Pareggio a reti bianche tra Catania e Lecce nell’anticipo della 22^ giornata del campionato di Lega Pro. Occasione sprecata per entrambe le squadre che, per obiettivi diversi, alla vigilia puntavano alla vittoria. L’appello a riempire gli spalti dei gruppi organizzati della tifoseria rossazzurra non trova la risposta significativa della piazza. Neanche 8000 spettatori al “Massimino”. Gara vivace nel primo tempo, con Calil e Moscardelli protagonisti. Il primo trova Perucchini sempre pronto, il secondo sbaglia un calcio di rigore concesso per dubbio fallo di mano in area e centra l’incrocio dei pali nei minuti finali del primo tempo. Stanchezza e poca imprevedibilità nella ripresa segnano il risultato finale della partita. Occasione sprecata, la svolta non arriva. Tassello dopo tassello, il Catania proverà a comporre il puzzle della salvezza.

LA GARA

Pancaro, fedele al 4-3-3 schiera in campo lo stesso undici iniziale della partita di Ischia, con la sole eccezioni di Bastrini per Pelagatti e di Musacci, che a centrocampo prende il posto del giovane Pessina. In attacco fiducia nel tridente Calderini-Calil-Falcone, Lupoli parte dalla panchina Nel Lecce di Piero Braglia, invece, solito 3-4-3. Freddi, Cosenza e Legittimo davanti a Perucchini; Lepore, Papini, Salvi e Liviero compongono invece il pacchetto di centrocampo mentre in attacco il tridente è formato da Surraco, Moscardelli e Doumbia.

Ritmi subito vertiginosi, entrambe le squadre cercano la vittoria. Dopo neanche un minuto Lepore mette i brividi alla formazione rossazzurra e al pubblico di fede catanista con un sinistro che sfiora il palo. La reazione dei padroni di casa è affidata ad una conclusione dalla distanza di Falcone che non impensierisce Perucchini. Siamo al 3′. Un minuto dopo l’episodio che può cambiare la partita: fallo di mano di Garufo in area (con il giocatore però di spalle), l’arbitro Morreale giudica volontario l’intervento e concede il calcio di rigore. Dal dischetto Moscardelli si fa ipnotizzare da Liverani e tifosi e spedisce a lato, angolando troppo. L’episodio scuote il Catania che comincia a giocare in avanti con una certa efficacia. Al 6′ bravo Perucchini su conclusione ravvicinata di Bastrini, al 9′ l’estremo difensore neutralizza anche Calil con un ottimo intervento. Le due compagini non si risparmiano e continuano a darsi battaglia sul rettangolo verde. I rossazzurri soffrono quando sugli esterni Surraco e soprattutto Doumbia accelerano silurando Garufo e Nunzella. Al 14′ è Moscardelli ad andare vicinissimo al gol, bravo Liverani a sventare sulla deviazione da distanza ravvicinata. I due portieri sono i protagonisti indiscussi del match. Al 18′ Perucchini dice ancora no al capitano degli etnei Calil, mettendo in angolo sulla conclusione dal limite dell’area dell’attaccante. Si scalda il pubblico. Le due curve contestano la proprietà Pulvirenti. Intanto la gara si incattivisce: vengono ammoniti Surraco, Papini e Musacci, oggi in giornata positiva con buone geometrie prodotte in cabina di regia. Al 33′ e al 39′ si ripropone il duello Calil-Perucchini, ma il colpo di testa prima e la conclusione mirata all’incrocio dei pali poi non hanno fortuna. Prima del fischio finale del primo tempo si fa rivedere il Lecce, sempre, neanche a dirlo, con Moscardelli che colpisce l’incrocio dei pali con un colpo di testa. Gara aperta a qualsiasi risultato

Nelle prime battute della ripresa i ritmi sono decisamente meno alti. Al 50′ Papini si infortuna, al suo posto in campo De Feudis. Gioco spezzettato, poche occasioni. Il Catania gioca di più la palla non riuscendo però ad impensierire Perucchini. Al 61′ Braglia gioca la carta Caturano, al posto di un ottimo Moscardelli, su cui però pesa nella valutazione complessiva l’errore dal dischetto. Tre minuti dopo i rossazzurri ci provano, ma la conclusione in corsa di Musacci dal limite finisce altissima sopra la traversa. Al 68′ doppia sostituzione per i padroni di casa: dentro Lupoli e Bombagi, fuori Calderini e Musacci. Latitano le emozioni. Le trame sono prevedibili, la gara si avvia alla conclusione.  All’80’ nel Lecce entra in campo Vecsei per Surraco. Pancaro risponde all’88’ richiamando in panchina uno stremato Nunzella per Parisi, che torna in campo dopo l’infortunio.

Senza altre emozioni,  dopo 5′ di recupero il match termina sul risultato di parità. Uno 0-0 che non accontenta nessuno.

 

CATANIA-LECCE

CATANIA 4-3-3: Liverani; Garufo, Bergamelli, Bastrini, Nunzella (Parisi 88′); Di Cecco, Musacci (Bombagi 68′), Agazzi, Falcone, Calil, Calderini (Lupoli 68′). A disp.: Logofatu, Pelagatti, Pessina, Di Stefano, Felleca. All.: Giuseppe Pancaro

LECCE 3-4-3: Perucchini; Freddi, Cosenza, Legittimo; Lepore, Papini (De Feudis 50′), Salvi, Liviero; Surraco (Vecsei 80′), Moscardelli (Caturano 62′), Doumbia. A disp.: Bleve, Beduschi, Camisa, Lo Sicco, Sowe, Carrozza, Curiale, Abruzzese. All.: Piero Braglia.

ARBITRO: Andrea Morreale (Roma 1) ASSISTENTI: Marco Bresmes e Francesco Semperboni di Bergamo

AMMONITI: Surraco, Papini, Musacci, Freddi, Parisi

ESPULSI:

SPETTATORI: 7.375

 

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