SIRACUSA – Il 26 gennaio del 1979, Cosa nostra uccideva a Palermo Mario Francese, giornalista siracusano e cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia. Francese, come dimostrarono i processi a carico del suo killer e dei mandanti, fu assassinato per il contenuto delle sue inchieste giornalistiche che svelarono, prima degli altri, gli interessi economici della mafia palermitana e anticiparono molte altre verità che sarebbero state accertate dalla magistratura negli anni successivi.

            Come ogni anno, la sezione di Siracusa dell’Associazione siciliana della stampa ricorderà Mario Francese deponendo un mazzo di fiori davanti alla lapide commemorativa che si trova all’ingresso del giardino che il Comune gli ha dedicato nel parco archeologico, accanto alla biglietteria di casina Cuti. La cerimonia si terrà domani, trentasettesimo anniversario della morte, alle 10. Parteciperanno il prefetto, Armando Gradone, il vice sindaco, Francesco Italia, il questore Mario Caggegi, e i comandanti dell’Arma dei carabinieri, Luigi Grasso, e della Guardia di finanza, Antonino Spampinato. Sarà presente la sorella del giornalista ucciso, Maria Francese.

           L’omicidio di Mario Francese sembrava destinato a restare impunito. A riaccendere l’attenzione della magistratura e dell’opinione pubblica fu l’impegno di un gruppo di cronisti siracusani che, che dopo avere chiesto al Comune la collocazione di una lapide commemorativa in piazzetta Leonardo da Vinci, nel 1993 organizzò la prima edizione del “Premio giornalistico Mario Francese”.

 

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