I frutti di “arancia rossa di Sicilia” all’atto dell’immissione al consumo rispondono a caratteristiche specifiche tipiche della varietà cui appartengono.

La Sicilia è la terra baciata dal sole ricca di risorse naturali, l’isola degli agrumeti d’eccellenza di cui si respira il profumo. Nonostante questo le nostre arance continuano ad andare al macero, nei supermercati della grande distribuzione siamo ormai abituati a trovare arance provenienti dall’estero che però vengono spacciate per siciliane. E allora la domanda sorge spontanea, perché l’agricoltura siciliana è costantemente umiliata? A chi possiamo attribuire queste mancanze se non a chi ci rappresenta al Governo o all’Unione Europea? Il sogno dei siciliani si realizzerà solo quando le nostre arance di qualità conquisteranno prima di tutto la Sicilia, poi l’Italia e gli altri continenti.

La definizione arancia rossa di Sicilia (IGP) è usata per indicare alcune varietà di arance a Indicazione geografica protetta (IGP) coltivate in numerosi centri delle province di Catania, Enna, Ragusa e Siracusa. Caratteristiche dei frutti degli agrumi. La denominazione IGP riconosce come arance rosse di Sicilia le seguenti varietà: Il nuovo Anno porterà nelle tavole dei consumatori la produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP.

Ha preso il via la campagna di commercializzazione del frutto pigmentato come stabilito dal Cda del Consorzio di Tutela nel corso della riunione del 14 Dicembre. Il “Moro” sarà in vendita dal 04 Gennaio 2016, il “Tarocco” dal 10, mentre per il “Sanguinello” occorrerà aspettare qualche settimana. La decisione del Consiglio di Amministrazione segue il criterio di maturazione del frutto così come prevede il Disciplinare di Produzione.

Le caratteristiche delle arance si presentano con buccia di colore arancio acceso con sfumature rosse variabili a seconda delle varietà e del momento di raccolta e sapore dolce.

Il Disciplinare di produzione della Indicazione Geografica Protetta “Arancia rossa di Sicilia” è regolata dalla Circolare del Ministero per le Politiche Agricole – GURI n. 240 del 14 ottobre 1997 che ha determinato l’Iscrizione nel “Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette” ai sensi del Reg. CE n. 1107/96.

Abbiamo posto qualche domanda a Giacomo Rindone che è costretto a portare le proprie arance porta a porta a Roma, Firenze, Bologna Torino, Svizzera, Francia e Belgio.

1)Da dove nasce l’idea e da chi di pubblicizzare le arance e partire proprio da Roma. Raccontaci il tuo inizio e come sei arrivato ad avere successo tra i romani e non?

 Nel 2015 dopo un fine settimana a Roma decidiamo di realizzare un vecchio progetto di papà: portare le nostre arance direttamente al consumatore.
Perché a Roma ? Dopo aver visto gli agrumi e assaggiato le spremute che venivano servite ai turisti e alle famiglie romane è scattata la molla!
Nel giro di due mesi ho comprato un furgoncino e l’ho personalizzato applicando 3 grandi adesivi rappresentanti la Sicilia con su scritto “Comprereste un Chianti del Sudafrica o un parmigiano giapponese? Per lo stesso motivo vi consigliamo di provare le nostre arance! ” frase scritta da papà più di vent’anni fa quando “stretto dalla morsa dei commercianti” e dal loro gioco sporco nei confronti dei produttori ha iniziato la commercializzazione del nostro prodotto.
Ritornando al progetto, non conoscendo quasi nessuno a Roma i primi giorni non è stato semplice, ricordo il primo giorno dopo aver parcheggiato fuori da un centro commerciale iniziai ad offrire spremute alle persone dicendo che se le avessero trovate buone avrebbero pouto comprarle.
I giorni successivi ho pensato di regalare a tutti delle buste contenenti 4 frutti e il mio volantino e dopo qualche giorno il telefono iniziò a squillare, le nostre arance iniziavano a conquistare i palati diffidenti dei cittadini romani.

2) Secondo te come mai in Sicilia, l’isola per eccellenza degli agrumi, il mercato delle arance non decolla?

Per strani meccanismi la Sicilia che 60/70 anni fa faceva dei suoi agrumi il fiore all’occhiello, oggi è arrivata al punto che molti produttori non raccolgono più i loro frutti…
Per avere una produzione discretamente buona l’agrumeto ha bisogno di tante cure ma poi arrivano i signori commercianti e ti offrono 9/15 centesimi (quando va bene) e raramente (mai) 40/50 centesimi per piccoli lotti con frutti di pezzatura grossa…
Per non parlare delle arance che ogni tanto arrivano da non so dove dentro dei container e dopo una veloce lavorazione magicamente si trasformano in arance siciliane.

3) A chi o a cosa si può prima di tutto attribuire una colpa?

La colpa? Non lo so, sono troppo giovane per sapere tutti i passaggi politici e non degli ultimi 60 anni, una cosa è sicura se oggi la nostra azienda di famiglia fornisce Belgio, Francia e Svizzera e quasi tutto il nord Italia è grazie alla nostra ottima qualità, ma soprattutto il merito va a quei commercianti (non tutti) che raccoglievano i frutti migliori e poi sparivano o aspettavano una grandinata per tagliare il prezzo o semplicemente staccavano assegni a 90/120 giorni da conti vuoti quindi quando arrivava il giorno tanto atteso l’assegno risultava scoperto… vergogna!

4) Perché le nostre arance di qualità non vengono vendute in Sicilia?

In Sicilia “l’aranci venunu accattati ntalapa” spesso per non dire sempre rubate e le istituzioni non vedono e non fanno nulla, 3 kg prima scelta 80 centesimi non devo dire più nulla!

5) Qual è il tuo sogno ancora da realizzare ?

Il mio sogno?

Conquistare Roma! Chi penserà a una spremuta o avrà voglia di mangiare un’arancia siciliana  eccellente da dicembre a marzo dovrà cercare solo i frutti dell’azienda agricola Santi Rindone.

Complimenti Giacomo il tuo sogno in parte si è realizzato.

 

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