CATANIA – Il Comune di Catania ha ritenuto opportuno avviare un rapporto di collaborazione convenzionale teso a valorizzare la specifica competenza ed il rilevante ruolo che ricopre e costituisce il Cisom nell’attività diretta all’assistenza socio-sanitaria e socio-assistenziale nel sistema di soccorso nazionale ed internazionale, anche in materia di Protezione Civile.

Il Sindaco Enzo Bianco e il direttore nazionale del CISOM, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, Mauro Casinghini, hanno sottoscritto a Palazzo degli Elefanti il Protocollo d’Intesa in materia di Protezione civile. Alla cerimonia erano inoltre presenti il vicesindaco Marco Consoli, il consulente del Sindaco per la protezione Civile Salvatore Consoli, Antonio Leonardi Capogruppo CISOM di Catania e Raffaele Zappalà, vice delegato di Catania dell’Ordine di Malta.

Il Protocollo si articola in diversi punti utili ad incrementare una moderna ed efficiente struttura di Protezione civile nell’ambito del territorio comunale. In particolare, il personale CISOM con i propri mezzi o con quelli messi a disposizione dalle autorità competenti, saranno impegnati in attività di previsione, prevenzione, soccorso ed assistenza per il ripristino delle normali condizioni di vita nei periodi successivi ad eventi calamitosi, anche nell’ambito di interventi sanitari di emergenza, dove il CISOM metterà in campo i propri volontari, tra cui medici, infermieri e soccorritori. Inoltre, il CISOM svolgerà attività informative rivolte alla cittadinanza sui temi di protezione civile in generale e su materie specifiche.
Infine, il CISOM svolgerà attività sociali e assistenziali in collaborazione con gli enti preposti e con altre realtà organizzate presenti sul territorio, che si integreranno con eventuali altre iniziative messe in campo dalle altre articolazioni operative dell’Ordine di Malta.
“Gli operatori del CISOM – ha detto Enzo Bianco – con la loro organizzazione, la loro professionalità e la loro esperienza hanno dato un forte contributo all’azione di accoglienza e solidarietà portata avanti da Catania in questi mesi. Il protocollo di intesa consentirà di attivare ancora meglio tutte le procedure che riguardano questa emergenza che purtroppo sembra essere diventata quasi quotidianità. Anche oggi, infatti, sono sbarcati a Catania circa 300 tra umini, donne e bambini. Come sindaco – ha poi aggiunto Bianco – sento il dovere di ringraziare il CISOM e di incoraggiarvi per la straordinaria attività. Un grazie anche a nome degli oltre 8.000 sindaci che rappresento come Presidente del Consiglio Nazionale dell’Anci”.
Questo Protocollo con il Comune di Catania  – ha sottolineato Mauro Casinghini, direttore nazionale del CISOM – stringe ancor di più un rapporto di collaborazione che storicamente esiste con la Città, nato sulle tante esigenze locali di Protezione civile e consolidato nell’ambito delle azioni legate al ruolo svolto dalla Città per la prima accoglienza di migliaia di disperati provenienti dalle coste africane”.
Il CISOM è formato da OLTRE 4000 volontari, tra cui professionisti del settore sanitario e da soccorritori formati per diversi ruoli e ogni emergenza a terra e in mare. Sul territorio italiano il Cisom gestisce parte della colonna mobile nazionale di Protezione Civile che si attiva a seguito di emergenze, occupandosi dell’assistenza alla popolazione e dell’allestimento di strutture sanitarie di emergenza.
Nell’ambito del first aid ai migranti nel Mar Mediterraneo, dal 2008 team sanitari operano a bordo dei dispositivi navali della Guardia di Finanza, della Marina Militare e della Guardia Costiera.
Per quest’ultimo Corpo, a cui è demandato il soccorso in mare, oltre a fornire team medici per le unità navali maggiori, il CISOM schiera, presso il Secondo Nucleo Aereo Guardia Costiera di Catania, un medico abilitato al rilascio, che interviene H24 a bordo di un elicottero AW139  per la salvaguardia della vita umana in mare. Importante è il contributo dato dai medici catanesi e siciliani nelle attività di soccorso ai migranti nello Stretto di Sicilia e, dal mese di dicembre 2015, anche per fare fronte ai drammatici naufragi nel Mare Egeo.

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