Distinguersi nei comportamenti e nel modo di rapportarsi con avversari, arbitri, istituzioni. Per il proprietario Franco Proto era uno dei punti nodali su cui fondare l’intera stagione dell’Atletico Catania. Le risposte sono arrivate subito, se è vero che la società etnea è una delle poche (7 per l’esattezza, in tutti i gironi d’eccellenza siciliani) a non aver subito sanzioni pecuniarie nella prima metà della stagione.

AL VERTICE DELLA DISCIPLINA – In attesa di risalire la classifica sul campo (l’operazione è già cominciata con l’ultimo successo sul Modica), l’Atletico si posiziona in vetta alla classifica di disciplina. Un vanto, per il club e per i tifosi.

“Il risultato di oggi – spiega Proto – è l’effetto di quanto abbiamo seminato in tal senso imponendo la moderazione nei comportamenti. Se noi per primi, dirigenti e giocatori, ci rapportiamo civilmente col prossimo, tutto il resto dell’ambiente segue a ruota. È quello che ho cercato di fare da quando sono tornato ad occuparmi dell’Atletico: col tempo,  siamo riusciti ad inserire una serie di valori (che poi erano quelli che ci caratterizzavano anche negli anni 90). Ora ci godiamo questo risultato cha vale tanto per dirigenza, giocatori e tifosi. La nostra posizione inoltre assume maggior significato, considerando il fatto che agiamo in una grande città, anche difficile – per taluni aspetti – come Catania, e che i risultati finora non ci hanno di certo sorriso. Palazzolo e Troina che occupano con noi il vertice nella speciale classifica delle società virtuose, hanno in tal senso un compito meno difficile, e hanno fatto fin dall’inizio risultati anche sul campo. Un deterrente contro atteggiamenti sbagliati”.

A FINE CAMPIONATO – Ora l’obiettivo è la salvezza, ma a fine torneo, l’eventuale soddisfazione di Franco Proto avrà anche altri valori: “Come sempre, non guarderemo solo la classifica, ma la soddisfazione sarà anche aver ridato al club un’immagine e una visibilità fatte di lealtà, etica, disciplina, correttezza: un’identità dilettantistica che già tende al professionismo. È come se non ci fosse stato un taglio rispetto al grande passato di questo club. Dagli anni 90 è passato il nostro modo di essere. Cambiano le persone, ma in un certo qual modo restano le stesse, perché sono uguali i comportamenti. Il nostro approccio ci fa sentire a posto con noi stessi”.

IL FUTURO DEL CALCIO DILETTANTISTICO SICILIANO – Si fa tanto parlare di riformare il calcio dilettantistico. Facile a dirsi… “ Deve essere un lavoro educativo – spiega Proto – in cui il comitato regionale della Lnd è solo uno degli attori. Gli altri, forse più importanti in tal senso, sono i dirigenti delle società. Ed è sulla classe dirigente che bisogna lavorare in modo continuo, smorzando l’impeto a vincere ad ogni costo. È la valvola per fare dei campionati dilettantistici il serbatoio dei talenti. Se tutte le società sapranno in un futuro trovare la via giusta per dare spazio ai più giovani, tutti potremmo vincere. E non sarà più una questione di puro budget. Vincerà chi sarà stato più bravo a scegliere e allevare calcisticamente i ragazzi migliori. Un’utopia? Forse sì, ma lo sforzo comune e della Federazione, deve essere quello di portare a pensare che questa sia la scelta migliore. Un aiuto dai regolamenti? Forse bloccare per qualche anno le retrocessioni, ma in tal senso ci vorrebbe una riforma nazionale, non solo locale”.

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