Daniele Lo Porto

I mezzi di trasporto non portano bene a Nino Pulvirenti, patron – squalificato – del Calcio Catania; imprenditore dell’aeroplanino rampante; della spesa hard e degli alberghi di lusso.

In una calda mattinata d’inizio estate ha conosciuto l’umiliazione delle manette mediatiche, inchiodato dalle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta denominata “i treni del gol”. Il presidente della società calcistica, che appena due stagioni prima aveva centrato un miracoloso ottavo posto in serie A, si era trasformato in un ingenuo e sbadato macchinista che era finito deragliando nel fango dell’indagine della Procura etnea. La sua frase “stamu avvulannu!!!” registrata dopo una serie incredibile di vittorie che avevano risollevato la classifica della sbandata squadra rossazzurra adesso si legge quasi come la premonizione di una auto beffa.

Sì, perché se quel Catania “stava volando”, la compagnia aerea della quale Nino Pulvirenti era stato anche lì patron è precipitata in picchiata. Prima la fallita trattativa con Alitalia, poi il concordato preventivo e, adesso, a distanza di quasi due anni, un’indagine meticolosa svolta dalla Guardia di Finanza che ha accertato operazioni allegre. Una per tutte. Il marchio della Windjet la cui valutazione da poche centinaia di euro era schizzata a 10 milioni di euro per poi essere rivenduto, allo stesso originario proprietario, per appena due milioni di euro. Altro che saldi di fine stagione.

Non sappiamo se nelle numerose email intercettate dai finanzieri  Pulvirenti abbia scritto “stamu precipitannu!!!”, ma questo è l’esito attuale. Non arriviamo, naturalmente, a giudizi affrettati: il fascicolo dovrà passare l’esame del giudice per l’udienza  preliminare, ad esempio.

Ma, intanto, tutti si chiedono: e il Catania? La società calcistica cosa rischia? Magistrati e ufficiali della Finanza hanno escluso qualsiasi diretta conseguenza delle strane transazioni da Windjet e Meridi, aziende facenti parte della galassia Finaria, la holding che racchiude le varie attività di Nino Pulvirenti.

Sembra, però, abbastanza scontato che considerando che per un certo periodo il management del club calcistico ha coinciso in parte con quello della compagnia aerea, la Procura potrebbe estendere le indagini anche a Torre del grifo. Se già non l’ha fatto in conseguenza dell’inchiesta già citata “I treni del gol”.

Insomma, non ci stupiremmo se tra qualche  tempo si venisse a conoscenza che anche il pallone viene passato ai raggi X, da Torre del grifo alle operazioni avviate per la costruzione del nuovo stadio, in contrada Passo Martino, con tanto di terreno già comprato. Solo un’ipotesi, certo, o un semplice ragionamento. Nulla di più.

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