Pina Mazzaglia

MESSINA – Nell’Aula Magna del Policlinico di Messina si è svolto un incontro interattivo con esperti che hanno trattato l’Idrocefalo Normoteso, una malattia meno conosciuta dell’Alzheimer, che rappresenta una percentuale variabile tra l’1 e il 6% del totale delle demenze diagnosticate negli over 65. Organizzato dal responsabile scientifico prof.re Antonino Germanò dell’UOC di Neurochirurgia della città dello stretto, e da AIDE SICILIA E SENIOR ITALIA, l’incontro ha visto la presenza di una equipe di esperti che ne hanno illustrato con dovizia di dettagli i sintomi come la difficoltà nel camminare, il deficit cognitivo, l’incontinenza, spesso confusi con quelli dell’Alzheimer, del Parkinson o di altre forme di demenza senile. Dopo il saluto di benvenuto del dott.re Fabio Ferlito, responsabile dei servizi scientifici per il sud di Senior Italia, la parola è passata al professore Francesco Tomasello, ordinario di neurochirurgia, dipartimento di neuroscienze Università degli studi di Messina e vice presidente della Federazione Mondiale di Società Neurochirurgiche(WFNS), che ha sottolineato come, in questa patologia è fondamentale il lavoro di squadra, fondato principalmente su tre criteri fondamentali: conoscenza, informazione, organizzazione.

A seguire il contributo della professoressa Marina Quattropani, sulle possibilità che una corretta diagnosi, porti a un recupero delle funzionalità perdute. Il percorso diagnostico è pertanto decisivo: una diagnosi errata, che riconduca i sintomi non dell’Idrocefalo normoteso a una forma di demenza come all’Alzheimer o al Parkinson, può significare per il paziente la condanna all’accettazione di una terapia inadeguata e ad una condizione di incurabilità. Viceversa, un percorso che dal medico di famiglia porti al neurologo, e quindi al neurochirurgo, si traduce nella maggioranza dei casi in un esito positivo. La neurochirurgia offre infatti, ai pazienti affetti da idrocefalo normoteso, prospettive di guarigione superiori al 70% che, a fronte di una diagnosi tempestiva, sfiorano la totalità dei casi. Neurologi, neurochirurghi, geriatri, neuropsicologi, psicogeriatri, neuroradiologi e medici di medicina neuroriabilitativa, si sono alternati coi loro contributi, puntando l’attenzione sull’importanza di un corretto approccio diagnostico, anche perché, secondo i più recenti studi epidemiologici sull’argomento, la condizione di “malattia sommersa”, che ancora circonda l’idrocefalo normoteso potrebbe aver portato a sottostimare il numero complessivo dei casi di una malattia che colpisce 7 persone ogni 100.000, prevalentemente in età avanzata. Trattabile con un intervento neurochirurgico di durata mediamente inferiore ai 60 minuti, grazie all’impianto di una valvola semplicemente gestibile e regolabile, che monitora l’eccesso di liquido nel cervello, questo viene drenato e incanalato verso un’altra parte del corpo, dove può essere assorbito dal flusso sanguigno. A conclusione dei lavori i ringraziamenti della dott.ssa Pina Jannello, presidente regionale di AIDE SICILIA E SENIOR ITALIA, che ha annunciato ai soci presenti l’apertura presso la sede regionale a S. Agata li Battiati, di uno sportello per dar vita ad una campagna informativa e di prevenzione che interesserà tutte le provincie siciliane.

 

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