CATANIA − “La deroga concessa dal Ministero alla Salute per il mantenimento del Punto Nascite a Bronte è stata una delle tante battaglie politiche che mi sono intestata. Sono soddisfatta del risultato raggiunto, ma adesso occorre che il presidio possa entrare a regime e raggiungere i parametri richiesti di 500 parti all’anno, e per questo servono risorse”. Lo dichiara la parlamentare regionale del Partito Democratico Concetta Raia, che invita l’assessore alla Sanità Baldo Gucciardi a proseguire nell’azione di Governo e negli impegni finanziari assunti, sostenendo il lavoro che il manager dell’ASP3 di Catania, Giuseppe Giammanco, sta bene portando avanti di potenziamento dell’azienda senza che ne restino penalizzate le strutture periferiche.

“La coperta resta sempre troppo corta – commenta la deputata Raia –Ricordo che l’Asp di Catania, tra le aziende più grandi del Mezzogiorno, negli ultimi quattro anni, durante i quali si sono avvicendati più commissari straordinari, s’è vista ridurre il tetto di spesa di ben 11 milioni e 700 mila euro”. “Per la messa in sicurezza del Punto Nascite di Bronte occorrono circa 4 milioni di euro all’anno– prosegue Concetta Raia – sia per l’adeguamento della struttura che per il personale, altrimenti ogni sforzo potrebbe risultare vano e a discapito dei cittadini”.

“Per questo – aggiunge – chiedo alla Regione che faccia di tutto per fare recupere all’ASP 3 le risorse che le spettano, l’unica che abbia subito questi ingenti tagli di spesa”. “Chiedo, inoltre, che entro il 31 gennaio l’assessorato regionale proceda, come annunciato, allo sblocco dei concorsi, strettamente legati ai cosiddetti atti aziendali, che consentiranno di dotare le piante organiche di medici e paramedici. Personale assolutamente necessario da cui non si può prescindere perché si possa seriamente concretamente parlare di sanità efficiente e di diritto alla salute dei cittadini”.

“Ricordo, infine – conclude la parlamentare democratica – che restano da risolvere senza ulteriori perdite di tempo le numerose questioni aperte a partire dall’ospedale San Marco di Catania, per il quale si devono ancora decidere le sorti, l’apertura ancora ritardata dell’ospedale di Biancavilla, la messa in sicurezza del Pronto Soccorso di Paternò e del presidio di Giarre, importante punto di riferimento del territorio per il quale aveva assunto precisi impegni l’ex assessore alla Sanità Lucia Borsellino, e la messa a regime del nosocomio di Caltagirone in riferimento al quale chiedo che venga subito convocata una conferenza di servizi”.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi