Catania ancora affetto da pareggite, potremmo ormai definirla una malattia cronica per questa squadra che anche contro il lanciatissimo Lecce, al Massimino, non ha saputo andare oltre lo 0-0, risultato particolarmente frequente per i rossazzurri in questa ennesima travagliata stagione. Mentre in città si continua a discutere sulle vicende che vedono protagonista il patron, Nino Pulvirenti, e la tifoseria promette sostegno costante ai colori nonostante tutte le incognite di questo periodo, la squadra deve tenere alta la concentrazione in vista dei prossimi impegni di campionato. Sul fronte proprietà, infine, piazza con il fiato sospeso, in attesa di una svolta che ancora non è arrivata. A commentare per siciliajournal il momento della compagine etnea, Renato Marletta. Queste le sue dichiarazioni:

“Il momento è delicato, il Catania non naviga in buone acque in campionato ed il pari maturato contro il Lecce non fa altro che confermare i problemi che si palesano da qualche gara a questa parte. Si affrontava una buona formazione, è vero, ma specialmente in casa non si può sbagliare neanche una partita: bisogna sempre dare qualcosa in più per vincere le partite, il pari non può essere preso come risultato positivo. Il Catania ha una storia, una tradizione che va rispettata. Adesso a Catanzaro una nuova occasione per distaccarsi dalle zone basse della graduatoria, ogni partita sarà una finale.

Purtroppo la squadra è palesemente in difficoltà e il mercato, a mio modesto avviso, non ha portato alle pendici dell’Etna le pedine che servivano per migliorarsi. Secondo me c’era bisogno innanzitutto di un centrocampista con più qualità, ma l’organico necessitava anche di un difensore e un attaccante. Gente d’esperienza, di qualità per raggiungere l’obiettivo salvezza, ancora lontano dall’essere conquistato. C’è la penalità, è vero, ma la classifica è quella che è… Ben vengano i giovani, anche se credo che alcuni siano stati presi soltanto per fare numero. Progettare il futuro? Questa frase che ho sentito dire a Ferrigno in conferenza stampa mi fa ridere! Con tutto quello che succede parlare di progetti e di futuro credo sia un danno, che non abbia alcun senso. Il Catania ha bisogno di lavorare giorno dopo giorno, di pensare a breve termine. L’entusiasmo è sparito, la piazza è stanca. Però questi ragazzi hanno bisogno del sostegno continuo della tifoseria, l’ambiente deve compattarsi per salvare il salvabile. La risposta sabato non è stata eclatante, vuoi per il freddo, vuoi per la gara di Serie A tra Juve e Napoli o perché è stato raggiunto il limite in termini di pazienza.

Sul capitolo proprietà… Le vicende che stanno accadendo in queste settimane legate al patron Pulvirenti non fanno altro che destabilizzare tutto l’ambiente. Per chiudere positivamente una possibile trattativa per l’acquisto della società occorrerebbe conoscere nel dettaglio alcune situazioni interne alla stessa che sono poco chiare. Ognuno lavora come ritiene opportuno, ognuno con i suoi principi e le sue idee. La mia posizione su questo fronte è rimasta la stessa di quella di qualche mese fa”.

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