Dici Luca Sfogliano e ti viene in mente subito Muri Antichi. Una vita trascorsa con la calottina dei Muri, da quando la società è stata creata Luca ne è stato sempre parte integrante, anzi uno di famiglia. All’età di 5 anni entrò subito in quella vasca che da quel giorno si trasformò nella sua seconda casa. Poi a 12 anni il passaggio alla pallanuoto, con l’esordio in serie B a soli 15 anni e in serie A al raggiungimento della maggiore età. Adesso, che di anni ne ha qualcuno in più, Luca Sfogliano ha scelto di cambiare vita, professionalmente parlando, in maniera radicale. Cambio di città, cambio di paese e volo verso gli Stati Uniti destinazione Los Angeles, per conseguire una specializzazione in ortodonzia (una branca dell’odontoiatria), con la speranza di potersi affermare, in futuro, professionalmente negli Stati Uniti.

“Luca rappresenta senza alcun dubbio il miglior prodotto che una Società Sportiva può sperare di ottenere dal proprio lavoro – dichiara con fierezza il presidente Luigi Spinnicchia – e i Muri Antichi hanno avuto l’onore di contribuire alla sua formazione sportiva. Una persona di tale spessore non poteva che abbracciare un  progetto di vita entusiasmante che lo porterà negli States. Ciò mitiga solo in parte l’enorme vuoto che lascerà in tutti noi. Luca ha indossato solo una calottina nella sua vita, quella dei Muri Antichi. Sempre amato dai compagni, per i quali è sempre stato un rassicurante riferimento, e rispettato dagli avversari. Ricco di significato il gesto di un altro grande figlio di Muri Antichi, il capitano Andrea Scirè, che lo ha voluto investire del ruolo di capitano in occasione dell’ultima partita disputata da Luca sabato scorso a Palermo. Atleta ed uomo senza macchia. I suoi successi nella vita saranno anche i nostri. Per quanto mi riguarda sarà insostituibile in campo e nel mio cuore”.

Tocca al capitano Andrea Scirè, autore del bel gesto nella scorsa partita, quando ha ceduto la fascia di capitano a Luca, parlare del suo compagno di squadra, ma soprattutto amico: “Mi verrebbero da dire milioni di cose e sintetizzare il tutto in poche righe è operazione impossibile. Luca è un eccellenza assoluta, una delle migliori persone che abbia mai conosciuto. Un atleta modello, amico vero oltre che compagno di squadra. Sempre positivo, determinato e concentrato, mai fuori posto né in campo né fuori. Ci mancherà incredibilmente ma siamo orgogliosi di lui”.

Anche se per poco tempo insieme, al tecnico Mauro Maugeri è bastato davvero poco per apprezzare le qualità di Luca, sia come giocatore ma soprattutto come persona: “Ho conosciuto Luca solo quest’anno quindi l’ho scoperto giorno dopo giorno. Mi ha fatto piacere scoprire che abbiamo molti punti di vista comuni sulla visione della vita. Non mi va di soffermarmi sulla parte tecnica dove potrei classificarlo come “giocatore utilissimo”. Luca è proprio il figlio che ogni genitore si augura di avere, studia, non trascura lo sport nonostante i tanti impegni, si fa apprezzare dal gruppo e ha le idee chiare per il suo progetto di vita. Mi ricordo, dopo circa un mese dall’inizio della mia avventura con i Muri, quando risposi a mia figlia che curiosa mi chiedeva il profilo dei nuovi atleti. Risposi: “potrei allenare una rosa anche di 30 atleti da solo se tutti avessero lo stesso approccio di Luca Sfogliano”. Ho allenato tanti giocatori per anni, alcuni non mi hanno lasciato nulla, mentre altri in pochi mesi mi sono entrati nell’anima. Good luck Luca”.

Antonio Bellecci lo ha visto esordire in serie A, ma soprattutto crescere nell’ambiente Muri come un vero e proprio figlio adottivo: “Un saluto ed un in bocca al lupo ad un atleta esemplare ed un ragazzo d’oro che ho avuto anche la fortuna di allenare. La sua serietà e umiltà sono state da esempio per tutti noi. Auguro a Luca il meglio per questo suo nuovo percorso di vita”.

Tocca a Luca Sfogliano infine salutare la squadra e la società, ma soprattutto lasciare i Muri Antichi da vera e propria bandiera: “Lascio la squadra, ma soprattutto un gruppo di amici. Con molti di loro siamo insieme da più di 7 anni. Il lato professionale, ad un certo punto nella vita prende il sopravvento, se fosse stata una proposta di una società sportiva non avrei mai lasciato i Muri Antichi. Il mio ricordo più bello resta la salvezza di 4 anni fa contro il Verona, in svantaggio vincemmo ai rigori dopo una grande rimonta. Sono entrato da bambino me ne vado da uomo e per questo devo ringraziare i miei allenatori da Antonio Bellecci passando da Renato Caruso e infine Mauro Maugeri che stimo moltissimo nonostante lo conosca da così poco tempo, sia dal lato tecnico ma soprattutto umano. Ringrazio tutti i ragazzi, tra tutti il capitano Andrea Scirè che ha sempre fatto da collante tra società e giocatori ed è stato come un secondo allenatore in campo. Un grazie speciale va al presidente Luigi Spinnicchia, che ha sempre creduto in me e mi ha visto crescere. Auguro ai ragazzi di centrare l’obiettivo prefissato, si stanno allenando alla grande, li seguirò da Los Angeles come loro primo tifoso. Causa limiti di età (negli Stati Uniti non si può giocare oltre i 25 anni) mi fermerò con la pallanuoto. Mi mancherà moltissimo, ma soprattutto mi mancheranno i Muri Antichi. Però così è più bello, chiudo la carriera come giocatore dei Muri Antichi e ne sono orgoglioso”.

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