In occasione dei festeggiamenti Agatini, così come da consuetudine, il sindaco della città di Catania Enzo Bianco sforna la solita ordinanza per il divieto di accensione dei ceri.

Ricordiamo che l’ordinanza emessa dal sindaco ha carattere contingibile ed urgente al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini.

Ma a conti fatti cosa cambia? I vigili urbani che dovrebbero far rispettare l’ordinanza cosa fanno? Le risposte le abbiamo già ben chiare visti i trascorsi, citiamo a caso l’episodio del 2014 quando una macchina della polizia municipale posta davanti le maniglie del cordone con i lampeggiatori accesi, ad ogni sosta del Fercolo i suddetti dialogavano serenamente con i portatori dei torcioni accesi, senza rilevare alcuna sanzione . O forse Il sindaco non si è mai accorto del quantitativo di cera che riempie le strade del centro a festa finita? Sicuramente anche quest’anno “come da consuetudine” sarà la stessa storia, perché qui a Catania “ siamo fedeli alle tradizioni”; dunque i vigili urbani continueranno a “passeggiare”? Perché il comune di Catania fa la lotta agli abusivi del torrone e non a quelli dei ceri votivi accesi?

Qualche commerciante di via Etnea avrà qualcosa da ridire visti i piccoli incendi che hanno distrutto nel febbraio 2015 alcune vetrine ( tutto questo davanti agli occhi ciechi dei vigili urbani), così come avrà da ridire il cittadino che ha riportato piccole ustioni durante il passaggio dei ceri votivi accesi.

Speriamo, ad oggi, che l’ordinanza del sindaco Bianco non sia come ogni anno una “ consuetudine” per rispettare solo formalmente il Codice della Strada, ma un atto di responsabilità realmente esecutivo per tutelare l’incolumità dei cittadini.

Mario Privitera.

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