MESSINA – A quasi un anno dall’inchiesta sui “corsi d’oro” che aveva portato all’arresto dell’ex sindaco di Messina e deputato, Francantonio Genovese e della moglie per truffa, associazione a delinquere e peculato in merito all’utilizzo di fondi destinati alla formazione regionale, si torna a parlare di lui. Una “conversione” da iscrivere negli annali della politica locale visto che Genovese, da sempre militante nel Pd, ha deciso di varcare la soglia delle scuderie di Arcore. Già da settimane si parlava della possibile convergenza in Forza Italia, poi un ulteriore segnale era arrivato quando i fedelissimi del deputato non avevano rinnovato l’adesione al Pd. Ieri la conferma dello stesso Genovese: “Con i deputati Maria Tindara Gullo e Franco Rinaldi (cognato di Genovese, eletto all’Ars) abbiamo raggiunto un’intesa su un percorso comune e manifestato l’intenzione di aderire ai gruppi parlamentari di Forza Italia”.

gianfranco_miccichèQualche giorno prima, il neo commissario siciliano di FI, Gianfranco Miccichè aveva incontrato i tre per discutere e sancire il passaggio nelle file forziste. In quell’occasione lo stesso Genovese affermò che anche altri rappresentanti istituzionali, tra i quali alcuni consiglieri comunali Pd di Messina e di circoscrizione dell’area Dem avrebbero espresso la “volontà” di essere coinvolti in questa nuova esperienza politica; tra questi, diversi consiglieri comunali Pd di Messina e di circoscrizione dell’area Dem.

L’ex deputato, già soprannominato “mister ventimila preferenze” con il record assoluto ottenuto alle ultime primarie per i parlamentari e dopo la successiva rottura con il Pd a seguito dell’inchiesta, aveva attaccato il partito di Renzi, per averlo “scaricato”.

Miccichè ha confermato che al momento Genovese non ricoprirà incarichi di partito: “Ora deve difendersi e far valere la sua verità dei fatti; – ha detto – quando avrà dimostrato la sua innocenza, saremo pronti a riconoscergli il ruolo che merita”.

 

Rachele Gerace

 

Il passaggio di genovese dal Pd a Forza Italia ha scatenato la reazione di alcuni parlamentari, tra questi riportiamo l’intervento di Basilio Catanoso:

“Credo sia arrivato il momento di dire le cose con chiarezza… io, come si sa, non faccio politica per farmi i cazzi miei e la faccio, viceversa, per le mie idee e nell’interesse dell’Italia e quindi non riesco ad accettare che ci si possa spostare da una coalizione all’altra (!!) non per aver cambiato idee ma solo per una questione personale, di spazi o di ritorsione contro altri o altre forze politiche. Non m’interessa lo scontro di parti che rappresentano interessi diversi, comunque personali o di gruppi, e che lottano per spazi di potere; m’importano le idee, i programmi, il confronto che deve farci riprendere il contatto con il resto del Centrodestra (anche di quello che oggi non è più nostro alleato) e sopratutto con la gente perbene che avverte il bisogno di sentirsi ben rappresentata. Ci vogliono programmi completamente diversi da quelli dei comunisti e del centrosinistra, modi di fare che devono differenziarci tenendoci distinti e distanti da costoro.
Con chi s’è confrontato Miccichè per aver cambiato la linea politica nazionale che ha finora criticato la “campagna acquisti” renziana??
Non m’interessa se il coordinatore regionale Gianfranco Miccichè ha conversato a tu per tu con questo o quel dirigente del partito (come mi ha detto…) per far cenno a questa assurda “operazione”, di sicuro non v’è stata nessuna riunione dove s’è discussa questa linea politica, a nessun livello, nè nazionale nè regionale; e ciò sinceramente non è accettabile, perchè la linea del partito la può cambiare solo una riunione con votazione della Direzione Nazionale del partito o un congresso. E non bastano comunicati stampa dei soliti ascari che in modo acritico tengono a supportare l’azione del “principe” per ricavarne futuri spazi o favori, perché resto convinto del mio dovere di dire la mia, del diritto di critica interna che voglio mantenere a tutela dei militanti e degli elettori del Pdl, oggi Forza Italia, e del suo progetto di costruzione di un Centrodestra realmente alterativo ai sinistri e ai sinistrismi. Io sono fermo a quello che Berlusconi e gli organi di Fi ai vari livelli hanno detto finora: critica al PD e al Centrosinistra e ai suoi uomini, impegno a tentare la ricostruzione del Centrodestra, confronto e dialogo diretto col popolo italiano come da sempre predicato dal presidente del partito (“Patto con gli italiani”, etc). Non mi interessano le situazioni giudiziarie di questo o quello ma esclusivamente le vicende di natura politica sulle quali non posso derogare.
Quelli che sarebbero i nuovi “acquisti” sono solo coloro che coi loro voti hanno fatto perdere al Centrodestra le Regionali siciliane e le ultime elezioni politiche, avendo sottoscritto e pubblicizzato il programma del Pd in tutti i modi (legittimamente peraltro… Genovese era il coordinatore  regionale  del Pd!…). Non si pensi che possano essere utili a far prendere i quozienti necessari per le elezioni regionali o per i collegi delle Nazionali… operazioni simili, se confermate, potrebbero portare danni esiziali a Forza Italia e al Centrodestra tutto.
È una vergogna! …Gli ideatori di questa linea politica raccontano a Berlusconi una versione artefatta della realtà per farsi dire: “va bene, se c’è gente che vuol venire con noi, andate avanti” per poi portarla all’esterno come la posizione del presidente di Forza Italia. Se il Cav. sapesse la verità, li prenderebbe a calci nel sedere!
Bisogna capire se il tentativo è quello di cambiare geneticamente il Centrodestra (e in questo caso si dovrebbero ribellare anche i partiti della coalizione, visti i danni che ci saranno per tutti…) oppure se è solo (si fa per dire…) una vicenda legata al mercimonio di spazi interni.
Comunque bisogna tenere alta la guardia. La svendita del Centrodestra non può essere consentita!
Chiederò nei prossimi giorni un incontro con il presidente Berlusconi che mi metta nella condizioni di spiegargli la realtà della situazione politica siciliana che non è risolvibile con riunioni postume che mirano a sanare decisioni già assunte di cui ognuno degli attori deve prendersi le proprie responsabilità.
On. Basilio Catanoso

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