CATANIA – “Nella mattinata di sabato scorso avevamo deciso che l’immobile in via De Felice – fatiscente, e che ci costa 42 mila euro l’anno di tasse – fosse venduto o dato in affitto. Nel pomeriggio è arrivata la notizia dell’occupazione. Ho dovuto sporgere denuncia: in caso contrario sarebbe stata omissione di atti d’ufficio”. Questa la dichiarazione del commissario dell’ IPab Ardizzone Gioeni, Giampiero Panvini, presente durante l’operazione di sgombero ha affermato: “la polizia ha invitato gli occupanti a uscire; le reazioni non sono state violente ma due delle tre persone poi fermate hanno lanciato insulti, mentre il terzo si è fatto portare via senza reagire. Posso condividere le ragioni della protesta, ma non il metodo dell’occupazione; la sorte di queste persone non può che dispiacermi”.

Il commissario appare particolarmente sensibile all’idea dell’ambulatorio gratuito: “come commissario straordinario dell’IPAB ‘Mons. Ventimiglia’, circa due anni addietro, in sintonia con il Sindaco di Catania, Enzo Bianco, l’Arcivescovo Monsignor Gristina e la collaborazione dell’UNITALSI si è creato il Poliambulatorio Medico Specialistico, che gratuitamente offre assistenza a tutti i poveri di Catania. Credo dev’essere stato uno dei primi casi in Italia. Queste persone potrebbero collaborare, o mandarci la gente che ha necessità. Mi preme sottolineare e ringraziare per la professionalità e serietà dimostrata la DIGOS della Polizia di Stato, coordinati dalla dott.ssa Paglialunga”.

Giusi Milazzo, segretaria del Sunia provinciale, ha commentato lo sgombero di via De Felice a Catania. “Quello che emerge è l’assenza di un progetto organico da parte delle Istituzioni per far fronte ad una situazione che non potrà che aggravarsi considerato che la crisi occupazionale continua a mordere e considerati i dati sulla povertà assoluta. In questo quadro desta non poche perplessità il comportamento schizofrenico delle Istituzioni che dispongono lo sgombero forzato in tempi brevissimi degli occupanti i locali del palazzo di via De Felice di proprietà dell’Istituto Ardizzone Gioieni , mentre nessun’ azione viene portata avanti contro chi occupa gli alloggi popolari pur avendo redditi e proprietà”.

La Milazzo prosegue  le sue considerazioni affermando “la nostra posizione già espressa sia al Comune di Catania che alla Regione, è quella che l’ingente patrimonio delle Ipab non utilizzato debba essere destinato proprio all’emergenza casa, tanto più che le finalità sociali a cui dovrebbe essere destinato sarebbero così rispettate”.

Il Sunia di Catania, ribadisce che il patrimonio abitativo pubblico sia del Comune che dello Iacp, se si effettuasse un monitoraggio puntuale delle assegnazioni e si provvedesse al recupero degli alloggi detenuti abusivamente da chi potrebbe, per condizione economica, provvedere altrimenti, rappresenterebbe un ulteriore soluzione all’attuale emergenza.

“C’è poi il patrimonio abitativo confiscato alla mafia in parte utilizzabile per l’emergenza. – aggiunge la Milazzo – La gravità della situazione impone la creazione di un tavolo di crisi che veda Prefettura, Comune, Iacp organizzazioni sindacali e associazioni del terzo settore, affrontare e delineare soluzioni percorribili a brevissimo e a medio termine. È un obbligo trovare soluzioni, né si può assistere come spettatori al consumarsi di un dramma sotto i nostri occhi ogni giorno e che riduce migliaia di persone tra cui anziani e minori in una condizione materiale e psicologica difficilissima”.

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