di Anna Rita Fontana

La profondità del belcanto italiano è stata oggetto di un acclamato concerto della “Grande Lirica Internazionale” nello straripante Auditorium S. Nicolò di Mascalucia, che ha registrato uno scrosciante plauso con standing ovation, preceduto da un bis. Ad onorare con spessore ineccepibile la tradizione del nostro melodramma, tre artisti d’eccezione nell’attuale panorama lirico-musicale, ovvero il pianista catanese Daniele Petralia, il soprano greco Alexandra Oikonomou e il soprano friulano Francesca Scaini.IMG_2315

La serata, sotto il patrocinio del sindaco di Mascalucia dott. Giovanni Leonardi, del vicesindaco avv. Fabio Cantarella e della banca Mediolanum rappresentata dal dott. Giuseppe Caruso, è stata introdotta da Manlio Di Mauro, consulente musicale dell’OSN ( Orchestra Sinfonica di Mascalucia), che ha dato l’avvio all’esibizione di quattro promettenti leve del comune etneo: la pianista Silvia Vitale( allieva di Rita Puglisi), il flautista Giorgio Buonuomo, la violinista Elina Nicoloso e il chitarrista Antonio Giustolisi, che hanno eseguito musiche di Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi e Matteo Carcassi.CONCERTO MASCALUCIA

La manifestazione è proseguita con il trio dei suddetti artisti alle prese con un accattivante repertorio ottocentesco, che, su una costante fluidità espressiva nel levarsi adamantino delle voci femminili, si è man mano dispiegato sul luminoso e ferreo tecnicismo del pianista, distintosi nella prontezza degli attacchi, tra passioni spumeggianti o sussurrate e scatti fulminei, assecondando le tornite inflessioni testuali delle due cantanti, pregne di emissioni corpose e bei filati : entrambe alle prese con celeberrime pagine di Giacomo Puccini ( Bohème, Madama Butterfly, Manon Lescaut, La Rondine), Giuseppe Verdi (La Traviata, Il Trovatore, Aida), Charles Gounod ( Romeo e Giulietta) e Vincenzo Bellini ( La Sonnambula).IMG_2314

Uno scandaglio psicologico reso con anima e corpo, nell’humus stuzzicante introdotto dalla Scaini per la cernita dei personaggi femminili  nelle varie opere, tra un’aria e l’altra. Dipanandosi, con ammirevole presenza scenica delle interpreti, sentimenti e atmosfere di gioia e speranza, attesa e malinconia, rabbia, dolore e rimpianto, questi ultimi spesso tra le righe accorate dell’artista friulana ( Sì mi chiamano Mimì, Un bel dì vedremo, Timor di me…D’amor sull’ali rosee, Sola..perduta…abbandonata.., Ritorna vincitor!),che si alternava all’aspetto leggiadro della Oikonomou, tra il vezzeggiare ambizioso di Musetta e Magda ( Chi il bel sogno di Doretta), il valzer di Giulietta in Gounod ( Je veux vivre), il librarsi verdiano di E’ strano!…,..Addio al passato, e l’intenso lirismo belliniano di Amina ne La Sonnambula (Ah non credea mirarti…Ah! Non giunge uman pensiero); sino ai frizzi melodici dell’intero trio nel bis Oh mio babbino caro, dal Gianni Schicchi pucciniano.IMG_2323

Il concerto è stato inframezzato dalla rutilante esibizione di Petralia nel brano di Franz Liszt, ovvero la Leggenda di S. Francesco di Paola che cammina sulle onde, nello strepitoso fluttuare pianistico di un mare burrascoso, simbolo di traguardo e sfida per l’uomo che si prefigge di superare ogni paura, nonché ardito banco di prova per l’interprete, che ha raggiunto sulla tastiera pianistica grandiosi effetti orchestrali. La serata ha reso omaggio a un intramontabile repertorio operistico, vanto perenne della nostra Italia, culla  del melodramma nel mondo.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi