Chiara D’Amore

CATANIA –  É stato presentato venerdì 11 dicembre presso l’Aula Magna del Convitto Nazionale “Mario Cutelli”, il volume “Etnea, Catania dalle origini ai quartieri storici”, scritto a quattro mani da Gaetano e Fabrizio D’Emilio. L’evento, organizzato dall’ Associazione degli ex Allievi del Convitto Cutelli, è stato presentato da Nicola Colombrita, presidente ANCE Catania e da Paolo La Greca, Ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, con la partecipazione dell’attore Tuccio Musumeci che sul finire ha divertito il pubblico presente in sala.

Il libro ripercorre la storia della città di Catania attraverso un caleidoscopio di immagini e vicende che rimandano all’evoluzione dei quartieri e dei mestieri cittadini. “L’idea di questo volume nasce da un’iniziativa di mio padre che per due anni ha lavorato a questo progetto raccogliendo il materiale necessario, solo successivamente ha chiesto la mia collaborazione”, dichiara Fabrizio D’Emilio,” il testo si articola in 3 parti. La prima parte racconta le origini di Catania e il suo entroterra, la seconda sezione illustra la città medievale e le mura di Carlo V e infine si arriva alla distruzione di questo assetto urbanistico e alla successiva ricostruzione a seguito della colata del 1669 e del terremoto del 1693”.

La grande novità rispetto alle altre pubblicazioni sta nella centralità dei quartieri storici di Catania, San Berillo, San Cristoforo, la Civita, Picanello e il Borgo, il cui sviluppo diviene così traccia di un passato importante che deve diventare volano per uno sviluppo futuro. “Gaetano e Fabrizio D’Emilio descrivono i luoghi portando quasi per mano il lettore tra i quartieri della città, seguendo un racconto in divenire”, afferma La Greca. Un racconto che è soprattutto una testimonianza, non solo dell’evoluzione urbanistica catanese attraverso i secoli, ma anche dei mestieri che hanno fatto la storia della città. Il volume è infatti impreziosito da foto e illustrazioni riguardanti i mestieri scomparsi come “u cuzzularu” che raccoglieva le telline e le rivendeva in città, il barbiere a domicilio, spesso di origine albanese, che fungeva anche da medico e dentista,o ancora “u pottaiacqua”, il ragazzino che con i secchi di legno in spalla portava l’acqua nelle case. “Mestieri che non esistono più ma di cui è importante tramandare la memoria”, sottolinea D’Emilio.

L’autore conclude affermando, “si tratta quindi di un libro rivolto a tutti, non solo agli addetti ai lavori, perché il testo è discorsivo e scorrevole, soprattutto nella parte riguardante i quartieri. La divulgazione in questo caso, secondo noi, è ampia e questo grazie anche al contributo della dottoressa Rosanna Di Mauro, dell’editore Alfio Grasso e del maestro Renzo Di Salvatore che si è occupato della parte grafica. Adesso cercheremo di divulgarlo anche nelle scuole e nelle Università per coinvolgere i giovani nella conoscenza della storia della nostra città”.

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