“In Europa c’è chi si illude che alzando muri si possa fermare il flusso dei migranti. Ma il fenomeno dell’immigrazione non si può fermare, è un fenomeno epocale che deve essere governato e gestito. E se si chiudono le frontiere e si mette in discussione Schengen siamo su un crinale pericolosissimo: Schengen è un pilastro dell’Europa, e se crolla Schengen crolla l’Europa“.

Appassionato e lucido intervento dell’eurodeputata siciliana Michela Giuffrida (Pd) ospite a Taormina del Convegno su “Il Valore Reale dell’Emigrazione” organizzato dall’Associazione Comunità Siciliana nel Mondo” nella magnifica location del Palazzo Duchi di Santo Stefano.

Una serata in cui protagonista è stato il dialogo e l’analisi, da parte dei tanti relatori, di un fenomeno che riguarda tutta l’Europa ma anche e soprattutto la Sicilia, terra da sempre al centro di migrazioni umane, segnata storicamente dall’emigrazione del secolo scorso verso le Americhe, l’Australia e l’Europa e di recente dall’enorme flusso immigratorio che l’ha vista terra di sbarco per centinaia di migliaia di persone provenienti dall’Africa e dirette per lo più nei Paesi del Nord Europa.

“Il Parlamento europeo ha votato quattro volte il provvedimento per riallocare in tutti i Paesi europei i migranti , per sgravare da questo enorme peso l’Italia e la Sicilia, ma ci sono Stati che si oppongono. Noi dobbiamo trovare una soluzione, ma di certo prima di tutto dobbiamo salvare vite umane, non possiamo lasciare i barconi alla deriva e aspettare che le persone anneghino”, ha affermato Michela Giuffrida, denunciando anche come “le forze populiste e di destra cerchino di inculcare nella popolazione l’idea che tutti i migranti sono una minaccia, un pericolo per i cittadini. Ci sono problemi, ma si tratta di casi isolati che vanno affrontati con saggezza e misura. Inoltre – ha proseguito l’eurodeputato Pd – tutti gli studi dimostrano come le popolazioni abbiano una percezione amplificata del fenomeno, pensano che in Europa arrivino dieci volte tanto gli immigrati che in realtà arrivano”.

Anche la Sicilia è stata al centro dell’intervento di Giuffrida: “L’Europa è una risorsa. Abbiamo ottenuto 2,2 miliardi di euro per il Piano di Sviluppo Rurale (Psr). Se anche stavolta riusciremo a sprecare questi soldi sarà solo colpa nostra. La nostra regione è da 25 anni tra le aree svantaggiate che ricevono fondi europei, ma siamo sempre lì. I soldi ci sono, ma bisogna capire che i fondi europei non vanno impiegati per sagre e feste paesane, devono servire per colmare il divario con le zone più ricche, devono creare opere che diano sviluppo e occupazione. Solo allora – ha concluso – potremo parlare anche della nostra emigrazione, che attualmente riguarda i giovani laureati, non come emigrazione di necessità  ma come libera scelta, come voglia di vivere e lavorare altrove per fare nuove esperienze e misurarsi con contesti diversi”.

 

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