Giuliana Avila Di Stefano

ACIREALE – “Oggi quando si comprende di essere imputati, il soggetto deve munirsi di un buon avvocato e di un buono ufficio stampa, poiché la deformazione è tale che devi difenderti su entrambi i fronti. All’inizio quando ho preso in mano il libro di Raffaele Sollecito l’ho guardato con un po’ di snobismo intellettuale ma poi mi sono ricreduto, è assolutamente didattico, in quanto si apprendono molte cose che noi avvocati diamo troppe volte per scontate, come il rapporto avvocato cliente o il rapporto con l’assistito nella condizione carceraria. Ho trovato scandaloso quando Raffaele scrive che nella sua condizione il carcerato voleva partecipare a un concorso di scrittura, ma si pose il problema di poter essere radiografato dalla stampa per il modo in cui scriveva, questo perché ciascuno di noi diventa soggetto involontariamente deformato in una sorta di cornice grottesca per cui ciascuno pretende di dire agli altri la verità su cose che invece non conoscono. Infatti gli fu sequestrato il diario per prendere spunti interessanti.”

Questo ha detto alla numerosa platea Enrico Trantino, avvocato del Foro di Catania e presidente della Camera penale di Catania ‘Serafino Famà’, durante l’incontro ad Acireale dedicato alla vicenda processuale di Raffaele Sollecito, che ebbe enorme rilievo mediatico più che giuridico. L’evento organizzato dai consiglieri comunali Sabrina Renna e Riccardo Castro e coordinati da Enzo Di Mauro, avvocato del Foro di Catania e Mario D’Anna, fondatore di Fancity, ha visto presenti, inoltre, Flavia Panzano, giudice del Tribunale di Catania e componente della giunta distrettuale Anm di Catania, Mario Barresi, giornalista del quotidiano La Sicilia e Raffaele Sollecito.

Sollecito è stato coinvolto nel 2007 con Amanda Knox nell’omicidio di Meredith Kercher, e dopo un lungo iter giudiziario, nel 2015 è stato assolto dalla Cassazione per non aver commesso il fatto.

Ad aver condannato Sollecito sono stati però i media, che sin dalle prime ore dell’omicidio, hanno “ricamato” sui due giovani studenti universitari, solo perché perfetti protagonisti per un noir: belli, di buona famiglia e all’apparenza spavaldi.

Ed è questo che Sollecito ripete più volte “mi sta bene che si parli del processo, ma non di gossip che non ha alcun fine. In questi otto anni non si parlava mai delle udienze, solo di banalità per far audience, tipo il mio amore per il metal o l’abbigliamento. Oggi voglio che la gente si faccia un’idea di chi sono realmente e si ricordi di me per il mio lavoro. Ho deciso di scrivere il libro, cosa devastante e non facile psicologicamente, affinché la gente conosca la verità e soprattutto comprenda che ciò che è accaduto a me può succedere a chiunque”.

E lo stesso Trantino, nel suo intervento ricorda, che “in riferimento alla pressione che i media svolgono sui magistrati non dimentichiamo che il Presidente della Corte d’Assise d’Appello che assolse gli imputati Amanda e Raffaele, si dimise a causa del linciaggio a cui fu sottoposto dai suoi colleghi. La verità è che oramai, per quel che ci ha insegnato quella parte surreale del contro esame del capo dei Ris nel processo Bossetti, allorché disse che la ragione del filmato tarocco compiuto ad arte dai Ris di Bergamo, era per esigenze di comunicazione concordate da questo ufficiale e dal pubblico ministero, beh a questo devo immaginare che se si devono inventare le notizie, è per creare una pressione morale sul giudice, che da essere umano avrà delle difficoltà su come poi affrontare un eventuale sentenza di assoluzione, se la piazza si è schierata, come sempre accade, contro l’imputato”.

Oggi Raffaele Sollecito è un uomo libero ma profondamente provato e il suo sguardo sopporta il peso dei curiosi o di crede che sia un mostro. Non è così, e desidera solo dedicarsi alla sua professione di ingegnere e far si che il suo libro “Un passo fuori dalla notte” faccia comprendere l’Odissea giudiziaria vissuta e i troppi errori fatti nelle indagini, gli stessi che hanno fatto si che la Cassazione, lo giudicasse innocente per non aver commesso il fatto.

 

 

 

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