L’incontro tra Gianfranco Miccichè (Fi) e Giampiero Cannella (Fdi) è il primo passo verso la ricostruzione della nuova casa del centrodestra siciliano. Ma è ancora forte l’odore di stantio

Dopo la strategica apertura a una candidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione Siciliana, Gianfranco Miccichè continua il suo viaggio tra le varie anime del centrodestra siciliano sparse e disseminate da una politica infausta e dissennata, con l’intento di edificare una nuova casa comune.

Stavolta è il turno di Giampiero Cannella, esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Sicilia, direttore del giornale online “Il Sito di Palermo”, parlamentare di AN nella XIV legislatura e del Pdl nella XVI, candidato alle elezioni politiche italiane del 2013 come capolista alla Camera nella circoscrizione Sicilia 1 per la lista Fratelli d’Italia, senza essere stato eletto.

Miccichè twitter

L’incontro tra Miccichè e Cannella sembra essere nato sotto i migliori auspici, stante il tenore delle dichiarazioni rilasciate da entrambi sui rispettivi profili twitter.

“Incontro proficuo con Cannella e Fratelli d’Italia. Sintonia. Riunifichiamo il Centrodestra e torniamo a governare”, recita in un tweet Gianfranco Miccichè.

Mentre Giampiero Cannella dichiara: “Incontro con #Gianfranco Miccichè, prove tecniche di ricostruzione del Centrodestra in Sicilia!”

Cannella Twitter

 

Sembra che un primo mattone sia stato posto per la ricostruzione del centrodestra, almeno per quanto riguarda l’asse Forza Italia-Fratelli d’Italia.

Ma il lavoro per Miccichè è ancora tutto in salita, l’ex leader del Grande Sud sta vagliando tutte possibili alleanze e continua a tessere la sua tela con indefessa pazienza.

Corteggia l’Udc tenendo trattative serrate con Giampiero D’Alia, che si sussurra potrebbe essere uno dei più seri candidati alla presidenza della regione, il quale verrebbe in compagnia del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, suo fraterno amico.

Ma Miccichè non si ferma qui e cerca di allargare il più possibile la coalizione di centrodestra, lanciando messaggi d’amore agli autonomisti di Raffaele Lombardo (con cui è stato alleato fino al 2012) e a Noi con Salvini dell’on. Angelo Attaguile.

Un piatto appetibile a cui mira Miccichè è il Nuovo Centrodestra di Alfano, da cui in molti sono in fuga e tanti di questi potrebbero salire sulle scialuppe di salvataggio del commissario di Forza Italia.

Dulcis in fundo un altro scontento del Pd: Mirello Crisafulli. Miccichè dopo aver arruolato, tra le mille polemiche, Francantonio Genovese, adesso punta su Crisafulli. Questi alle elezioni del 2013 fu bollato come “impresentabile” dal segretario protempore Pierluigi Bersani e poi snobbato dal suo partito, per i suoi precedenti con la giustizia, nelle recenti elezioni comunali di Enna che ha perso al ballottaggio.

Certo avremmo sperato di parlare di una nuova destra, non solo lontana dai vecchi interessi particolaristici che l’hanno frammentata, ma fatta anche di nuovi volti.

I protagonisti sono i soliti noti della vecchia politica, buoni per tutte le stagioni e versatili a indossare le più svariate casacche.

Il centrodestra si appresta a costruire una nuova casa che già puzza di stantio.

Vincenzo Adalberto

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