CATANIA − Nelle prime ore della mattinata odierna, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare, emessa in data 12.1.2016 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di:

  1. Vacante Roberto, (cl. 1963), pregiudicato;
  2. Patanè Santo, (cl. 1969), pregiudicato;
  3. Caruso Salvatore, (cl. 1954), pregiudicato;
  4. Di Bella Salvatore, (cl. 1967), pregiudicato;
  5. Caruso Giuseppe Massimiliano, (cl. 1981), inteso “Massimo”;
  6. Russo Francesco, (cl. 1973), inteso “Ciccio”, pregiudicato, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;
  7. Di Maria Danilo, (cl. 1970), per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;
  8. Vacante Giuseppe Celestino, (cl. 1959), inteso “Pino”,per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;
  9. Santapaola Irene Grazia, (cl. 1974), per la quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero;
  10. Aversa Mario, (cl. 1972), per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero;
  11. Santonocito Maria, (cl. 1950),per la quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero;
  12. Musumeci Pietro, (cl. 1965), pregiudicato,per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero;
  13. Caruso Giuseppe, (cl. 1981), per il quale è stato disposto l’obbligo di firma giornaliero;
  14. Di Mauro Nunzio, (cl.1967), per il quale è stato disposto l’obbligo di firma giornaliero;
  15. Giarrusso Nunzio, (cl. 1970), per il quale è stato disposto l’obbligo di firma giornaliero;
  16. Bellino Pietro Augusto, (cl.1971), per il quale è stato disposto l’obbligo di firma giornaliero.

Tutti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (famiglia Santapaola-Ercolano), intestazione fittizia di beni e furti, con l’aggravante di cui all’art. 7 Legge 203/91, per avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’art.416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’organizzazione mafiosa anzidetta.

La misura accoglie gli esiti di attività investigativa, coordinata dalla locale D.D.A. e condotta dalla Squadra Mobile – Sezione Criminalità Organizzata – di Catania nell’arco temporale novembre 2012 – luglio 2014, nei confronti della famiglia di Cosa nostra Santapaola – Ercolano, che ha evidenziato il ruolo centrale rivestito da Vacante Roberto, personaggio di rango apicale della cosca in parola.

Le indagini, oltre ad avere evidenziato il ruolo apicale di Vacante Roberto nel contesto dell’organizzazione Santapaola-Ercolano, ne hanno riscontrato la particolare attitudine verso il settore economico ed il riciclaggio dei proventi delle attività riconducibili alla famiglia Santapaola.

Invero, nel corso delle investigazioni è stato accertato l’interesse di Vacante e dei suoi familiari in società ed attività commerciali formalmente riconducibili ad altri soggetti, da cui la contestazione di nr.8 intestazioni fittizie di beni con il sequestro preventivo di due impianti sportivi di calcetto, di cui uno in fase di realizzazione, un parcheggio, un autolavaggio, un ristorante, una rosticceria, un’attività commerciale ed uno stabilimento balneare, del valore complessivo di alcuni milioni di euro.

Tra i destinatari della citata misura, oltre al predetto VacanteRoberto, al quale è stato contestato il ruolo di capo e organizzatore, figura Santapaola Irene Grazia, moglie dello stesso, indagata del reato di intestazione fittizia di beni, per la quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero.

Le investigazioni hanno, altresì, evidenziato il c.d. fenomeno del “recupero crediti”, ossia quella nuova forma di criminalità che prevede il ricorso da parte del privato creditore a persone terze di rinomata caratura criminale, in luogo delle vie lecite di tipo giudiziale. Tale “attività” occupava un posto di rilievo nell’ambito delle attività illecite perseguite dal gruppo facente capo direttamente a Vacante Roberto, il quale veniva interessato personalmente anche per dirimere controversie.

Con il medesimo provvedimento, sono stati altresì contestati tre furti, due dei quali ai danni di una sala bingo in territorio di Ferentino (FR), organizzati dal gruppo e commessi, con la complicità di Di Maria Danilo, impiegato della sala bingo, da Vacante Giuseppe Celestino e Patanè Santo, rispettivamente fratello e factotum di Vacante Roberto.

Con il provvedimento cautelare, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca delle seguenti attività, comprensive di tutti i beni aziendali:

– quote della società “Sportitalia di Santapaola Grazia Irene” – impresa individuale titolare di un impianto di campi di calcetto sito a Catania in via Santa Sofia nr.2/A.

– quote della società “Parking Car s.r.l.” – società uninominale intestata a Caruso Giuseppe Massimo, titolare di un’area di parcheggio e annesso autolavaggio, sita a Catania in via Santa Sofia nr.2/A.

– quote dell’impresa individuale “Giarrusso Catering di Giarrusso

Nunzio” – titolare di esercizio di rosticceria-girarrosto sito a Catania in via Renato Imbriani nr. 239.

– quote della società “Satin Blu s.r.l.” – sedente a Catania in via Principe Nicola nr.104, società titolare di un lido balneare con annesso bar-ristorante, sito a Riposto (CT) – frazione di Torre Archirafi.

– quote della società “The Bull Dog Camp società cooperativa”, con sede a Catania in via A. Diaz nr.142, in atto impegnata nella costruzione di un impianto di campi di calcetto, sito a Catania in quartiere Nesima.

– quote della società “TIARE’ s.r.l.”, con sede a San Gregorio di Catania (CT), via Magellano nr.8, titolare di un centro estetico, allo stato chiuso, sito a Catania in via Pietro Mascagni nr.83.

– ramo d’azienda destinato al lavaggio di autovetture all’interno dell’area di parcheggio di pertinenza dell’impresa individuale denominata “Santonocito Maria”, sita a Catania in via Principe Nicola nr.139.

– ramo d’azienda destinato alla gestione del ristorante “l’Oste di Tremestieri”, sito a Tremestieri Etneo (CT) in via Roma nr.10/12, unità della società commerciale “LA RENA RENT CAR s.r.l.”, intestata a Caruso Salvatore e Caruso Giuseppe.

Nell’illecito “sistema” delle intestazioni fittizie di beni risultano indagate ulteriori 9 persone per le quali il G.I.P. ha riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza, non ritendendo tuttavia di procedere nei loro confronti con l’emissione di misura cautelare; nelle prossime ore saranno loro notificati gli avvisi di conclusioni indagini preliminari.

Il sindaco di Catania Enzo Bianco si è complimentato con la Direzione distrettuale antimafia della Procura e con la Polizia di Stato esprimendo la propria soddisfazione” per l’arresto di 16 persone colpite da ordini di custodia cautelare per associazione mafiosa, furti e intestazione fittizia di beni.
“Un’operazione – ha detto Bianco – di straordinaria importanza perché è stato colpito il cuore finanziario della criminalità organizzata, quello che condiziona l’economia sana di Catania e ho telefonato al capo della Polizia Alessandro Pansa e al questore Marcello Cardona per esprimere soddisfazione per questo importantissimo risultato”.
Il Sindaco ha sottolineato l’importanza del sequestro di beni per un valore di diversi milioni di euro riconducibili a rappresentanti del clan Santapaola-Ercolano. Si tratta di società che gestiscono impianti sportivi, ristoranti, stabilimenti balneari, parcheggi e autolavaggi.
“Come sempre – ha concluso Bianco -, se gli arrestati saranno rinviati a giudizio, il Comune di Catania si costituirà parte civile nel processo chiedendo un risarcimento per i considerevoli danni subiti dalla città a causa dei crimini commessi”.

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