Turi Distefano: “Servono nuovi accorgimenti; la tifoseria ha il diritto di fischiare…”

di Gianluca Virgillito

Dodici punti nelle ultime dieci partite. Due vittorie, contro Lupa Castelli Romani e Paganese, altrettante sconfitte per mano della Juve Stabia e del Benevento e sei pareggi di cui quattro a reti bianche. Catania malato di pareggite? Qualche problema là davanti? Manovra ormai prevedibile? Sfortuna cronica? Interrogativi che si pone l’intera piazza rossazzurra. Il pari maturato domenica al Massimino contro il Monopoli, in una gara dominata comunque dal sodalizio etneo, incapace di metterla dentro nonostante le innumerevoli occasioni da rete prodotte (tra cui un rigore parato a Calil) preoccupano, soprattutto se ricondotte ad una scia di risultati poco esaltanti rispetto al filotto positivo di inizio stagione (prima della sconfitta contro l’Akragas in Coppa Italia, il Catania aveva conquistato cinque vittorie su otto partite, due pareggi e una sola sconfitta contro la Casertana). Occasione sprecata per allungare sulla zona playout, occasione sprecata per uno slancio ai quartieri alti. In ogni senso, opportunità persa. E i tifosi fischiano, delusi. La piazza, ferita ancora, si aspetta un cambio di rotta. Una città orgogliosa che non si accontenta di battere il fanalino di coda del torneo e una squadra con l’infermeria piena nell’ultima del 2015 al Massimino. La dirigenza lavora, la squadra fa altrettanto e sempre con impegno, questo si vede in campo. C’erano gli infortuni, c’era l’incognita di una stagione che partiva senza alcuna certezza e senza entusiasmo. Lo stesso che la squadra che oggi non riesce a battere il Monopoli ad inizio stagione seppe riprodurre. Allora qual è la reale dimensione di questa squadra? Forse, come direbbe filosoficamente Aristotele, è da ricercare nel giusto mezzo tra l’avvio scoppiettante e l’assestamento dell’ultimo periodo. Impossibile dirlo, almeno adesso, con un girone di ritorno tutto da vivere. Obiettivo salvezza, sia chiaro, la società etnea del resto ha sempre volato basso in questo senso, vista la penalizzazione. L’anno prossimo si lotterà per la B. I tifosi, però, continuano giustamente a sognare e pretendere che il Catania onori Catania, giocando un ruolo da protagonista anche quest’anno, vincendo o perdendo ma mettendo in campo la stessa fame che hanno i catanesi, brama di imporsi in gare sofferte come quelle di Matera e Monopoli all’andata. Tornando all’attualità, nelle prossime settimane due gare davvero decisive per testare in forza e personalità il gruppo di Pancaro, contro Cosenza e Matera, tra le squadre più in forma dell’intera Lega Pro. A commentare per Sicilia Journal il momento vissuto dai rossazzurri, mister Turi Distefano:

turidis“Contro il Monopoli non ho visto un Catania spumeggiante. Manovra troppo lenta e prevedibile. Le occasioni sicuramente ci sono state ma una squadra senza pretese, con tutto il rispetto per i pugliesi, doveva essere facilmente spazzata via. Rammarico per il rigore sbagliato da Calil, forse gli è mancata la giusta concentrazione…I ragazzi non mi hanno convinto purtroppo. Commentare da esterno è troppo facile, ma credo che Pancaro adesso debba studiare nuovi accorgimenti perchè il gioco dei rossazzurri mi sembra che ormai sia stato capito dalle squadre avversarie. Il dato delle ultime due partite con zero reti all’attivo non è positivo. Plasmati? Non so se possa giocare per 90′ minuti, ma visto e considerato che nelle ultime uscite ha fatto qualcosina in più di Calil non è da escludere che per la prossima partita il tecnico possa pensare di schierarlo dal primo minuto. Serve qualcuno che attacchi la profondità. I fischi dei tifosi al termine della partita ci stanno, loro pagano il biglietto e hanno il diritto di manifestare l’eventuale disappunto. Credo questo sia il segnale definitivo sulla dimensione del Catania di quest’anno, vista e considerata la penalizzazione di cui non dobbiamo mai dimenticarci: quest’anno salvezza, e nulla di più. L’inizio fulminante ha esaltato forse troppo l’ambiente. La ricostruzione prosegue, è chiaro però che il trend delle ultime partite deve essere invertito, altrimenti sarà agonia”.

(foto in evidenza dal sito calciocatania.it)

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