverso un doppio percorso che raddoppia in questo modo la parte visibile cambiandola notevolmente” – spiega l’archeologo Nicoletti. – “Gli abbattimenti non hanno solamente comportato la scoperta di parti nuove e la sistemazione dell’area, ma un vero e proprio cambiamento dello skyline di Catania, poiché volutamente abbiamo reso visibile la cupola da via di San Giuliano e, sfruttando il gioco delle pendenze della collina di Montevergine, abbiamo creato uno scorcio nuovo. Prevediamo l’inaugurazione dopo le festività natalizie insieme al teatro. Mancano le ultime rifiniture: la pittura delle inferriate, l’impianto elettrico, la cartellonistica, la brochure, il montaggio dell’aula multimediale. Abbiamo riqualificato un intero quartiere – afferma soddisfatto. – Speriamo che questo serva a dare un nuovo impulso per altri lavori”.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi