Sul caso Myrmex abbiamo un timore: che l’ad Calvi punti alla vendita dell’immobile della Zona industriale tenendo per sé il laboratorio pubblico-privato, con l’obiettivo di ricevere la seconda tranche dei finanziamenti MIUR. Se così fosse non sarebbe solo tecnicamente impossibile, ma politicamente scorretto anche da parte  del CNR. E per questo Regione, Comune e Miur non potrebbero rimanere a guardare”. 
L’allarme arriva dai segretari Cgil e Filctem Cgil, Margherita Patti e Peppe D’Aquila, dal segretario provinciale Uil Alfio Avellino, e dagli RSU Nuccio Canarelli (CISAL) e Giovanni Cantone (Cgil). Giorno 17, intanto, i sindacati incontreranno il presidente Crocetta per confrontarsi sugli ultimi risvolti della vicenda a Palazzo  d’Orleans e per ottenere l’esecutività della delibera regionale del 2011. 


Che i timori sindacali coincidano con le reali intenzioni di Calvi non c’è certezza, ma a fronte degli ultimi eventi, i rappresentanti di Cgil, Filctem, Uil e Cisal, mettono le mani avanti: se la mossa della vendita al CNR fosse quella di incassare la seconda tranche, tre milioni di euro, dei finanziamenti del Ministero della Ricerca, allora i dubbi che risalgono già ai tempi della denuncia alla Procura della Repubblica, sarebbero stati fondati. “Allora ipotizzammo che nell’operazione Pfizer intravedevamo più un intento speculativo che un reale progetto di rilancio imprenditoriale. Vorremmo essere smentiti dai fatti e in tempi brevissimi. Anche se, di contro, siamo stupiti che Calvi asserisca che l’annuncio di vendita on line da noi scoperto pochi giorni fa, sia stato fatto a sua insaputa. L’avvenimento sarebbe quantomeno singolare (ci chiediamo come possa accadere che un amministratore non sappia della vendita in atto della sua stessa azienda) , così come è altrettanto singolare che l’annuncio ricco di foto e particolari tecnici che valorizzavano il centro di ricerca, noti solo agli addetti ai lavori,  sia sparita dopo la nostra segnalazione“, continuano i rappresentanti. 

In gioco non ci sono, dunque, solo i 62 posti di lavoro che oramai fanno capo ad altrettanti licenziati, ma il destino di un laboratorio d’eccellenza, di una immensa eredità della ricerca catanese e del territorio stesso che perderebbe un altro pezzo di storia imprenditoriale di notevole valore. Intanto, il segretario Uil, Alfio Avellino, e il rappresentante CISAL, Canarelli, tengono a precisare che “gli attacchi sferrati dall’amministratore Calvi contro la Cgil di Catania in queste ultime ore non sono comprensibili, poiché diretti ad una sola delle sigle. Sin dall’inizio abbiamo invece lavorato unitariamente, mettendo insieme energie, strategie e finalità”.

RMDN
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