ACIREALE − Nella mattinata odierna, al termine di un’articolata e complessa indagine, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa in data 4 febbraio 2016 dal G.I.P. del Tribunale di Catania .nei confronti di 3 persone:

  • Primavera Mario (cl.’57)
  • Lizio Venera (cl.’71)
  • Mammino Orazio (cl.’67)

Nel corso della medesima operazione, inoltre, sono stati notificati i provvedimenti cautelari dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, prima e dopo gli orari di lavoro, nei confronti di altre 12 persone:

  • Grasso Antonio (cl.’65)
  • Cocilovo Mario (cl.’62)
  • Calvagno Giuseppe (cl.’60)
  • Di Bartolo Carmelo (cl.’56)
  • Amore Carmelo (cl.’68)
  • Currò Pietro (cl.’65)
  • Anastasi Anna Maria (cl.’51)
  • Messina Teresa (cl.’56)
  • Musmarra Orazio (cl.’59)
  • Valerio Pietro (cl.’55)
  • Trovato Salvatore (cl.’69)
  • Trovato Santo (cl.’59)

I suddetti indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di cui all’art. 55 quinquies d.lgs. 165/2001 (che riguarda il lavoratore dipendente di una pubblica amministrazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente) e di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico, reati commessi in concorso (articoli 640, 2° comma nr.1 e 110 del c.p.).

L’attività investigativa, condotta nell’arco temporale febbraio – marzo 2015 è stata portata avanti, in sinergia con l’A.G., dagli agenti del Commissariato di P.S. di Acireale i quali hanno anche fatto ricorso a intercettazioni ambientali e videoriprese.

Detta attività ha consentito di individuare l’esistenza di una consolidata e articolata prassi da parte di numerosi dipendenti del Comune di Acireale, consistente nella “strisciatura plurima” dei badge personali presso gli appositi “rilevatori di presenza”, in modo da far risultare l’ingresso e la presenza all’interno dell’ufficio di appartenenza di colleghi che, in quel momento, non erano presenti e che, in taluni casi, non avrebbero prestato effettivo servizio.

Le indagini, infatti, sono state supportate dalle immagini ottenute da alcune telecamere nascoste, installate dagli investigatori presso gli ingressi dell’edificio comunale, dalle quali si potevano ben vedere alcuni dipendenti comunali che “strisciavano” un numero plurimo di badge (oscillante tra i due e i cinque), talvolta anche consecutivamente, in modo da far rilevare al sistema informatico la presenza dei colleghi in realtà assenti.

Ovviamente, quanto è risultato dalle immagini così acquisite è stato incrociato con i dati estrapolati proprio dal sistema informatico di rilevazione delle presenze del Comune di Acireale che, collegato ai “lettori marcatempo”, permetteva ai dipendenti infedeli di apparire “formalmente” presenti e, quindi, percepire il relativo compenso economico.

Questa certosina attività di incrocio dei dati e di riscontro, unita a una individuazione fotografica degli stessi dipendenti, ha permesso di identificare compiutamente e, quindi di denunciare, 62 dipendenti comunali: tra essi, alcuni sono gli esecutori materiali delle strisciate plurime, altri sono i beneficiari delle predette condotte illecite.

I provvedimenti cautelari sono stati, dunque, richiesti ed ottenuti da parte dell’A.G. unicamente nei confronti dei soggetti le cui posizioni processuali sono risultate di maggiore gravità.

L’indagine ha preso vita il 26 febbraio 2015 e si è bruscamente interrotta il 13 marzo successivo allorché uno dei dipendenti indagati, prima di effettuare la strisciata di routine, guardandosi intorno con attenzione allo scopo di verificare di non essere osservato, ha notato la presenza della telecamera, nonostante la stessa fosse ben occultata. L’uomo l’ha immediatamente danneggiata, asportandola o comunque rendendola inutilizzabile. Nonostante il breve arco cronologico dell’indagine, è emersa una situazione di diffusa illegalità che ha riguardato poco meno di un quarto dei dipendenti comunali in servizio presso gli uffici oggetto di indagine.

L’attività investigativa si è, poi, concentrata sull’analisi delle posizioni e dei comportamenti di ciascun dipendente, al fine di distinguere opportunamente le condotte reiterate e continuative – sintomo di un preventivo accordo illecito tra i dipendenti interessati – dalle altre condotte che, in relazione all’intervallo temporale monitorato, sono apparse sporadiche e/o occasionali. In altri termini, si è cercato di capire chi fosse un habituè della strisciata multipla e chi, invece, ne facesse ricorso solo occasionalmente.

Inoltre, nel caso delle condotte ripetute, è stata presa in esame la circostanza che il dipendente possa essere stato, nel corso della giornata lavorativa considerata, del tutto assente o meramente ritardatario.

