CATANIA – Ancora una proposta imperniata sui temi sociali per Terre forti, il collettivo artistico nato otto anni fa a Librino per fare da “ponte” fra culture diverse, fra tradizione ed innovazione, facendo dell’arte uno strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. Realizzato il collaborazione con Soffio di luna srls, domani, giovedì 17 dicembre alle 20.30, con replica martedì 22 allo stesso orario, andrà in scena alla Sala Magma di via Adua 3 a Catania il monologo “Antonina: il colore della verità”, di Gaetano Sanfilippo. Spettacolo in due atti incentrato sulla figura di Antonina, figlia di un noto boss mafioso divenuto collaboratore di giustizia: una giovane coraggiosa che sceglie la legalità sottraendosi alle logiche mafiose dell’ambiente familiare e sociale di appartenenza, divenendo paradigma ed affresco di una Sicilia che vuole liberarsi dalle ignominiose etichette degli ultimi decenni rifondando la propria dignità sulla propria millenaria identità culturale.Letizia-Tatiana-Di-Mauro Nelle vesti di Antonina ritroviamo Letizia Tatiana Di Mauro, bella e talentuosa attrice catanese che si misurerà con i diversi registri di un testo che diverte, fa ridere, ma fa anche molto riflettere ed infine piangere. Il pubblico rimarrà certamente affascinato dalla performance della giovane e poliedrica artista che vanta un curriculum ampio e multidisciplinare: approcciandosi all’arte sin dall’infanzia, alla carriera teatrale ha affiancato gli studi accademici, specializzandosi in in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo (Scenografia) all’Accademia di Belle Arti di Catania con una tesi su “Il contributo delle avanguardie alla riforma scenica”. Interessata al sociale ed al teatro di integrazione, collabora con l’Università di Catania. La sua carriera teatrale è iniziata nel 1998, distinguendosi nel corso degli anni per generosità ed abnegazione, misurandosi con testi di Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Edgar Lee Master, Bertolt Brecht, Max Aub, come anche con classici come la Medea di Euripide, partecipando inoltre al Festival Nazionale di Corti Teatrali 2013 di “Teatri Riflessi”, ed apparendo in diversi cortometraggi. Attualmente collabora con Terre forti e con il Centro Magma. È anche apprezzata cantante e pittrice, con all’attivo numerose mostre. 

Il monologo è un affresco della Sicilia che vuole riscattarsi dalle etichette sociali che spesso si è costretti a subire per via della mafia e degli stereotipi diffusi. Questo non rende giustizia ad una regione piena di storia, cultura e poesia.

Antonina è la figlia di un noto boss che non vuole saperne nulla della mafia. Ciò diventa un motivo per riflettere sulla giovinezza di una donna che vive la sua vita vicino ad un angelo che si rileverà essere il piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso da Giovanni Brusca ad appena 13 anni.

Durante il primo atto Antonina, da sola con il pubblico, con battute brillanti riderà sulle contraddizioni siciliane, raccontando barzellette e non svelando mai la sua provenienza.

Il dramma si concretizzerà durante il secondo atto, quando rivelerà a tutti di essere la figlia di un mafioso, lanciandosi in una lunga e commovente invettiva contro la Mafia, scoprendo sul palco una femminilità propria delle donne sicule. La giovane Antonina diviene nel secondo atto una vera e propria eroina dei nostri tempi, donna coraggiosa e libera che vuole vivere la sua vita facendosi carico anche dello spirito e del dramma del piccolo Di Matteo, coinvolgendo gli spettatori, perché trascinati dalle mille personalità che la protagonista porta in scena, tra recitazione e canto.

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A proposito dell'autore

Elisa Guccione

Passionale, grintosa ed innamorata del suo lavoro. Abbandona la carriera giuridica per realizzare il suo sogno: scrivere. Testarda e volitiva crede nella forza trascinatrice dei propri sogni e combatte per realizzarli. Sempre pronta con il suo inseparabile registratore a realizzare un’intervista. Si occupa di Teatro e Comunicazione da anni. Non ha paura delle sfide, anzi, la stimolano ad andare avanti.

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