CATANIA – L’Amministrazione comunale onora la memoria di Giuseppe Fava. L’assessore alla Legalità del Comune di Catania Rosario D’Agata, in rappresentanza del sindaco Enzo Bianco, ha deposto una corona d’alloro in memoria di Giuseppe Fava davanti alla lapide della strada intitolata al giornalista ucciso dalla mafia trentadue anni fa. Oltre che da D’Agata, il quale indossava la fascia tricolore, l’Amministrazione era rappresentata anche dall’ assessore alla Cultura Orazio Licandro. Presenti alla cerimonia la vicepresidente della “Fondazione Fava”, Resì Ciancio, la nipote del giornalista, Francesca Andreozzi, il segretario provinciale dell’Assostampa Daniele Lo Porto e Andrea Tuttoilmondo, presidente regionale dell’Unione cronisti. “Il Comune di Catania – ha detto D’Agata – come ogni anno rende omaggio a un uomo che ha fatto della sua vita un impegno per la legalità e contro la mafia. Il Comune è impegnato, durante questa Amministrazione, per fare in modo che la governance sia fedele ai canoni della legalità e della lotta alla mafia. Per questo abbiamo aderito all’associazione Avviso pubblico, per questo abbiamo scelto anche noi di dedicare la giornata del 21 marzo al ricordo di tutte le vittime della mafia. E per questo la prassi amministrativa è improntata alla massima trasparenza, alla legalità e all’impegno antimafioso dimostrato anche dalla decisione di costituirsi parte civile nei processi di mafia”. “La guerra contro le mafie – ha aggiunto Licandro – si vince sul versante della formazione, dell’istruzione, della cultura. Fava non era semplicemente un giornalista, ma uno scrittore e un autore teatrale, che fu capace anche attraverso questi strumenti di aprire gli occhi alla città. Quello di oggi è, ancora una volta, non una commemorazione ma la riaffermazione della necessità di raccogliere tutti insieme l’eredità di Giuseppe Fava ricordando il sacrificio di una vita dedicata a denunciare i poteri criminali, gli intrecci tra politica e mafia, la riaffermazione di quel principio cardine della cAnniversario Giuseppe Favaonvivenza civile che è la legalità”.

A seguire, nella mattinata, la consegna, da parte del Gruppo siciliano dell’Unci, del tesserino di cronista onorario al giornalista Riccardo Orioles, firma storica de I Siciliani, che ha preso le redini del giornale dopo la scomparsa del suo fondatore. “Giuseppe Fava – dichiara Andrea Tuttoilmondo, presidente siciliano dell’Unione cronisti – è una di quelle figure, di quelle storie, grazie alle quali la mia generazione ha maturato e alimentato il proprio amore verso questa professione. Rendere onore a quest’uomo, al suo sacrificio, significa rendere onore a chiunque ami questo mestiere”.

Una giornata di riflessione cittadina, dunque, cui ha preso parte anche il segretario provinciale di Assostampa Catania, Daniele Lo Porto, che ha dichiarato : “la mafia è cambiata in questi 32 anni, nelle modalità di azione e di aggressione. E’ poco appariscente, ma non di certo meno invasiva e potente. L’impegno civile e professionale di Pippo Fava resta, dunque, sempre valido e attuale”.

A rendere omaggio alla memoria del giornalista ucciso nel 1984 dalla criminalità organizzata anche la Cgil di Catania. “Ricordare l’omicidio di Pippo Fava in questa città, significa ricordare il coraggio di un grande uomo e di un grande intellettuale. Ma serve anche a ricordare che la lotta contro la mafia e i comportamenti illegali si fa ogni giorno, nelle piccole e grandi cose”. Il segretario generale della Cgil, Giacomo Rota, e la segretaria confederale nonché responsabile del Dipartimento legalità della Camera del Lavoro, Pina Palella, hanno preso parte alle manifestazioni pomeridiane organizzate per non dimenticare l’omicidio in via dello Stadio. “Lotta alla mafia per il sindacato può voler dire molte cose. Per esempio, anche investire energie e tempo nell’ambito delle politiche di gestioni delle aziende confiscate, dove non sempre i lavoratori possono esercitare i loro diritti e dove non sempre lo Stato riesce a garantire controllo e sicurezza. Quest’anno il ricordo di Pippo Fava cade a pochi giorni dalla scomparsa della figlia Elena, una grande donna che con tenacia e passione ha sempre tenuto alta la missione iniziata dal padre in questa città. Nel nome di quel ‘coraggio di lottare’ tanto caro al grande giornalista “.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi