CATANIA – Un corteo per dire “Fuori la mafia dal Comune”, la città scende in piazza per manifestare contro le infiltrazioni mafiose nei palazzi del potere.  E’ previsto infatti per questo pomeriggio alle ore 17.30 il corteo antimafia organizzato dal coordinamento “Catania libera dalle Mafie”  che vedrà cittadini, associazioni e partiti uniti a favore della legalità. La marcia partirà dalla Villa Bellini e proseguirà fino a piazza Duomo.

Tante le adesioni, primi fra tutti gli esponenti  del Movimento 5  Stelle Catania, i quali dichiarano: “Le intercettazioni telefoniche tra Enzo Bianco e l’editore Mario Ciancio, il mega progetto del Pua e la gestione del Porto, le presunte infiltrazioni mafiose in Consiglio comunale e l’inaugurazione di una strada, con sindaco e assessore in prima fila insieme all’amministratore della discoteca Empire finito nel mirino della Procura di Catania, sono solo gli ultimi tasselli di un mosaico che non ci piace. Ancora meno ci piacciono, davanti a uno scenario del genere, i tanti, troppi “non sapevo” di Enzo Bianco”, e continuano, “Noi invece siamo consapevoli che chi governa una città deve conoscere il suo territorio per proteggerlo dalla mafia e dall’illegalità. È per questo che chiediamo con forza a Bianco e alla sua Giunta di andare via”.

Arriva anche dal SEL-SI il supporto all’iniziativa, “I fatti di cronaca che in questi giorni hanno nuovamente portato sotto i riflettori i rapporti tra mondo della politica cittadina ed ambienti vicini alle cosche criminali che da anni governo l’economia illecita della città di Catania, hanno reso necessaria una mobilitazione unitaria di tutte le forze della sinistra che riconoscono nella lotta alla mafia – ed hai rapporti tra mafia e politica – uno degli elementi fondanti della propria azione politica.

Molte anche le associazioni che prenderanno parte alla manifestazione tra cui OFFICINE SICILIANE che  dichiara “OFFICINE SICILIANE sabato 30 gennaio ci sarà, sosterrà la manifestazione “Catania libera dalle mafie”, che non ha colori, ma soltanto una bandiera, quella sotto la quale si riconosce chi ama davvero la città e desidera quella rinascita sempre promessa, mai realizzata”.

Un problema quello della mafia che non riguarda solo i luoghi deputati alla politica, ma anche i quartieri popolari che “vivono sotto il ricatto della criminalità organizzata. La mafia, nella colpevole assenza dello Stato, può comprare la dignità delle persone e rivenderne il voto. Per liberare i quartieri dalla mafia servono lavoro, scuole, case, e servizi sociali”.

Dall’altro lato c’è però chi difende a gran voce l’operato di Bianco e della sua giunta ponendo l’ accento su alcune iniziative promosse dal sindaco di Catania come il protocollo di legalità tra Prefettura e Comune siglato per verificare la legalità delle risorse usate per il progetto Prua o l’istituzione della giornata comunale in ricordo delle vittime di mafia. “Questa è la legalità, la lotta alla mafia e alla corruzione che una città deve mettere in campo e che il sindaco Enzo Bianco e il comune di Catania hanno compiuto.”, si legge in un documento firmato da Pasquale Pistorio, già presidente ST Microelectronics , Bruno Caruso, docente universitario e già assessore regionale al Lavoro, Nellinà Laganà, attrice, Antonio Perdichizzi, imprenditore, Sarah Spampinato, libera professionista e sottoscritto da varie associazioni e personalità catanesi, e ancora “Oggi che finalmente Catania ha voltato pagina superando gli anni bui ed alcune esperienze nefaste, i tempi in cui comandavano esponenti politici locali e regionali, alcuni dei quali poi condannati o in prigione, occorre dare una risposta a chi usa l’antimafia per fini politici o pubblicitari. Diciamo basta a chi vuole a tutti i costi il male della città e a chi vuole bloccare lo sviluppo della nostra terra che, finalmente, sta accelerando grazie ad un’aria nuova nel segno della legalità”.

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