di Agnese Maugeri

Il perfetto mix tra emozione e soddisfazione siciliana, è questo quello che il giovane regista Elio Sofia ha portato negli States, più precisamente nella patria del cinema Los Angeles, durante la prima edizione oltre oceano del Taormina Film Fest, presentata dalla organizzatrice e curatrice Tiziana Rocca.

12549063_10208625192414115_3269135050825397559_nApplausi fragorosi da tutta la platea dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles che è rimasta incantata per la storia raccontata da Elio nel suo documentario “L’ultimo metro di pellicola – The Last Reel” già premiato quest’estate a Taormina con il Cariddi d’oro.

La poesia con la quale il registra nel suo film parla della grande diva, la pellicola, narrando tutte le vicende dalla sua nascita fino all’attuale scomparsa, una cronaca dettagliata fatta di racconti dei tanti addetti al settore che amavano la “casta diva” come la loro stessa vita. Ma “L’ultimo metro di pellicola” non è solo un omaggio al cinema ma anche alla città di Elio, Catania. Infatti nel documentario protagonista insieme alla pellicola è la Via De Felice, una stradina nel cuore della città etnea conosciuta come La Via del Cinema, che dagli anni 50 fu il centro di distribuzione di film più attivo e proficuo della Sicilia. Oggi, così come per la pellicola, anche le luci sulla Via De Felice e su i suoi lavoratori si sono spente, tutte le attività sono cessate e ciò che è rimasto sono solo le memorie dei tanti ex proiezionisti, proprietari di sale, distributori e lavoratori della SAC (servizi ausiliari cinema) che Elio ha magistralmente raccolto e montato in uno strepitoso documentario, che fa rivivere quella magia che solo il rumore del proiettore e il cinema sapeva donare.

L’opera prima del giovane regista è un perfetto connubio tra Fellini e Tornatore, un docufilm che affascina gli spettatori sin dal primo momento, un lento amarcord sulla pellicola e sul cinema, su quel momento così intimo e speciale che si avvera solo all’interno di una sala cinematografica, quando in un unico ambiente, insieme a sconosciuti, si vive tutti la medesima emozione  condividendo una storia, un’esperienza, un sentimento.

Un successo che deve inorgoglire tutti i siciliani e in particolar modo i catanesi, finalmente Elio ha dimostrato8fe3e0f34d3083cba6fe73d62a783d7f_XL quanto la nostra terra sia piena di talento, di audacia ma soprattutto di onestà. Il documentario è stato girato nell’arco di tre anni dal regista con l’ausilio dello Studio Gazzoli, solo un gruppo di giovani amici con molta voglia di portare avanti un progetto tanto ambizioso quanto bello. Nessuna autorità ha aiutato Elio nella sua produzione e ancora oggi, nonostante il grandioso risultato continuano a tacere. Ma del resto il documentario vuole anche questo, mostrare il volto della Catania di una volta, dove la cultura e l’amore per l’arte come per il cinema erano basi fondamentali nella nostra società, se adesso la città vive un profondo stato di crisi, non soltanto economica ma soprattutto culturale e sociale, probabilmente è dovuto alla non curanza nei confronti del nostro passato, della tradizione e dei ricordi, bisogna rispettare la memoria e utilizzarla come strumento per migliorare il nostro futuro.

Complimenti a Elio per il suo successo e grazie per aver portata la testimonianza di una giovane Catania preparata ed elegante.

Agnese Maugeri

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