Questo approfondimento investigativo è stato necessario al fine di quantificare temporalmente le “assenze” e, ferma l’illiceità di tutti i comportamenti irregolari rilevati, di graduarne il disvalore, nonché di quantificare il danno erariale.

Caso limite, ad esempio, quello di un dipendente il quale, nel periodo interessato, non si è mai recato al lavoro, se non per qualche breve e sporadica apparizione pur risultando presente, in base al registro informatico di rilevazione delle presenze: ciò grazie alle false “strisciate” effettuate da una sua collega compiacente, specificamente incaricata.

“Un sindaco non può cogliere con piacere una simile notizia, ma bisogna essere severi nei confronti di coloro che adottano atteggiamenti che vanno contro la pubblica amministrazione. Attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio, ciò nel rispetto dei dipendenti del comune di Acireale che giornalmente svolgono il loro dovere. Saremo rigorosi nell’applicare le leggi vigenti di competenza dell’amministrazione comunale previste per questo genere di reati, − dichiara il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo. Ci costituiremo parte civile negli eventuali procedimenti penali e confermiamo fin da ora la massima collaborazione con la Procura etnea e le forze dell’ordine, a cui forniremo subito tutti gli atti in nostro possesso necessari per le indagini. Confido nell’azione della magistratura e spero che gli impiegati coinvolti possano trovare ragioni per giustificare i fatti contestati”.

Il deputato etneo di Forza Italia, Basilio Catanoso, commenta: “Innanzi tutto i complimenti vanno alla Polizia di Stato e alla magistratura per la conduzione di una inchiesta impegnativa e articolata, che fa trasparire le inefficienze che possono verificarsi in parecchi comuni e, nel caso specifico, nel Comune di Acireale, vista anche la percentuale altissima di indagati rispetto al numero complessivo del personale (più del 10 per cento, se confermate le indiscrezioni che leggiamo sulla stampa) cosa questa che preoccupa particolarmente. E’ una operazione investigativa che direttamente premia tutti i cittadini che quotidianamente lavorano nel pubblico e nel privato, e che indirettamente premia anche quei dipendenti diligenti del Comune di Acireale che, invece, costantemente fanno il proprio dovere, svolgendo il proprio compito con ruoli significativi a tutto vantaggio della comunità acese e dell’ente municipale di cui sono dipendenti (non si può fare di tutta l’erba un fascio!).
Il cittadino, così, sente davvero l’esistenza delle istituzioni, si sente garantito da uno Stato troppe volte assente. In riferimento alla attuale vicenda, bisogna distinguere tra le responsabilità personali degli impiegati ed eventuali responsabilità, o omissioni, delle gerarchie amministrative e dirigenziali.
Quello odierno è un segnale di grande attenzione ai diritti dei cittadini, che ripercorre anche le strade indicate dalla precedente amministrazione “Garozzo”, il cui sindaco più volte firmò direttive ai dirigenti sulla gestione attenta dei cartellini di controllo, inviando inoltre, in diversi casi, la Polizia municipale negli uffici per dei “blitz” di verifica del personale effettivamente al proprio posto di lavoro (che non ebbero riscontri in responsabilità di alcuni dipendenti sol perché giustificati, in qui casi, dai dirigenti dei settori interessati).
In attesa di notizie più precise, che arriveranno dagli organi inquirenti, mi sento di dover precisare che la chiarezza sulle vicende di “lavoro nel pubblico” non può non prevedere la necessità di un controllo su responsabilità e presenze anche di funzionari e dirigenti, ad oggi talvolta difficilmente controllabili per le cosiddette “esigenze esterne di ufficio”.

L’operazione portata a segno dalla Polizia di Stato e dalla Procura di Catania contro i dipendenti assenteisti al Comune di Acireale merita un plauso convinto e incondizionato”. A dichiararlo è Fausto Raciti, deputato nazionale e segretario regionale del Partito democratico. “I comportamenti scoperti e descritti dalle Forze dell’ordine – prosegue Raciti – non sono tollerabili nel pubblico impiego, abbattono la qualità dei servizi erogati dagli Enti locali e fanno precipitare ulteriormente la fiducia della cittadinanza verso le istituzioni che dovrebbero tutelarli. In questo senso, mi sembra una buona notizia che l’indagine sia partita da segnalazioni e lamentele dei cittadini. Ed è un peccato che il sistema interno di controllo amministrativo non abbia funzionato. Oggi è un bel giorno per i dipendenti che quotidianamente compiono per intero il loro dovere, che sono poi le prime vittime di furbetti e assenteisti. Auguro – conclude Raciti – che sulle responsabilità individuali venga fatta chiarezza in tempi brevi”.

 

Per scaricare il video cliccare il seguente link:

http://www.poliziadistato.tv/c_Tr5lRmET0t

 

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