CATANIA – Nel cimitero di San Giovanni Galermo non entra più nemmeno uno spillo. Il camposanto ospita oltre un migliaio di tombe. Ogni angolo è stato utilizzato nel corso degli ultimi anni e così, oggi, il progetto per l’allargamento della struttura diventa una necessità primaria per l’amministrazione comunale. Al momento le famiglie sangiovannesi sono costrette a seppellire i propri cari nell’altro cimitero di Catania, o devono trovare un posto disponibile all’interno dei vari comuni della provincia etnea.

San Giovanni Galermo è l’unico quartiere della città, oltre a Zia Lisa, ad avere un camposanto proprio .
Il quartiere, infatti, fino al 1926 costituiva un paese autonomo e solo durante il ventennio fascista fu accorpato alla vicina Catania, in quanto ritenuto troppo piccolo per potersi governare da solo. Realizzato oltre un secolo fa, il cimitero di via Misericordia ha un valore storico immenso perché in esso risiedono l’ossario e la confraternita più antica della città. Purtroppo la struttura comincia a risentire del peso degli anni e ad essere inadeguata alle esigenze del territorio. Un’area di appena 3.000 metri quadrati non può bastare per 20.000 abitanti.

Conferenze dei servizi, tavoli tecnici e sedute itineranti non sono serviti a trovare una soluzione definitiva per questa situazione di emergenza. Nel frattempo, la struttura resta con i servizi igienici fatiscenti, i loculi danneggiati e cavi elettrici alla portata di chiunque. A questo bisogna aggiungere la spazzatura ad ogni angolo e caditoie otturate che dopo ogni temporale trasformano la zona in una palude. Costruire un nuovo cimitero sarebbe troppo costoso e complicato da realizzare. L’unica possibilità percorribile sarebbe quella di ampliare il cimitero attraverso l’acquisizione dei terreni abbandonati circostanti, che restano sottoposti a vincolo edilizio fino a 200 metri.

 

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