di Anna Rita Fontana

Ha concluso in bellezza la settimana musicale agatina nella Monumentale Chiesa della Badìa , l’applaudito concerto tenuto dal Coro Lirico Siciliano e dall’ensemble d’archi, sotto l’accuratissima direzione di Francesco Costa, nel terzo appuntamento del festival 2016, per la seconda stagione concertistica di Musica classica e sacra, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Catania. Ancora una volta la nostra amata Santuzza è stata omaggiata dalla musica, e per l’occasione da una delicata operazione filologica che ha fatto rivivere il Vespro agatino, tratto dai messali del museo diocesano, attraverso la genuina trasparenza del Coro lirico, distintosi per nitore stilistico e compatta omogeneità sonora, impressi dall’autorevole bacchetta di Costa.CORO LIRICO CHIESA BADIA

Attingendo da fonti musicali del Settecento, sulla trascrizione dei manoscritti musicali del musicista catanese Giuseppe Geremia a cura di Daniela Calcamo e Daniele Cannavò ( solista del versetto a preludio di ciascuna antifona dei salmi), una compagine armoniosa affrontava con equilibrio e intensità espressiva la liturgia vespertina, affiancandosi a un attento ensemble d’archi, pronto a coniugare le amenità melodiche di Geremia ad una ispirazione composta. Gli esiti polifonici ben calibrati, e senza effetto di riverbero vocale, grazie alla fermezza gestuale di Costa, sono stati resi ancora più suggestivi dalla nuova illuminazione della gelosia del crocifisso e degli altari laterali.

CORO LIRICO VESPRO AGATALa flessuosa bacchetta del direttore  ha curato l’esprimersi devozionale delle melodie gregoriane, nonchè dei salmi nella scansione melodico- testuale dei registri femminili e maschili nelle loro tornite e spiccate emissioni velate di misticismo, attraverso i vari brani, quali Dixit Dominus, Confiteor, Beatus Vir, Laudate Pueri, e soprattutto nell’esultanza corale del Magnificat e del Salve Regina, accanto all’apprezzatissimo ruolo solista del tenore Alberto Munafò ( nonché presidente dello stesso coro).

L’uditorio sia pure non numeroso ha espresso il suo consenso per la non facile e preziosa ricostruzione musicale della liturgia vespertina in onore della nostra Agata, quale segno della spiritualità che connota la ricorrenza, sottolineandola col dovuto rispetto. Ed è significativo che l’arte della musica abbia contribuito efficacemente a un momento di comunione spirituale, fra tutti i devoti di Agata avvolti in un solo sentire che ha riunito la città etnea nella grande festa in corso, tributata  alla martire catanese.

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