Il Mascalucia è inarrestabile. Neanche l’assenza di Marchese pesa agli etnei che, dopo aver vinto l’andata della semifinale di Coppa Italia quindici giorni fa per 4-2 contro l’Assoporto, si impongono anche nella gara di ritorno, vincendo 6-4 e raggiungendo la finale di Caltanissetta. Una prova encomiabile, coronata da una prestazione caparbia e mai arrendevole, che si trasforma in un’esultanza indimenticabile.

La gara si apre subito con ritmi infuocati e l’Assoporto passa in vantaggio con Lucas Bocci, ma il Mascalucia è attento e in contropiede punisce i padroni di casa con il gol di Giulio Rotondo. La partita continua su ritmi elevati e sono gli ospiti a passare ancora con un pregevole cucchiaio di Daniele Bosco. I binari sembrano quelli giusti, ma l’Assoporto Melilli non molla e reagisce, pareggiando i conti poco prima della fine del primo tempo e passando sul 3-2 all’inizio della ripresa. A questo punto, salgono in cattedra le qualità individuali dei giocatori etnei: prima Finocchiaro realizza il gol del 3-3 con un gol stupendo, così come Rotondo, che controlla di petto un pallone lungo di Mangano per poi scaraventarlo alle spalle di Russo per la rete del 4-3. Con una manciata di minuti dal termine sembra fatta per il Mascalucia, che non si intimorisce di fronte al 4-4 casalingo e, sfruttando il portiere in movimento avversario, segna altri due gol con Finocchiaro, autore quindi di una tripletta. Il triplice fischio scatena un’esplosione di gioia per una finale più che meritata. <<Oggi i miei ragazzi mi hanno fatto emozionare – dichiara il tecnico Ivan Zinna – Ci hanno messo cuore e grinta e hanno sbagliato veramente poco sotto tutti i punti di vista. Mi è dispiaciuto non poter contare su Di Mauro e Laudani, ma gli altri hanno stretto i denti e dimenticato la stanchezza, trascinandoci verso la vittoria. La finale è tutta loro>>.

Anche senza le prodezze di Gigi Marchese, il Mascalucia esulta e vola al PalaMilan di Caltanissetta per la finale di Coppa Italia di Serie C1. Sognare è lecito, ma l’incontro tra sogno è realtà, adesso, è più vicino che mai.

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