Gaetano Fisauli

RANDAZZO − Il sindaco di Randazzo ha convocato un’apposita riunione, con la partecipazione delle Forze dell’Ordine per valutare le possibili soluzioni da adottare al fini di garantire un maggiore rispetto dell’ambiente sia nel centro storico che nelle zone periferiche di Randazzo.

La gestione del servizio RR.SS.UU. in forma diretta da parte del Comune di Randazzo è iniziata il 1 Ottobre 2013 a seguito della riforma del settore attuata nella nostra Regione con LR 9/2.010, con la quale venivano, in pratica, cessate le attività svolte dalle ATO, oggi FATO CT1 Joniambiente S.p.a.. Fin dal primo giorno di gestione la situazione è sembrata critica in quanto in diverse aree del territorio erano presenti cumuli di rifiuti abbandonati, potenzialmente dannosi sia per l’uomo che per l’ambiente. Nel periodo di gestione sono stati rimossi circa 300 tonnellate di rifiuti provenienti da micro discariche. Questo ha determinato oltre a un danno per l’ambiente anche un incremento dei costi: 40.000 euro circa di oneri di smaltimento in discarica e 10.000euro circa come costi per il personale e automezzi impiegati.

Va evidenziato che nel corso degli anni 2014-2015, a seguito degli accertamenti della squadra di Polizia Ambientale ed attraverso le numerose segnalazioni da parte dei cittadini, sono stati rimossi circe 1.500 Kg di materiale contenente amianto con relative bonifiche delle aree sulle quali giacevano, ed è in atto l’avvio delle procedure di gara per la rimozione di circa 2.500 Kg di materiale contente amianto e per la bonifica dei siti contaminati.

Inoltre giornalmente vengono rimosse diverse tonnellate di rifiuti che puntualmente vengono lasciate ne seguenti siti: Abbeveratoio contrada Santa Caterina, Abbeveratoio contrada Montelaguardia, Isola ecologica e balze fiume Alcantara via Caporale Castiglione, Villa Mirone e Fontana contrada Sciarone.

Attualmente sono state accertate ulteriori micro discariche ove sono presenti non meno di 50 tonnellate di rifiuti di vario genere per le quali il Comune sta attuando le procedure di rimozione e smaltimento con conseguenti costi a carico della collettività.

Al fine di contrastare questo dilagante malcostume l’Ente ha provveduto, con le esigue risorse a disposizione, ad organizzare dei servizi aggiuntivi di controllo, anche notturni, del territorio affidando alla Polizia ambientale in forza al nostro Comune i suddetti servizi.

Questa attività di controllo ha permesso di elevare circa 90 sanzioni amministrative nei confronti dei trasgressori colti in flagranza od a seguito di indagini sui rifiuti abbandonati.

Nonostante i servizi aggiuntivi programmati i risultati ottenuti, seppur significativi, non hanno consentito la repressione del fenomeno, segno che urge un controllo del territorio più assiduo che non può essere assicurato esclusivamente con le forze in dotazione a questo Comune.

È indubbio che il Comune di Randazzo non può permettersi più questo danno, sia in termini economici, con pesanti ricadute sui cittadini, che ambientali, con ricaduta sull’immagine del Comune, unico  in Italia a ricadere nel territorio di ben tre parchi naturali protetti (Parco dell’Etna, Parco dei Nebrodi ed il Parco fluviale dell’Alcantara.).

Per questo è necessario un ulteriore impegno trasversale da parte di tutte le forze dell’ordine presenti nel territorio al fine di far rientrare questo malcostume generale nei parametri della legalità e nel rispetto dell’ambiente.

Tonnellate di copertoni, tubi in eternit e materiale di risulta facevano parte di discariche abusive visibili su Google Map.

L’ombra della mafia, una gestione illegale dei rifiuti che diventa un mercato, con  una domanda di riduzione dei costi connessi allo smaltimento legale dei rifiuti e con un’offerta, spesso espressione di un contesto di criminalità organizzata, in grado di fornire un servizio tale da sollevare da tutti gli adempimenti connessi alla dismissione del rifiuto, a costi notevolmente inferiori rispetto a quelli richiesti dall’osservanza delle prescrizioni normative, a causa di una scarsa presenza di apparati statali.

I produttori di rifiuti hanno l’obbligo di tenere un registro di carico e scarico su cui devono annotare le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti, da utilizzare ai fini della comunicazione annuale al Catasto. Queste annotazioni devono essere effettuate almeno entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dallo scarico, inoltre il trasporto di rifiuti in conto proprio, anche occasionale, se compiuto senza autorizzazione, è reato.

 

 

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