ADRANO –  Incontro dibattito sul tema: “Sicurezza spaccata?”, svoltosi ieri pomeriggio all’interno di Palazzo Bianchi ed organizzato dagli attivisti locali del Movimento 5 Stelle. Un tema all’ordine del giorno nell’ultimo periodo, ad Adrano (ma non solo), affrontato dopo i tanti furti e rapine registrati in esercizi commerciali, ma anche in abitazioni, e che ha fatto calare vertiginosamente il livello di sicurezza percepito dai cittadini. Cercare risposte e trovare soluzioni condivise, questo lo scopo della conferenza che ha puntato l’attenzione anche sul numero non adeguato di uomini e mezzi delle Forze dell’Ordine per far fronte a tale escalation di atti criminosi.

“Abbiamo voluto questo incontro – afferma Dario Lazzaro, attivista del Movimento 5 Stelle di Adrano – poiché il problema della sicurezza va affrontato subito e riteniamo che debba arrivare su tutti i tavoli dei politici importanti. Ecco perché abbiamo voluto la presenza del senatore Giarrusso, per vedere se ci sono gli estremi per un’ interrogazione parlamentare e per capire se la sicurezza nel nostro territorio viene garantita così come dovrebbe oppure no. Abbiamo proposto poi a livello locale all’Amministrazione comunale, per esempio, il Pizzo della Solidarietà cioè un intervento contributivo volontario dei commercianti affinché qualora si verificassero altri furti e rapine si possa tutti insieme intervenire economicamente per aiutare le attività commerciali a riprendersi e non essere lasciate da sole”.

Ad intervenire, alla presenza tra gli altri dei rappresentanti del locale Commissariato di Polizia, il sindaco, Giuseppe Ferrante ed il portavoce del Movimento 5 Stelle in Senato, Mario Giarrusso.

“Noi da anni ci battiamo contro i ricorrenti tagli alla sicurezza – ha dichiarato il senatore Giarrusso-. Purtroppo ad ogni finanziaria dobbiamo registrare cospicui tagli. Negli ultimi anni sono stati eliminati quasi 2 miliardi di euro di somme destinate alle forze dell’ordine e al comparto sicurezza. Nell’ultima finanziaria, stiamo parlando di qualcosa come 500 milioni di euro. E questo malgrado gli attentati di Parigi. É  una situazione che scarica sui cittadini un costo sociale enorme, pagano le tasse per avere un servizio che si chiama sicurezza ed invece non lo hanno più. Chi può si deve dotare a proprie spese di allarmi sofisticati, catene, inferriate e questo spesso non basta, perché quando vengono forzati anche questi sistemi, come è avvenuto qualche giorno fa ad Avola, di notte, c’è chi ha dovuto assistere al saccheggio della propria attività commerciale, un tabacchino, malgrado avesse chiamato le Forze dell’Ordine che però non avevano mezzi per intervenire. Questo è un fatto inaccettabile, intollerabile, di cui dobbiamo renderci conto tutti perché sono a rischio le nostre famiglie, le nostre vite, i nostri beni. Finché ci saranno, queste persone al Governo e in maggioranza sarà così”.

Soddisfatto dell’iniziativa il sindaco Giuseppe Ferrante (Ncd):  “Su questi temi inutile scontrarsi, bisogna fare squadra e trovare le soluzioni. Su questi temi non può esserci divisione né strumentalizzazione e soprattutto non deve mancare la partecipazione. Noi stiamo valutando come amministrazione insieme ai commercianti una serie di iniziative come l’istituzione di un servizio di vigilanza privata notturna, le abbiamo anche sottoposte al Prefetto perché è giusto che non devono essere di contrasto all’opera che le Forze dell’Ordine svolgono nel territorio. Nel momento in cui queste proposte verranno accettate le ufficializzeremo con una conferenza stampa”.

Un momento è stato dedicato poi alla testimonianza di una commerciante adranita, Manuela Scarvaglieri, che proprio a causa di furti con scasso e conseguenti danni economici è stata costretta a chiudere il proprio negozio: “Certi eventi vanno fermati se no diventa impossibile andare avanti. Questo problema non riguarda soltanto me e il resto dei commercianti ma tutti i cittadini perché come abbiamo visto i criminali non si sono soltanto fermati alle attività ma prendono di mira persino nelle abitazioni. Il mio non è un sentimento di rassegnazione, lo è stato inizialmente, oggi il sentimento è più quello di rabbia. Rabbia non soltanto nei confronti delle istituzioni ma, lo dico forte, nei confronti di tutti quei cittadini e di tutti quei commercianti che continuano a fare finta di nulla soltanto perché qualcuno probabilmente ha avuto la volontà, la possibilità, di andare avanti e di ricominciare. Invece c’è stato chi, come me, ha subito danni seri che tra l’altro sta continuando a pagare e che non trova alcuna possibilità di ripresa. Penso che è ora di dire basta, è ora di lottare tutti quanti insieme a prescindere dalla politica, a prescindere dai colori e da qualunque altra cosa”.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi