Carmelinda Comandatore

 

CATANIA – È in arrivo #agronomincittà, il nuovo portale web pensato e realizzato per migliorare gli spazi verdi dei comuni d’Italia. Un luogo d’incontro virtuale tra l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e le amministrazioni locali per dare vita ad una riqualificazione reale delle aree verdi comunali. Ne parliamo con Corrado Vigo, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Catania.

– Presidente Vigo, ci può illustrare in che modo funzionerà il portale e quali benefici apporterà ?

«Il portale web #agronomincittà consentirà ai Comuni di “offrire” degli spazi a verde da riqualificare, pensiamo ad esempio a rotatorie stradali, a scarpate, a piccoli giardini pubblici, ad aree scolastiche, insomma a tutte quelle aree a verde abbandonate, o mai sistemate. I Comuni potranno inserire queste aree nel portale e gli agronomi potranno sceglierle e realizzare un progetto di riqualificazione.

In alternativa potranno essere gli agronomi e scegliere le aree da riqualificare ed effettuarne l’inserimento nel portale web.

Non appena scelta l’area in cui intervenire, ogni agronomo potrà redigere il progetto di riqualificazione, redigere il computo metrico delle opere da effettuare e, quindi, il costo complessivo, compreso della parcella.

Non appena effettuato tutto ciò ecco che l’agronomo attraverso il portale web, o tramite una apposita “app” scaricherà il progetto, il preventivo, e immediatamente dopo partirà il crowdfunding”».

Corrado Vigo

– Sarà previsto un coinvolgimento di soggetti privati per il reperimento dei fondi necessari a realizzare i lavori di riqualificazione ?

«I progetti verranno finanziati tutti con il crowdfunding, quindi zero costi per le amministrazioni pubbliche, che, invece, si vedranno riqualificate le aree a verde solo grazie al nostro intervento “in città”».

– Quella offerta da Agronomincittà è una soluzione che rivoluziona il modo di intervenire per migliorare gli spazi verdi urbani. Quanto è importante stare al passo con la tecnologia per una categoria professionale, quale quella dell’agronomo, che viene esercitata spesso in contesti legati all’agricoltura ?

«Si, questa idea rivoluziona il modo di operare nella riqualificazione delle aree a verde urbane, quasi del tutto abbandonate. Nel frattempo, e questo è uno dei tanti compiti istituzionali del nostro Ordine Professionale, tentiamo di dare risposte lavorative ai colleghi, ma anche di riportare il verde in città, ma non quelle riqualificazioni da “copia/incolla”, riqualificazioni dove l’apporto professionale dell’agronomo svolge un ruolo di primaria importanza».

– In che modo l’Ordine dei Dottori Agronomi di Catania sfrutta le potenzialità offerte dal web ?

«Il nuovo Consiglio dell’Ordine, che ho l’onore di presiedere, si è insediato il 3 ottobre del 2013. Abbiamo prioritariamente constatato un deficit di comunicazione con gli iscritti, con il mondo esterno, sia istituzionale che imprenditoriale.

Abbiamo, pertanto, effettuato un restyling del sito internet, nel quale dal 4 aprile 2014 (data del lancio) abbiamo inserito ben 1076 aggiornamenti.

E la comunicazione non finisce qui: abbiamo rivisto il sistema delle newsletter via email; le do un numero: 400. Sono le email che abbiamo trasmesso nel corso del 2015. Ma siamo andati oltre, perchè dopo il restyling del portale web e del servizio newsletter, abbiamo aperto una pagina Facebook, oggi seguita da più di 2.000 persone, abbiamo aperto un account su Twitter, e nel primo anno del nostro insediamento abbiamo attivato un servizio informativo via SMS, primi fra gli Ordini degli agronomi d’Italia.

Un anno fa, poi, il servizio informativo via SMS è stato sostituito dal servizio informativo via Whatsapp, anche qui primi in Italia. Con questo servizio diffondiamo eventi, comunicazioni, locandine eventi, insomma anche i contenuti multimediali».

agronomincittà

– Quello che lei presiede è stato l’unico Ordine Provinciale ad aver abbassato la quota contributiva per i propri iscritti . Come siete riusciti ad ottenere questo risultato positivo e in controtendenza rispetto a quanto accade nel resto d’Italia ?

«Siamo in controtendenza, lo so, l’anno scorso abbiamo abbassato la quota di iscrizione, e lo faremo anche quest’anno. Siamo riusciti nel difficile compito riducendo le spese di locazione, le spese del sito internet, azzerate grazie ad un accordo con un partner informatico, ridotte del 70% quelle telefoniche. Tutto ciò ci ha consentito di poter ridurre le quote, ma anche di offrire ai colleghi aggiornamenti formativi a costo zero».

– La decisione di spostare la sede preso la Facoltà di Agraria segue questa logica ?

«Si, certo, ma non solo. Lo spostamento della nostra sede presso la Facoltà di Agraria non discende solo da fattori economici, ovvero da un minor costo di locazione, ma soprattutto dal desiderio di “tornare a casa”, ovvero in quella “casa” che ci ha visto per svariati anni studenti.

Ma questo “ritorno a casa”, ben visto da tutto l’Ateneo, ha fatto sì che il nostro Ordine è riuscito ad integrarsi con le attività formative della Facoltà, e spesso richiediamo proprio all’Ateneo gli aggiornamenti che la legge professionale ci impone, e che tutti i nostri colleghi meritano.

Sono stati due anni intensi, due anni in cui non abbiamo per un attimo perso di vista le necessità dei colleghi, due anni direi entusiasmanti e che non pensavo passassero così presto».

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