Riceviamo e pubblichiamo

 

GELA – Sempre la solita storia vista e rivista alla quale non ci si può abituare, ma soprattutto rassegnare mai. Quando si tratta di mettere in atto e rispettare la programmazione che ha ad oggetto migliorie per gli esigui reparti della sanità della zona sud della ex provincia di Caltanissetta, la stessa si trasforma puntualmente in promesse non mantenute. Il Direttore Generale dell’ASP n. 2 di Caltanissetta, proprio in una intervista del 21 dicembre u.s. su una tv locale, affermava che quella del presidio di Gela certamente è “una situazione non ottimale su cui si deve intervenire”. Nella programmazione degli interventi che interessano il presidio di Gela, ve ne sono diversi di natura strutturale.

Fra questi, alcuni già effettivamente attivati, tra cui il trasferimento del reparto di ortopedia al quarto piano, la ricollocazione del reparto talassemia e dei locali di chirurgia generale, ed altri di cui non ci giunge ad oggi notizia quali l’attivazione del reparto dell’Utin, della Brest Unit, nonchè l’apertura del nuovo Pronto Soccorso.

Ancora il Direttore Generale : “Il programma che noi abbiamo, per qualcuno ambizioso, serve a dare servizi ai nostri cittadini” e poi per il mese di gennaio (p.v.) è in programmazione l’apertura del nuovo pronto soccorso”.

Ma gennaio è passato e i nuovi locali del Pronto Soccorso si possono solo ammirare attraverso la rete metallica di un provvisorio cancello di cantiere ancora in corso. E così ieri i componenti del comitato Gelensis Populus si sono presentati dietro questo sbarramento inscenando una provocatoria protesta, con braccia e gambe fasciate, e lì hanno trovato il “Pronto Soccorso chiuso”.

“Giorno 12 gennaio u.s. abbiamo inviato una richiesta di informazioni sullo stato dei lavori proprio per il nuovo pronto soccorso, – ha dichiarato Liliana Bellardita, portavoce del Comitato – comunicazione che è stata inviata al Direttore Generale, ma ad oggi non c’è pervenuta alcuna risposta. Lo spostamento del P.S. risulta, proprio in relazione alla programmazione degli interventi sulla struttura del presidio ospedaliero locale, funzionale rispetto allo spostamento di tutta una serie di altri reparti già esistenti nonchè alla creazione di nuovi reparti che si muovono tutti attorno al Pronto soccorso. Ci si riferisce alla cardiologia, alla radiologia, alla rianimazione ma, in particolare, all’Utin. Ci piacerebbe, in tema di programmazione dell’azienda sanitaria provinciale, che alle parole seguissero i fatti perché solo i fatti  danno servizi ai nostri cittadini. Servizi che ci vengono reclamati dalla città e per essa dalle numerose associazioni che fanno parte del Comitato per il quale oggi parlo e che operano nel mondo del volontariato nel settore sanitario”. “Abbiamo anche appreso della recente approvazione dell’atto aziendale in Commissione Sanità nonché dello sblocco delle assunzioni. Ci aspettiamo senz’altro, anche in questo senso, consequenzialità e fatti dalla attuale dirigenza atteso che Gela non può permettersi, nella sanità, di avere belle cattedrali nel deserto”.

Gelensis Populus intende tenere sotto osservazione gli sviluppi di ogni vicenda che riguarda il presidio di Gela e, qualora si registrassero ulteriori ritardi e/o inadempimenti, il Comitato intraprenderà ogni più opportuna forma di contestazione al fine di tenere accesi i riflettori sulla sanità del nostro territorio perché il diritto alla salute dei cittadini non può attendere né può essere tradito.

 

 

 

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