CATANIA  – “Fuori la mafia dal Comune”, la città di Catania scende in strada sabato 30 gennaio per manifestare contro le infiltrazioni mafiose nel palazzi del potere grazie al corteo organizzato dal coordinamento “Catania libera dalle Mafie” che ha visto la partecipazione di movimenti, associazioni e cittadini in difesa della legalità.

Un’iniziativa lanciata dall’assemblea promossa da “I Siciliani” in occasione dell’anniversario della morte di Pippo Fava, ucciso il 5 gennaio del 1984, che culminerà con la manifestazione di giorno 30. Il corteo antimafia partirà alle ore 17.30 dalla Villa Bellini per giungere fino a Piazza Duomo, innanzi a Palazzo degli Elefanti, e vedrà cittadini e associazioni uniti contro la mafia. “Il Municipio è patrimonio della comunità: chi lo amministra per conto di qualche imprenditore o cosche mafiose deve andarsene”.

L’idea del corteo nasce in seguito alla divulgazione dei contenuti riguardanti la commissione regionale Antimafia che segnala dei contatti tra “soggetti destinatari di provvedimenti giudiziari per associazione mafiosa” e alcuni consiglieri comunali. “Quanto avvenuto di recente è allarmante, pure grottesco. Il balbettio sulle infiltrazioni mafiose segnalate dalla commissione mostra l’ assoluta incapacità di assumere un’ iniziativa politica seria e coraggiosa. Trincerarsi dietro l’assenza di procedimenti giudiziari significa non aver capito – o non voler capire – che la questione è tutta politica. E che la risposta da dare è solo politica”, dichiara l’associazione OFFICINE SICILIANE nell’annunciare la partecipazione alla manifestazione prevista per sabato, “così Catania è perduta. Perché anche sulla situazione finanziaria domina l’ambiguità, mentre i cittadini hanno bisogno di certezze per il presente, per il futuro”.

Confermata anche la partecipazione dell’associazione Cittàinsieme che dichiara “siamo convinti che le collusioni con la criminalità organizzata esistano da sempre nei palazzi del potere, soprattutto in quelli che sono meno sospettabili, e ne sono ritenuti immuni. Per ciò che riguarda la verifica degli indizi, dei sospetti, delle responsabilità personali attendiamo e sollecitiamo che la magistratura faccia, al più presto, luce e chiarezza”.

E se tra le istituzioni cittadine domina una sicula omertà ancestrale a farne la spese sono soprattutto i quartieri popolari, dove regna la povertà e i cittadini sono ostaggio della malavita organizzata. “ La mafia, nella colpevole assenza dello Stato, può comprare la dignità delle persone e rivenderne il voto. Per liberare i quartieri dalla mafia servono lavoro, scuole, case, e servizi sociali”, affermano gli organizzatori della manifestazione.Ma Catania questa volta non ci sta e urla: “No alla mafia!”.

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