Monte Guastanella, la bellezza naturalistica e archeologica con la tomba di Minosse

 

di Anna Rita Fontana

Torna sotto i riflettori Monte Guastanella, ubicato in territorio agrigentino, nel comune di Santa Elisabetta, argomento già ampiamente trattato sul sito di Sicilia journal, in quanto oggetto di un interessante saggio dell’archeologa palermitana Rosamaria Rita Lombardo ( docente nei Licei a Milano) dal titolo L’ultima dimora del Re. Una millenaria narrazione siciliana “svela” la tomba di Minosse ( Fara Editore). La montagna, con suggestivi anfratti e cavità rupestri, posta su un pianoro a strapiombo, con la cima chiamata “lu Pizzu”, e di proprietà dell’autrice ( il cui padre ne acquistò il feudo nel 1947), secondo un’ipotesi avanzata da quest’ultima, accoglierebbe nelle sue viscere le spoglie del re cretese Minosse, perito di morte violenta in Sicilia sulla rocca di Camico ( corrispondente, secondo i nuovi studi della Lombardo, a Monte Guastanella, tra Raffadali e Santa Elisabetta ) presso il re Cocalo, a causa di una congiura ordita da Dedalo, che vi era ospite dopo essere fuggito da Creta.FOTO GUASTANELLA 39LOMBARDO DAVANTI AL MONTE GUASTANELLA

Un’ipotesi intrigante, suffragata da autorevoli fonti storiche ( Erodoto, Tucidide, Aristotele, Diodoro Siculo) e dalla saga di Minosse che, legata al mondo cretese-miceneo della Sikania agrigentina, si avvale di una tradizione millenaria orale, con una testimonianza “aedica” degli abitanti e frequentatori del luogo ( a partire dai genitori della scrittrice Niccolò Lombardo e Giuseppina Gueli), depositari del mito che si è fatto storia sacra e tramandato alla scrittrice sin dalla tenera età in dialetto siciliano ( Lu re Mini- Minosse è drivucatu intra la Muntagna di Guastanedda. E tuttu chinu d’oru…). Sulla roccaforte, antico insediamento di comunità puniche, normanne, minoiche e micenee, converge da tempo l’attenzione dell’ambasciatore Unesco Ray Bondin, che ha già incluso il sito Guastanella nella World Monuments Watch List, dal gruppo che ha base negli Stati Uniti, il World Monuments Fund, in una lista di 100 siti a cadenza biennale, tra quelli che suscitano attrazione a livello mondiale, anche sotto il profilo di “paesaggio culturale”, oltre che storico, e che pertanto sono candidabili al Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Copertina L'ultima dimora del ReLa malìa del mito che aleggia sulla montagna appassionando la scrittrice, ha attirato anche l’attenzione del giornalista Miska Ruggeri, come si evince da un suo recente articolo pubblicato sul quotidiano Libero Pensiero: oltre a rilevare un ambiente ipogeo e un vano cultuale ad esso sovrapposto, connessi alla sepoltura del re Minosse, ci si sofferma sull’etimologia di Guastanella, dal minoico Wastanedda ovvero “città del re” da “wanax” e “stan”, nei rispettivi significati di re e dimora, luogo, città, contemplata nella lista delle fortezze di Sicilia. E sul “panorama iconografico”(così definito da Ruggeri) egeo-anatolico, che allude a grafemi e immagini sul monte, come il reticolo tauromorfico inciso sul pianoro della montagna ( con una croce al suo interno, o segno di x vicino alla figura crucciata di un individuo) al quale si collega il tiranno Falaride ( dal 570 al 554 a. C.) che lottò contro i Sicani e i Cartaginesi, dalle evidenti mire espansionistiche sull’isola.

Notevoli le bellezze storico-naturalistiche del sito, come si evince dalle fotogallery sotto il titolo: secondo il prof. Cultraro ( primo ricercatore al CNR dell’Università di Catania e docente di Preistoria egea all’Università di Palermo), sotto le strutture del monte si registra un sostrato preistorico risalente all’età del bronzo la cui presenza umana è comprovata, dal terzo millennio a.C., da un paio di tombe a grotticella scavate nel calcare. Col fascino di quel mito che, attingendo al pensiero primitivo con l’uomo antichissimo e nella sua interezza, come afferma il prof. Settimio Biondi ( ex assessore alla Cultura della provincia di Agrigento), non potrà mai essere soppiantato dal raziocinio, secondo Platone. Pertanto il pensiero dovrà sempre attingere alla memoria ancestrale del mito che diviene storia tramandata oralmente, scritta ed elaborata, come quella che si narra sulla sepoltura di Minosse: mito “corroborato dall’archeologia”, che, come afferma la Lombardo (allieva dei mitici professori Pietro Orlandini, Dario del Corno e Momolina Marconi dell’ateneo milanese) deve farsi vessillifera della ricostruzione storica di antiche civiltà al fine di restituirci il loro valore.FOTO GUASTANELLA 31

La docente, propensa a mettere in atto al più presto una campagna di scavi sul luogo, per dimostrare la veridicità della sua tesi, si auspica che la ricchezza del nostro passato converga col suo “cuore antico” nel nostro futuro, affinchè “la ricca vecchiaia” sia la “giovinezza dei popoli” secondo le parole a lei care di Cesare Pavese ; e soprattutto, in linea con l’ambasciatore Ray Bondin, si augura che la valorizzazione del monte Guastanella possa favorire nuove prospettive di crescita turistica del sito agrigentino.

Per maggiori informazioni si segnalano i seguenti link:

http://www.siciliajournal.it/archeologia-l’ultima-dimora-di-minosse-il-re-cretese-sepolto-nell’agrigentino/
http://www.siciliajournal.it/archeologia-rosamaria-rita-lombardo-alla-ricerca- dell’ultima-dimora-del-re/
http://www.siciliajournal.it/-monte-guastanella-la-tomba-di-minosse-archeologia-tra-storia-e-mito/
http://www.siciliajournal.it/-monte-guastanella-il-mito-tra-verita-e-le-verità-nel-pensiero-di-settimio-biondi/

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