Salvo Reitano

CATANIA – La notizia è di quelle che non ti aspetti. Il commissario straordinario e liquidatore del Consorzio ATO2 Catania acque, Maria Costanza Lentini, ha indetto due avvisi pubblici, mediante procedura comparativa non concorsuale, per la copertura di n. 1 posto di dirigente amministrativo e n. 1 posto di  dirigente tecnico del Consorzio d’Ambito Territoriale Ottimale Catania acque – in liquidazione. Il rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e determinato (ai sensi dell’art. 110 del decreto legislativo 267/2000) avrà una durata non superiore a 30 giorni oltre il mandato del commissario straordinario in carica, per garantire la continuità amministrativa. La domanda firmata in originale e completa di relativi allegati deve essere indirizzata al Consorzio d’Ambito Territoriale Ottimale Cataniaacque – in liquidazione, Via Minoriti n.5 p.2 Catania e dovrà pervenire entro le ore 13 di venerdì 26 febbraio 2016. I Bandi di avviso pubblico sono visionabili sui siti: www.cittametropolitana.ct.it, www.atoacquecatania.it  Ato Catania Acque
Insomma, era ora, dopo anni di proroghe, firmate dai commissari straordinari e liquidatori, all’ing. Laura Ciravolo come direttore tecnico e a Maria Beatrice Virzi come direttore amministrativo, finalmente una procedura concorsuale.
Da tempo si è andati avanti con compensi per decine di migliaia di euro, a due dipendenti-dirigenti e un commissario, per un ente in liquidazione e  inutile che da anni ha cessato di assolvere alle funzioni per cui era stato chiamato al momento della sua istituzione.
Non eroga più alcun servizio, ma continua, di fatto, a sottrarre soldi dalle tasche dei cittadini. Feudo del sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, le due dirigenti furono nominate da lui quando era presidente della Provincia e dell’Ato. Delle due, la Verzì è, coincidenza,  di Bronte,  con un comune percorso scolastico con il genero dell’ex sindaco ed ex senatore Pino Firrarello. Cosa c’è di meglio di un ente in liquidazione che vanta una pianta organica davvero originale: due soli dipendenti ed entrambi dirigenti con compensi mensili non certo da fame ai quali si aggiungono inutili “spesucce”  che fanno lievitare ulteriormente  i costi, per garantire equilibrio politico con questi incarichi nascosti di sottogoverno?
E’ giunto il momento di fare chiarezza una vota per tutte sulla gestione padronale di questo ente in liquidazione, inutile e sprecone. Si faccia chiarezza sulle spese e sui compensi di questi ultimi anni perché è giunto il momento di scardinare questo sistema di poltrone e poltroncine che contraddistingue il nostro Pese dal resto d’Europa ed elargisce immeritati benefici a vantaggio della politica.
Di cosa si occupa Il Consorzio ATO2 Catania acque? Praticamente di nulla. Ma ha deciso di farlo molto bene. Se andate a rileggere le nostre inchieste e dare una sbirciatina alla pagina dell’albo pretorio dell’ente, http://www.atoacquecatania.it/albo-pretorio/default.aspx, vi accorgerete che la maggior parte delle determine riguardano tutte, liquidazioni e impegni di spesa. Uno spreco che si perpetua a cadenza mensile, ormai da anni, per un consorzio inutile e in liquidazione e che non rende alcun servizio ai cittadini che ignari pagano. Tu provi a cancellarli? E quelli rinascono come l’araba fenice, e spendono e spandono per creare consenso elettorale occupando posti di potere e sottopotere.
Un ente in liquidazione va liquidato. Non va alimentato con i nostri soldi per anni. In un Paese normale dovrebbe essere così. Ma da noi è diverso perché alla politica non conviene tagliare i rami secchi e si continua a sperperare senza ritegno.
Abbiamo scritto altre volte che le grandi rivoluzioni del “crocettismo” e del “renzismo” fatte di annunci altisonanti,  si fermano davanti a equilibri politici da garantire con incarichi nascosti di sottogoverno. Il feudo del sottosegretario resiste perché il suo piccolo partito è una stampella dei governi nazionale e regionale. E poi, che diamine!!!, vogliamo risparmiare su un ente in liquidazione e mai liquidato, mentre ce ne sono altri, vedi alla voce comuni, che non possono pagare gli stipendi?
E la Corte dei Conti? Chissà se sta indagando su questi sprechi che hanno gravato e gravano pesantemente sulle tasche di ogni singolo cittadino? Chissà se il ministero dell’Economia e delle Finanze ha in previsione un’azione ispettiva per fare luce su questi anni di proroghe e spese inutili?
La giungla degli enti in liquidazione ha molte porte d’ingresso, ma tutte portano nella stessa direzione: lo spreco di denaro per organici gonfiati, centri di potere fuori controllo, sovrapposizioni di funzioni e grandinate di balzelli e di scartoffie che piovono sulle spalle dei cittadini. E’ ora di dire basta.

S.R.

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