CATANIA – Tra la famiglia Saitta e Pirandello c’è un legame speciale. Un legame che va oltre il rapporto che unisce un attore ad un drammaturgo. Pirandello per Eduardo e Salvo Saitta è un autore unico, capace di esprimere attraverso la sua genialità dei concetti sempre affascinanti ed attualissimi. Uno scrittore dalla genialità incommensurabile, la cui arte è universalmente riconosciuta, capace di innovare dalle fondamenta il teatro del XX secolo.12764396_846149068827307_4935520218799745801_o

Per questo la compagnia catanese ha scelto, dopo i successi del “Così è se vi pare” e de “Il berretto a sonagli” (con il quale i Saitta hanno intrapreso un tour nazionale), di portare in scena “Ma non è una cosa seria”, in scena da domani, 24 febbraio, a domenica 4 marzo al Teatro Piscator di Catania.

«Come da nostra tradizione- spiega Salvo Saitta, regista dell’opera- abbiamo puntato su una messa in scena semplice, che altro non è che quella “suggerita” dall’autore attraverso il testo. Sempre dal testo abbiamo tratto spunto per rendere dinamici e divertenti alcuni passaggi, accorpando il secondo e terzo atto attraverso un cambio quadro a vista reso possibile da una soluzione scenica efficace, seppure imponente».

La storia è quella di Memmo Speranza, inguaribile conquistatore di donne, sempre sedotte e abbandonate dal giovane Don Giovanni. Dopo il tentato omicidio subito da un mancato cognato tuttavia, Speranza decide di prender moglie: un matrimonio in regola con la legge, ma finto nella realtà. La sua scelta cadrà su Gasparina, donna semplice che non potrà far altro che ringraziar la sorte per le nozze, considerandosi lei insignificante e senza qualità. Ad opporsi alla vicenda però l’anziano signor Barranco, segretamente innamorato di Gasparina.

Speranza si renderà presto conto che il suo ragionamento, all’apparenza perfetto, lo porterà alla pazzia: egli infatti passerà dall’essere un uomo sicuro di sé ad impazzire d’amore per una donna che in passato aveva lasciato e che non potrà più sposare. In quest’evento la morale pirandelliana: la vita “non è una cosa seria”, che si possa risolvere attraverso dei piani fondati sulla logica. Anzi, la vita spesso ribalta i ragionamenti fatti a tavolino, come dimostra il finale della commedia, nel quale Gasparina metterà in luce le sue qualità diventando a tal punto desiderabile per il protagonista che lo stesso deciderà realmente di sposarla.12715392_10207493042317012_5752954953881350826_n

«Spesso, ma non è il nostro caso, si scivola inconsapevolmente in delle soluzioni registiche che rendono complicate le commedie pirandelliane- ammette Saitta-. Effetti luce particolari, scenografie e costumi dall’aspetto cupo, appesantiscono l’esplicazione dei concetti, la nostra soluzione mira a rispettare la semplicità con il quale Pirandello racconta la vita complicata del giovane Memmo e la genialità nel trovare la soluzione ai suoi problemi. Del resto il genio altro non è che massima espressione di semplicità».

In scena: Eduardo Saitta (Memmo Speranza), Katy Saitta (Gasparina Torretta), Salvo Saitta (Il signor Barranco), Antonio Spitalieri (Il Professore Virgadamo), Vito Corsaro (Grizzoffi), Eleonora Musumeci (La maestrina Terrasi), Massimo Procopio (Magnasco), Alessandro Caramma (Vico Lamanna), Loredana Scalia (Loletta Festa), Laura Guidotto (Fanny Martinez), Velio Di Stefano (Celestino). Regia: Salvo Saitta. Assistente alla regia Sebastiano Mancuso.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi