Pistorio (Fillea): “Bruciati mesi preziosissimi a danno dei lavoratori e dei cantieri”. Domani sit in di fronte alla Prefettura.

Il Cda della Tecnis ha deliberato il ritiro del Piano di ristrutturazione del debito che era in attesa di omologa, riservandosi di presentare una nuova proposta entro 15 giorni dal ritiro. Secondo il consiglio di amministrazione, non ci sarebbero state le condizioni per attuarlo.

La notizia ha ulteriormente aggravato la posizione dei lavoratori e posto ancor di più a rischio i cantieri; è già stato fissato un appuntamento di protesta sindacale:domani giovedì 18 febbraio, a partire dalle ore 9, tutti i lavoratori in sciopero della Tecnis si raduneranno di fronte la Prefettura di Catania con Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, per manifestare e chiedere di essere incontrati dal Prefetto.

“Siamo costretti a constatare che, a danno dei lavoratori e dell’attività stessa dei cantieri, sono stati così bruciati mesi preziosissimi. Sembrerebbe inoltre che il supporto dei soci non sia stato così saldo come invece sarebbe dovuto essere ai fini del risanamento – commenta il segretario generale di Fillea Cgil, Giovanni Pistorio- Evidentemente il piano difettava sin dal principio nella strategia e nella sostanza. I rischi concreti sono sotto gli occhi di tutti: se i prossimi passaggi non saranno curati con cautela, a pagare saranno i lavoratori 900 lavoratori italiani di Tecnis e imprese collegate (sono 250 i lavoratori di Catania)  nonché il nostro territorio, che si troverà con cantieri strategici e di alto profilo economico, bloccati. Senza una strategia vera assisteremo allo spezzettamento di questa realtà industriale. Il sindacato chiede rispetto per i lavoratori, per la città. Non sarebbe facile, in ogni caso, trovare delle maestranze immediatamente abili ad ultimare quanto già iniziato”.

Il sindacato, intanto, chiede l’esercizio senza restrizioni dei poteri di surroga. Questo permetterebbe agli enti appaltanti di anticipare le somme necessarie a saldare quanto dovuto ai dipendenti.

«Chiederemo al Prefetto di sostenere la nostra causa – spiega Nunzio Turrisi, segretario generale della Filca Cisl etnea – perché in attesa del periodo di ristrutturazione del debito aziendale, si proceda ai pagamenti in surroga ai lavoratori da parte delle stazioni appaltanti. Non vorremmo correre il rischio che, aspettando che si delinei il destino dell’azienda, vengano congelate tutte le somme e gli operai e le loro famiglie restino ancora senza un sostentamento».

Nella giornata di oggi I lavoratori hanno continuato lo sciopero; tre le proteste stamattina per i dipendenti Tecnis e le aziende collegate. I sit in si sono tenuti  nel cantiere Metropolitana di via Milo (nei pressi del vecchio ospedale Tomaselli)  e nel cantiere dell’ospedale San Marco a San Giorgio, viale Bummacaro e i lavoratori del cantiere Nord – Sud Enna Mistretta hanno protestato  presso la sede Tecnis di via Almirante 23.

 

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