di Anna Rita Fontana

Accolto dalla suggestiva Sala delle Armi di Castello Ursino, quasi in chiusura delle festività natalizie, il Fenilya Cello Duo ha tenuto un interessante concerto  promosso dal Centro culturale e teatrale Magma, sotto la direzione di Salvo Nicotra e la consulenza musicale di Salvatore Daniele Pidone, nell’ambito della stagione “Fuorischema 2016”, quale ultimo appuntamento dei “Concerti al Castello Ursino”. Formatosi nel 2012 col violoncellista Alfredo Borzì ( componente stabile dell’orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania) e la pianista Tania Cardillo ( docente di Pianoforte all’Istituto Comprensivo Statale “XX Settembre” di Catania), il duo ha affrontato consapevolmente un repertorio dal titolo “Romantici Titani”, porgendo con agile lucidità un affiatato excursus dell’Ottocento compositivo, dalle pieghe più riposte ai toni possenti che approdano al tardoromanticismo di Johannes Brahms.FOTO TANIA CARDILLO 3

In apertura le delicatezze della Berceuse in re maggiore op. 16 di Gabriel Faurè hanno messo subito in campo le risorse “parlanti” del violoncello di Borzì ( un esemplare Testore del 1740), che ne ha cavato man mano sonorità vellutate e suadenti, quanto vibranti e accese, ben sostenuto dai felici dosaggi tastieristici della Cardillo. Perspicace quest’ultima, nel compenetrarsi fino in fondo nel ruolo di accompagnatrice, e creando, in tutt’uno con Borzì, nonostante un’acustica poco favorevole, singolari atmosfere espressive connotate da prontezza negli attacchi e fluenti cure melodiche, di evidente impatto sul numeroso uditorio: come si è potuto evincere, in particolare, dalla Sonata in mi minore op. 38 del suddetto maestro di Amburgo, dai tratti impetuosi nella fuga dell’ultimo movimento, che si conforma alle tinte severe del maestro Bach;

e non da meno l’intesa si è colta tra le righe dell’Adagio e Allegro in la bemolle maggiore op. 70 di Robert Schumann, come dai Fantasiestucke, op. 73, che il duo ha condotto all’insegna di quell’estro tipico del phantasieren che diede linfa all’autore, ovvero l’ispirazione libera e intrisa di fermenti letterari, tra esuberanza e riflessività, due aspetti peculiari nelle opere pianistiche del musicista tedesco. Lo spirito nazionalistico e patriottico tipico dell’Ottocento romantico è poi emerso nell’Introduction et polonaise brillante, op. 3 di Fryderyk Chopin, col quale gli artisti chiudevano la serata, suggellandola con due bis, un valzer di Johann Strauss e una originale rielaborazione compositiva scritta dalla stessa pianista. Un pubblico sensibile non ha risparmiato il suo vivissimo consenso, elargendo calorosi applausi a un duo che ha manifestato la gioia di suonare insieme, rendendo l’uditorio partecipe del buon gusto di fare musica.

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