MASCALUCIA – “Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”, Dante può star tranquillo: la speranza si è spenta. O, almeno, quella degli studenti del liceo classico e scientifico (e dallo scorso anno tecnico biochimico) “Concetto Marchesi” che, da mesi, vivono situazioni ai limiti dell’umano che, con ogni probabilità, persino lo stesso Alighieri non saprebbe descrivere.

Proprio qualche mese fa, infatti, scrivevamo del possibile percorso da “inferno” a “paradiso” degli alunni dell’istituto: poche le aule presenti e progetto per la costruzione di un nuovo plesso bloccato. Ma dalle fiamme si è passati… al gelo. Totale, anche. Situazione “congelata” da tempo, senza via d’uscita: finché il vaso, traboccando, non cadde e si ruppe. E qualche giorno fa gli studenti, con a capo i rappresentanti, hanno preso in mano le redini della situazione, protestando fuori e dentro gli uffici dell’ex Provincia di Catania, in attesa di una risposta chiara. O perlomeno sincera.

Così, dopo aver richiesto e ottenuto un incontro in programma la settimana prossima con i responsabili dell’ex Provincia regionale, alla quale sarà presente anche il dirigente scolastico, Lucia Maria Sciuto, che sin dal suo insediamento è stata vicina ai ragazzi supportandoli in tutte le iniziative, gli alunni (circa 800) hanno continuato la protesta tra le vie di Mascalucia, sfilando in corteo lungo via De Gasperi e corso San Vito, fino al municipio.

In realtà, il problema delle aule al Marchesi risale a prima dell’indipendenza (scusate il termine) dal Polivalente. Facciamo, quindi, un passo indietro e riassumiamo: in passato, le classi del liceo erano distribuite tra i plessi del PIME, quello di via Chillei e quello di via dei Villini. Il primo, di proprietà dei padri missionari, non era altro che un edificio con stanze e corridoi stretti oltre ogni immaginazione; il secondo, invece, una struttura molto vecchia e adattata ad uso scolastico, con aule sgabuzzino (e per i più fortunati “con piscina”, data la quantità di acqua piovana all’interno di esse). E poi? Via dei Villini, stabile ad uso abitativo: ma mentre i primi due sono stati dismessi, quest’ultimo continua ad ospitare gli alunni.

Giunti al municipio, però, dopo tanti cori, ecco l’entrata in scena del sindaco di Mascalucia, Giovanni Leonardi: “L’amministrazione è stata e sarà costantemente al fianco degli studenti del liceo Concetto Marchesi”, afferma. “La protesta mi sembra un atto doveroso, ma voglio sottolineare che questa amministrazione è sempre stata al fianco degli alunni ed ha sempre risposto alle richieste”, ha aggiunto. E fin qui nulla da dire: d’altra parte è lo stesso Comune etneo che, tramite una nota ufficiale diramata alla stampa, ci fa sapere che “IL SINDACO LEONARDI SI ATTIVA PER GLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO CONCETTO MARCHESI”. Eppure non è andata proprio così.

Alla vista degli studenti del Marchesi, infatti, il primo cittadino è apparso decisamente contrariato e infastidito, tanto da rimandare il discorso “a chi ne ha competenza”: e chi? L’ex Provincia? Lo Stato? I servizi segreti? Ma tutto ciò non è mica passato inosservato: “E’ vero, il sindaco Leonardi ha ribadito la sua vicinanza, ma si tratta di parole o fatti?”, dichiara il rappresentante d’istituto, Giuseppe Trovato. Già, perché dopo tanti mesi, è difficile farla ai ragazzi del liceo: questi, una volta giunti al municipio, hanno presentato un foglio da far firmare a Leonardi: “Nonostante le critiche, gli abbiamo chiesto di prendere un impegno formale con noi e di essere, quindi, presente all’incontro di giovedì 28”, ha aggiunto Trovato.

“Qui il problema principale non è più riguardante gli spazi: la verità è che non hanno interesse, e quello che hanno è fatto solo di parole di facciata e di uno scaricabarile continuo”, prosegue il rappresentante. Oltretutto, la situazione potrebbe addirittura peggiorare: “Guardiamo al futuro: per il prossimo anno si prospetta un aumento da 1200 a 1400 alunni, e quindi da 48 a 54 classi. Entro tre anni, poi, si potrebbe arrivare anche a toccare le 60 classi: non si può continuare così”, spiega Trovato.

“Il sindaco deve capire che il futuro della scuola è strettamente legato al territorio di Mascalucia e a questo è legato poi il futuro di studenti che vogliono difendere i propri diritti. E come fa a dire che non è una cosa che gli compete se il plesso di via dei Villini è di proprietà del Comune?”, ha tuonato. Già, proprio l’edificio di cui parlavamo prima: al rientro dopo la protesta, nella giornata di sabato, gli alunni delle classi dello stesso stabile hanno trovato i riscaldamenti non funzionanti, a causa della caldaia guasta. Oltre il danno la beffa, insomma, sperando nel “disgelo”.

Antonio Torrisi

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