Foto Live Sicilia

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CATANIA – Uno striscione a lanciare uno slogan chiaro e condiviso, “Fuori la mafia dal Comune”, si apre così la manifestazione che ha visto la città di Catania scendere in piazza per protestare contro le infiltrazioni mafiose nel luoghi del potere politico e nelle periferie cittadine. Il corteo  di ieri, partito da Via Etnea e giunto fino a piazza Università,  è stato organizzato dal coordinamento “Catania libera dalle mafie” a partire dall’assemblea promossa da I Siciliani in occasione dell’anniversario dell’omicidio Fava, e ha coinvolto associazioni, comitati e singoli cittadini.

“Le Istituzioni hanno confermato l’infiltrazione mafiosa nel progetto di devastazione della Playa, PUA, nelle attività del Porto, nella gestione dei rifiuti, negli appalti pubblici, nei centri commerciali, nella gestione di alcuni locali notturni e in alcuni eventi culturali della città. Tocca alle catanesi e ai catanesi riprendersi la città, sottrarla al controllo mafioso e riconquistare la speranza. Fuori la mafia da Catania!” hanno dichiarato gli organizzatori e in tanti hanno aderito.

Al corteo hanno partecipato “I Siciliani Giovani”, Movimento 5 Stelle e SEL-Si,ma soprattutto semplici cittadini. La volontà è quella di dare alla città il cambiamento tanto desiderato e rinnovare la politica inaugurando una stagione all’insegna della trasparenza e della legalità. Le dimissione del sindaco Bianco vengono quindi chieste a gran voce dai manifestanti, ma la questione non è tutta,o meglio soltanto, politica, c’è anche un’emergenza sociale che grava sui quartieri popolari e sulle classi sociali meno abbienti. “I quartieri popolari di Catania vivono sotto il ricatto della criminalità organizzata. La mafia, nella colpevole assenza dello Stato, può comprare la dignità delle persone e rivenderne il voto. Per liberare i quartieri dalla mafia servono lavoro, scuole, case, e servizi sociali”, viene detto durante la marcia antimafia.

L’ iniziativa era stata definita “fuorviante” da consiglieri e personalità vicine a Bianco, ma i partecipanti al corteo non ci stanno e urlano a gran voce “Catania è nostra, non di Cosa nostra”. L’intento è quello di invocare lo scioglimento per mafia del Consiglio Comunale a seguito della relazione della commissione regionale Antimafia che ha segnalato dei contatti tra “soggetti destinatari di provvedimenti giudiziari per associazione mafiosa” e alcuni consiglieri comunali. Il corteo di eri nasce quindi da una volontà precisa, quella di voltare pagina, di non chinare la testa innanzi ai problemi di una politica cittadina sempre più macchiata da ombre e sospetti. I catanesi rialzano per questo la testa e dicono un forte ”No alla mafia” per sostenere la legalità.

 

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