di Anna Rita Fontana

Ampio e gratificante riscontro di pubblico al Teatro Sangiorgi, con ovazione finale, nel secondo appuntamento promosso per la ricerca Telethon dall’Accademia Pianistica Siciliana di Catania, col Gran concerto di Capodanno, dopo quello natalizio, sotto la direzione artistica di Giovanni Cultrera. Una ricerca condotta con la collaborazione dei club service Rotary, Lions e Kiwanis. Riflettori puntati ancora una volta su due eccellenze pianistiche, presentate dalla direttrice dell’accademia Melù Anastasio, nel binomio maestro- allievo, ovvero il fondatore nonché docente della suddetta scuola di perfezionamento catanese Epifanio Comis (oltre che docente all’Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini) e il diciannovenne talentuoso Alberto Ferro, insignito del 2° Premio nell’ambìto Concorso Ferruccio Busoni 2015 e del Primo Premio alla trentaduesima edizione del Premio Venezia.CONCERTO DI CAPODANNO 4

Dotati entrambi di una tecnica portentosa, gli artisti si sono esibiti con l’esecuzione di due opere alquanto complesse, rispettivamente nella prima e seconda parte, a fianco dell’Orchestra Filarmonica di Chernovtsy diretta dall’accurata bacchetta di Yosip Sozansky, dopo un lieto avvio col valzer Voci di Primavera di Johann Strauss: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Fryderyk Chopin e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Rachmaninov, che abbiamo apprezzato ambedue per nitore stilistico e pregnanza melodica dei pianisti, in simbiosi dialogica con un ensemble orchestrale saldo e compatto. Epifanio Comis si è preso cura dell’opera di Chopin, porgendone disegni elegiaci catturanti, fra toni di veemenza espressiva e il virtuosismo acrobatico-giocoso del tempo conclusivo; chiosandolo poi con due studi del musicista polacco, tra i quali il celebre n. 12 op. 10 ( La Rivoluzione di Varsavia).CONCERTO DI CAPODANNO 1

Nel passaggio alla seconda parte, il giovane Alberto Ferro ci ha immerso nell’inquietudine drammatica del concerto di Rachmaninov, sfoderando una tecnica dall’impronta fulminea, nutrita da pienezza accordale e da un ferreo scatto agogico, che hanno ben impresso la struttura pianistica dell’opera. Il numeroso uditorio si è lasciato rapire dalla tastiera cristallina e irta di difficoltà degli artisti, sempre dominata dalla passione dello strumento: dall’equilibrio romantico del primo Ottocento tra nuances melodiche del musicista di Varsavia, all’impetuosa  solidità del compositore russo. L’orchestra ha poi proseguito con toni brillanti, grazie all’incisiva direzione di Sozansky, in una selezione dal repertorio viennese di Strauss (Keiser valzer e polke) che ha trascinato l’intera platea col battito delle mani, ritmando l’esecuzione. Ma quello che non dimenticheremo è certamente il forte abbraccio alla musica dei protagonisti, e il suo messaggio solidale nella ricerca Telethon. Ad maiora dunque! Un augurio rivolto ai musicisti siciliani e ai loro docenti che si fanno valere nel mondo, affinchè il loro impegno cresca per migliorare sempre di più la nostra società.

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